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La Parashah della Settimana: Acharei Mot (dopo la morte) e Kedoshim (Santi), a cura di rav Bekhor

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Parashah della Settimana

Shabbat Shalom carissimi amici e lettori di Vivi Israele. Eccoci al consueto appuntamento con  la Parashah della Settimana, in questo caso parashot – Acharei Mot, אַחֲרֵי מוֹת “Dopo la morte” (Vayikra, Levitico 16.1-18.30) e Kedoshim, קְדֹשִׁים “Santi” (Vayikra, Levitico 19.1-20.27) – a cura di rav Shlomo Bekhor. Vi ricordo, come sempre, che potrete scaricare qui la settimanale porzione di Torah: Acharei Mot e Kedoshim.

12 Iyar 5781 – 24 Aprile 2021
Parashòt di Akhare Mot – Kedoshim
Accensioni lumi per Milano: venerdì ore 19.50
Shabbat finisce a Milano: ore 21:08

לעילוי נשמת יעקב בן שלמה ורחל
In memoria di mio padre Yaakov ben Shelomo

Questo Shabbat ci riporta alla solennità di Yom Kippur poiché quasi tutta la parashà che leggiamo è incentrata su tale giorno, il più santo dell’anno. Nel giorno di Kippur non beviamo, non mangiamo, non ci laviamo e non indossiamo scarpe di cuoio. Non è difficile sentirsi santi in questo giorno speciale, in cui molte cose sono così diverse dagli altri giorni.

Da notare che il titolo della parashà è Akharè significa “in seguito”. Un ebreo deve rendere tutta la sua vita “santa” e tutte le sue azioni coerenti con questa santità, non solo il giorno di Kippur ma anche dopo, durante qualsiasi altro giorno dell’anno, quando mangia, dorme ecc.

Un caro Shabbat Shalom
Rav Shlomo Bekhor

In memoria del mio carissimo amico Rav Haim Moshe Mordechai ben Dovber Shaikevitz e del mio maestro Rav Ghershon Mendel ben Haim Meir Garelik

Virtual Yeshiva: se il talmid non va dal rabbi, il rabbi va dal talmid. 600 Shiurim online divisi per argomenti. Non perdere l’appuntamento con la parashà mistica e psicologia nella Torà
Per informazioni: www.virtualyeshiva.it

Akharè Mot – Kedoshim

Trovare il positivo in ogni circostanza
Storia del Rebbe da brividi

 

Lezione atomica generale su Sefirat Omer
49 Tappe di Crescita e Raffinazione

Kedoshim – Mantenere l’identità interiore durante i momenti stressanti

Al seguente link la pagina web della lezione della nostra parashà in formato mp3:
https://virtualyeshiva.it/2009/04/30/kedoshim-5769-mantenere-lidentita-interiore-durante-momenti-stressanti/
Al seguente link troverai la lezione sulla nostra parashà con il link a scaricare il file audio:
http://www.virtualyeshiva.it/files/09_04_30_kedoshim5769_orla_annullamentofrutta_solo_staccata.mp3

Il giorno dopo il domani

Quando si raggiunge la cima della montagna è ora di tornare casa! Al seguente link la pagina web della lezione della nostra parashà in formato mp3:
http://www.virtualyeshiva.it/2010/04/22/akhare-mot-5770-il-giorno-dopo-il-domani/
Al seguente link troverai la lezione sulla nostra parashà con il link a scaricare il file audio:
http://www.virtualyeshiva.it/files/10_04_22_akhare5770_kippur_sanguesopra_sotto.mp3

Per ascoltare le altre lezioni sulla parashà:
https://virtualyeshiva.it/2021/04/22/akhare-mot-kedoshim-5772-5-lezioni/

L’onestà negli affari

מֹאזְנֵי צֶדֶק אַבְנֵי צֶדֶק אֵיפַת צֶדֶק וְהִין צֶדֶק יִהְיֶה לָכֶם וגו׳: (ויקרא יט, לו)
[Hashèm istruì a Moshè di dire a Israèl]

«Dovete possedere [solo] pesi giusti e misure veritiere». (19, 36)

Altrove nella Torà siamo solo messi in guardia dal prendere denaro, che non è nostro (attraverso il furto, la rapina, l’imbroglio, ecc.). Qui, ci viene comandato di non possedere nemmeno false misure, anche se non le useremo mai. Questo perché, quando un commerciante utilizza misure false sta fingendo di comportarsi correttamente.

