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La Parashah della Settimana: Shemini, a cura di rav Shlomo Bekhor

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Parashah della Settimana

Shabbat Shalom, carissimi am ici e lettori di Vivi Israele. Eccoci al conseuto appuntamento con la rubrica della Parashah della Settimana – Shemini, שְּׁמִינִי Ottavo (Vayikrà, Levitico 9.1-11.47) – a cura di rav Shlomo Bekhor. Vi ricordo che potrete scaricare la porzione settimanale di Torah al seguente indirizzo.

28 Nissan 5781 – 10 Aprile 2021
Parashà di Shemini – Shabbat Mevarkhim
Accensioni dei lumi per Milano: venerdì ore 19.40
Shabbat finisce a Milano: alle ore 20.48

לעילוי נשמת יעקב בן שלמה ורחל
In memoria di mio padre Yaakov ben Shelomo

lo Shelà Hakadòsh, un grande maestro e commentatore della Torà, ci ricorda il famoso assioma del Talmùd basato su un verso della parashà di questa settimana: “Rendetevi santi e sarete santi” (Vayikrà 11, 44). Nel Talmùd (Yomà 39a) è scritto che una persona che provi a santificarsi quaggiù in questo mondo viene aiutata a santificarsi molto di più dall’Alto, sia in questo mondo che nel mondo a venire.

Santificatevi un poco da quaggiù”, si riferisce ad attività relativamente futili del corpo. “Santificatevi molto più dall’Alto” si riferisce al dono dell’eternità dell’anima.

Il nome della parashà, Sheminì, ovvero “Ottavo”, si riferisce all’ottavo giorno dall’edificazione del Tabernacolo – che costituì dunque il primo giorno di servizio effettivo – giorno in cui il popolo ebraico si prostrò vedendo il fuoco divino che scendeva e consumava le offerte a D*o. Fu un momento di autentica elevazione, un’eccezionale rivelazione divina.

(continua sotto)

Un caro Shabbat Shalom
Rav Shlomo Bekhor

In memoria del mio carissimo amico Rav Haim Moshe Mordechai ben Dovber Shaikevitz e del mio maestro Rav Ghershon Mendel ben Haim Meir Garelik

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Per informazioni: www.virtualyeshiva.it

Shemini: libero arbitrio o telecomandati?

Da una semplice regola di impurità dei liquidi che vengono in contatto impariamo un incredibile insegnamento del rapporto con Hashem.

Al seguente link troverai la lezione sulla nostra parashà con il link a scaricare il file audio:
https://virtualyeshiva.it/2010/04/08/shemini-5770-libero-arbitrio-o-telecomandati/

dal seguente link si può scaricare immediatamente senza aprire la pagina web:

http://www.virtualyeshiva.it/files/10_04_08_shemini5770_unionealto_liquidopuro_versorecipienteimpuro.mp3
(chi volesse ricevere il link della lezione tramite whatsapp può mandarmi la richiesta)

Per ascoltare le altre lezioni sulla parashà:
https://virtualyeshiva.it/2020/04/17/shemini-5773-5-lezioni/

Dentro e oltre il mondo, c’è sempre un ordine

(continua da sopra)

Poco dopo questo evento morirono i due figli di Aharòn, due sacerdoti la cui attrazione verso D*o, causata della grande rivelazione dell’inaugurazione del Tabernacolo, era talmente forte da provocare la dipartita della loro anime. La loro scomparsa fu una successiva dimostrazione che, a quell’epoca, il livello spirituale del popolo ebraico era elevatissimo, tanto che il resto del popolo dovette sforzarsi per impedire alla propria anima di sfuggire dal corpo a causa della forte sete spirituale.

Dopo la narrazione di questi eventi la Torà impartisce le regole alimentari, tra le quali si nota il divieto di mangiare “esseri striscianti”. Apparentemente, quindi, questa porzione della Torà racchiude in sé due estremi spirituali: dalle rivelazioni divine straordinarie e dall’elevata sensibilità spirituale si passa alle scelte alimentari più basse. Che collegamento c’è tra queste cose? Il Rebbe spiega come l’accostamento di questi due estremi venga a insegnarci alcuni concetti chiave.

7 oppure 8?

Dopo sette giorni di duro lavoro per installare il Tabernacolo con tutte le sue funzioni, all’ottavo giorno (sheminì) Israèl merita che la presenza di D*o si riveli in esso. Che cosa si può imparare da questo che possa migliorare il nostro rapporto con D*o? Il Rebbe scrive che il numero sette corrisponde al mondo nel senso più completo, paragonabile all’ordine reiterato dei sette giorni della settimana. Il numero otto – uno in più di sette – è collegato alla trascendenza, a ciò che è più in alto dell’ordine della natura.

Inoltre, il numero sette è collegato alla rivelazione di D*o limitata alla natura, mentre l’otto è considerato come la rivelazione divina non limitata dalle leggi della natura, come avviene in occasione di un miracolo. Tuttavia, così come non vi può essere un valore di otto senza il sette che lo precede, allo stesso modo il livello dell’otto è, di fatto, collegato con il sette che è la dimensione della natura. Ciò è analogo al nostro stesso rapporto con D*o. Sebbene i nostri sforzi siano limitati dalle nostre forze naturali, quando siamo completamente assorbiti dallo sforzo (sette) facciamo sì che un livello di santità illimitato e superiore alla natura (otto) risplenda fino a noi.

In altre parole la dimensione dell’otto non è solo il livello che trascende la natura (come di solito viene spiegato), bensì è il livello che è staccato dalla natura ma allo stesso tempo penetra profondamente in essa. Questo appare evidente con il Tabernacolo nel deserto: gli sforzi compiuti durante i sette giorni della costruzione costituirono la preparazione necessaria per la rivelazione dell’ottavo giorno.