Sta effettivamente misurando le sue merci, apparentemente per addebitarle correttamente al suo cliente; tuttavia, allo stesso tempo, lo sta ingannando. Questo inganno è la radice di ogni disonestà che alla fine porta a un furto manifesto o peggio ancora.

Lo stesso vale per il nostro rapporto con Hashèm. La nostra inclinazione al male, – consapevole che qualsiasi tentativo di convincerci a ribellarci apertamente contro il nostro Creatore fallirà – indubbiamente, tenterà di intrappolarci attraverso l’inganno.

Sono d’accordo”, esso inizia, “che ogni azione deve essere ‘misurata’, condotta nel pieno rispetto della legge ebraica. Tuttavia, cosa ci sarebbe di così terribile se le ‘misure’ fossero leggermente alterate? Anche se insisti a mantenere una misura onesta – continua – mantienine anche un’altra: applica le leggi di Hashèm alla tua vita pienamente, quando si tratta di questioni spirituali; ma quando si interagisce con il mondo materiale o si fanno affari, sicuramente c’è spazio per il compromesso”.

La scrupolosità nel mantenere misure accurate, così come in tutti i rapporti d’affari, è il prerequisito per soddisfare l’intera Torà. Con le parole di Hilèl, uno dei grandi saggi talmudici: “Ciò che è odioso a te, non farlo ai tuoi simili – questa è l’intera Torà il resto è un commento. Vai e studia !”.

tratto dal nuovo libro in uscita Saggezza Quotidiana

Ventisette giorni dell’Òmer
3 settimane e 6 giorni

Yessod in Netzakh – Unione nella determinazione
12 di Iyàr – Venerdì Sera 23 Aprile

27° giorno: questa sera milioni di persone si uniscono assieme per attuare il precetto Divino di rettificare e illuminare la sesta faccia di Nètzakh, l’Unione nella Determinazione. Nètzakh rappresenta il sentimento di perseguire i propri obiettivi con tenacia e costanza.

Yessòd è l’attributo che permette di creare legami profondi e duraturi di ogni genere.

Questa sera, Hashèm ci dà la forza di raffinare la nostra Determinazione, facendo risplendere l’interclusione di Yessòd presente in Nètzakh. In questo modo otteniamo la capacità di perseguire i nostri progetti attraverso il lavoro di squadra e creare un intenso legame con i nostri colleghi.

Anche il miglior calciatore, dotato delle più grandi qualità tecniche, ma che non gioca assieme agli altri (cosiddetto “veneziano”) avrà un successo limitato, perché per vincere bisogna essere un gruppo affiatato e compatto. Una persona molto attiva e costante, nel perseguire un obiettivo, non otterrà i risultati sperati, se non creerà un’unione profonda con i suoi colleghi. Il dono di poter raffinare questo 27° sentimento ci permette di rendere Nètzakh completo e luminoso.

Una bella storia chassidica può aiutarci a comprendere:
due studenti della Yeshivà di Lubàvitch giungono in un kibbutz nel sud di Israele, per condurre la preghiera e garantire un minyàn per la festa di Rosh Hashanà. Dicono fra loro i due studenti: “Se D*o vuole, oggi, per la prima volta dalla fondazione del kibbutz, si sentirà il suono dello Shofàr”.

Passata un’ora dentro la sala adibita a sinagoga, c’erano solo nove persone. A un certo punto, uno degli studenti si ricorda di aver visto qualcuno entrare in uno degli uffici del kibbutz.

Vado a chiamarlo” dichiara, ma gli uomini presenti gli ribattono: “È ovvio che non vivi qui, perché se tu lo conoscessi, non ti verrebbe in mente di chiamarlo. Si tratta del segretario del kibbutz, uno dei fondatori, un tipo molto, ma molto lontano dall’Ebraismo”.

Tuttavia, i due giovani non demordono, quindi uno di loro si avvia verso gli uffici, bussa e entra. Il segretario del kibbutz lo guarda sorpreso. Il giovane prende coraggio e gli dice: “Io e un altro compagno siamo venuti per celebrare Rosh Hashanà e abbiamo bisogno di dieci persone, stiamo per cominciare, ma ci manca solo una persona. Venite, per favore”.

Un’aria di sdegno traspare dagli occhi del segretario che gli risponde con un secco “No!”. Il giovane riflette tra se: “Emozioni e fede non sono ciò che potranno smuoverlo. Cercherò di spiegargli la cosa in modo logico e razionale”.

Quindi ritornando alla carica gli dice: “In questo kibbutz, voi siete il responsabile con il compito di rispondere ai bisogni dei residenti. Voi, nel vostro ruolo, dovete venire per garantire questo servizio”. Un minaccioso silenzio riempie l’ufficio, ma alla fine il funzionario accetta: “Okay! Vi raggiungerò fra poco. Prima passo a casa a mettermi le scarpe”.

Emozionato e felice il giovane torna alla sinagoga. Poco dopo, il segretario entra nel tempio, esitante e imbarazzato, senza sapere bene cosa fare. Alla fine il segretario rimarrà lì per tutto il tempo, fece una salita alla Torà e ascoltò il suono dello Shofàr per più di cento volte. Emozionato come un bambino, di tanto in tanto si asciuga le lacrime con l’angolo di uno sbrindellato tallìt. Questa è la prima delle tante volte che il segretario entrerà in una sinagoga.

I due studenti ebbero successo, poiché la loro determinazione era accompagnata da un sentimento di legame verso una persona che poteva sembrare lontana da loro. Riuscirono a formare con determinazione (nètzakh) un gruppo di 10 persone, poiché riuscirono a coinvolgere anche il laico segretario del kibbutz, trasmettendogli un sentimento di vicinanza (yessòd).
Il Rebbe di Lubàvitch ci insegna che la missione della nostra generazione è proprio Yessòd in Nètzakh: unire Israèl e avvicinarlo alle proprie radici con sacrificio e altruismo.

Riflessione: le mie ambizioni nel lavoro mi impediscono di coltivare delle profonde amicizie con i colleghi?

Esercizio: il rapporto di coppia, non richiede solo continuità e tenacia per funzionare. Occorre usare la nostra determinazione per alimentare il legame matrimoniale. Fare una passeggiata o studiare frequentemente assieme, non è un optional. Occorre sempre ricreare con tenacia (nètzakh) un legame sempre più profondo (yessòd) con il proprio coniuge.

Ventotto giorni dell’Òmer
4 settimane

Makhùt in Nètzakh: regalità nella determinazione
13 di Iyàr, sabato sera 24 Aprile

28° giorno: questa sera Hashèm ci dota la capacità di innalzare l’ultimo aspetto di Nètzakh, la Regalità nella Determinazione. Nètzakh è l’attributo che ci consente di perseverare e vincere le sfide della vita.

Malkhùt è la capacità di comunicare, organizzare e comandare. Tutte doti che si devono coniugare alla fiducia in sé e alla propria regalità e nobiltà.

In questo 28° giorno abbiamo la forza aggiuntiva di migliorare la nostra determinazione illuminando l’interclusione di Malkhùt presente in Nètzakh.