Quindi, qual è l’idea di fondo?

E’ quella di essere consapevoli che i nostri sforzi in questo buio esilio sono, effettivamente, la preparazione all’imminente redenzione. Tuttavia soltanto attraverso i nostri sforzi attuali in questo mondo la luce divina potrà risplendere in seguito. Per questo quando ci sarà l’imminente evento messianico la settimana sarà di otto giorni, perché allora nel mondo si rivelerà il livello “otto”. In modo analogo vi è una profonda relazione tra lo Shabbàt (il settimo giorno) e Sheminì.

Questa relazione allude a due livelli di servizio divino. Shabbàt è il settimo giorno e costituisce il completamento del processo di creazione. Tuttavia, nonostante ne sia l’apice, lo Shabbàt fa sempre parte di questo processo naturale. Sheminì, che deriva dalla parola ebraica “otto”, indica un livello che trascende la natura e la creazione. L’otto, infatti, non è limitato dalla realtà del mondo. E questo Shabbàt Sheminì rappresenta la combinazione di questi due livelli. La lezione che ne traiamo è che, dopo aver servito Dio con tutti i mezzi naturali (già un’impresa in sé), bisogna sforzarsi di servire Dio oltre alla realtà naturale e non permettere che le limitazioni del mondo ostacolino il nostro rapporto con il divino.

Anche se non capisco… Obbedisco!

Tuttavia, una domanda “sorge spontanea”, ma quale sarebbe la strada migliore per far si che gli ostacoli di questo mondo, non impediscano il nostro rapporto con D*o o addirittura non ci portino in una direzione opposta? Si potrebbe pensare che la strada più forte, sicura e buona, sia quella di raggiungere un’elevata conoscenza e comprensione intellettuale che elevi il nostro spirito e quindi ci porti a servire D*o in uno stato alto ed elevato, come i due figli di Aharòn: Nadàv e Avihù. I quali, è bene ricordare, portarono un’offerta di fuoco (incenso) non autorizzata, ossia non obbedirono alla volontà di D*o e per questo furono consumati da fiamme provenienti dal Kòdesh Hakodashìm, Santo dei Santi.

Invece, il servizio a D*o più solido ed efficace, si basa solo su kabalàt ol – letteralmente “accettare il giogo (divino)”. Questo concetto supera di gran lunga l’obbedienza e la lealtà comunemente intese. Kabalàt ol è la nostra capacità di compiere le mitzvòt da un livello che supera la comprensione della divinità. Si potrebbe pensare che kabalàt ol sia il modo in cui serviamo D*o, quando non ne siamo spiritualmente consapevoli, ovvero con un approccio al compimento delle mitzvòt indipendente dalla comprensione di esse.

Non è affatto così! Kabalàt ol si applica anche a chi ha già raggiunto una certa elevazione spirituale, che comprende a fondo D*o e le cui emozioni sono pure. Tuttavia, le emozioni e l’intelletto elevati non sono sufficienti. Pertanto, ognuno si dovrebbe domandare se serve D*o e compiere le mitzvòt solamente perché comprende, che così facendo è causa di grandi effetti cosmici e risana la sua anima. Anche se questi motivi sono buoni, nonostante ciò, oltre e al di sopra di questo, occorrerebbe arrivare allo stato spirituale in cui si serve D*o e si compiono le mitzvòt solo perché Lui lo ha ordinato così.

Infatti, quando una persona per fare qualcosa fa affidamento sul proprio intelletto e sulle proprie emozioni (a volte sinonimo di instabilità e volubilità) corre un certo pericolo di cadere dalle proprie sommità spirituali a profondità impure, proprio come il “mangiare esseri striscianti”. D’altro lato, quando scegliamo kabalàt ol come causa ultima che ci spinge a compiere mitzvòt, ci poniamo in relazione con l’infinità volontà di D*o. In un certo senso si tratta della nostra “polizza di assicurazione spirituale”, che ci impedisce di andare alla deriva. Sheminì ci insegna che kabalàt ol è un processo obbligatorio. Quindi, perché non Iniziamo oggi? Rendiamo kabalàt ol parte della nostra vita!

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Mi chiamo Fabrizio Tenerelli, sono un foto-giornalista iscritto all’Albo Professionisti della Liguria. Sono redattore del Settimanale La Riviera e del relativo quotidiano online; sono anche corrispondente dell’Agenzia Ansa dalla provincia di Imperia e corrispondente de Il Giornale (di Milano). Ho diretto per sette anni un quotidiano online locale. Durante la mia ultraventennale esperienza in campo giornalistico ho avuto modo di collaborare per quotidiani nazionali, tra cui: Il Giornale di Milano, Repubblica, Il Giorno, il Messaggero, Il Mattino e via dicendo. Ho anche collaborato, a livello fotografico, con diverse testate nazionali, tra cui: Corriere della Sera, settimanale “Oggi” e via dicendo e per televisioni, tra cui Rai e Mediaset. Ho anche collaborato con radio del panorama locale (Radio 103, per la quale ho svolto per anni i notiziario, curando la redazione) e nazionale, tra cui Radio24, per la quale ho svolto alcuni collegamenti per fatti di cronaca. Nel 2014, inoltre, sono stato in Israele, come free lance in territorio di guerra, durante l’operazione “Tzuk Eitan”. Negli ultimi tempi, mi interesso anche di web marketing, web design e sviluppo di siti in Wordpress, Seo e Sem.

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