L’unione di queste due Sefiròt, fatti, rende capaci di perseverare in modo organizzato e comunicativo. Ad esempio, il più grande progetto, se non organizzato bene e promosso con il giusto marketing, non riceverà il successo che merita. Inoltre Malkhùt in Nètzakh consente di perseverare mantenendo l’autostima e quindi di capire il proprio ruolo nel mondo senza farsi intimidire dalle difficoltà.

Un’esemplare Regalità nella Perseveranza, la possiamo trovare nella figura stessa del mio Maestro, il Rebbe di Lubàvitch:
il Rebbe, Menachem Mendel Schneerson, il settimo leader della dinastia Chabad, è uno dei più grandi leader che il popolo ebraico abbia avuto negli ultimi secoli. Lui è riuscito a coniugare eccezionali doti di leadership, capacità di comunicazione e di organizzazione, fondando istituzioni chassidiche a fini educativi, sociali e culturali.

Inoltre, sotto la sua guida, sono sorte centinaia di scuole e centri di Torà e migliaia di discepoli sono stati inviati come emissari in ogni parte del mondo. Questi risultati  non furono certo regalati! Fin dall’inizio le idee “profetiche” e controcorrente del Rebbe furono osteggiate e derise da molti.

Grazie alla sua tenace convinzione (nètzakh) di agire per una missione divina, che trascendeva la sua volontà e i suoi bisogni, il Rebbe, piano piano, ma costantemente, convinse e acquistò sempre più la stima degli scettici in tutto il mondo grazie al suo spirito di guida con tanta regalità e risvegliando la dignità e autostima in ognuno (malkhùt). Centinaia di migliaia di fedeli e milioni di simpatizzanti, lo considerano “il Rebbe”: l’uomo responsabile di aver risvegliato la coscienza e la consapevolezza dell’Ebraismo, dopo l’inferno della Shoah.

Una forte autostima, la capacità di comunicare e il rispetto per la dignità degli altri (malkhùt), sono qualità fondamentali per superare ogni ostacolo con successo (nètzakh).

Riflessione: nonostante la vita mi porti a correre molto, riesco a rimanere consapevole del mio ruolo nel mondo e non perdere la mia dignità? Riesco a coniugare la tenacia nel lavoro con una buona organizzazione?

Esercizio: perseguire con determinazione (nètzakh) i bisogni familiari, ma senza comunicare con la dolce metà, vuole dire mancare di Regalità (malkhùt). Nel 28° attributo scopriamo la forza di vincere le nostre sfide con comunicatività (malkhùt in nètzakh).

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Mi chiamo Fabrizio Tenerelli, sono un foto-giornalista iscritto all’Albo Professionisti della Liguria. Sono redattore del Settimanale La Riviera e del relativo quotidiano online; sono anche corrispondente dell’Agenzia Ansa dalla provincia di Imperia e corrispondente de Il Giornale (di Milano). Ho diretto per sette anni un quotidiano online locale. Durante la mia ultraventennale esperienza in campo giornalistico ho avuto modo di collaborare per quotidiani nazionali, tra cui: Il Giornale di Milano, Repubblica, Il Giorno, il Messaggero, Il Mattino e via dicendo. Ho anche collaborato, a livello fotografico, con diverse testate nazionali, tra cui: Corriere della Sera, settimanale “Oggi” e via dicendo e per televisioni, tra cui Rai e Mediaset. Ho anche collaborato con radio del panorama locale (Radio 103, per la quale ho svolto per anni i notiziario, curando la redazione) e nazionale, tra cui Radio24, per la quale ho svolto alcuni collegamenti per fatti di cronaca. Nel 2014, inoltre, sono stato in Israele, come free lance in territorio di guerra, durante l’operazione “Tzuk Eitan”. Negli ultimi tempi, mi interesso anche di web marketing, web design e sviluppo di siti in Wordpress, Seo e Sem.

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