Home Ebraismo Desiderate l’anima gemella? Per l’ebraismo, allora, siete alla ricerca di un bashert

Desiderate l’anima gemella? Per l’ebraismo, allora, siete alla ricerca di un bashert

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Shalom a tutti voi carissimi amici e lettori di Vivi Israele. Oggi vi voglio parlare del significato di “anima gemella” nell’ebraismo ovvero del suo equivalente.

C’è un termine della cultura yiddish, in particolare, che rende molto bene questo concetto ed è Bashert (באַשערט), parola che letteralmente significa fato o destino, ma che in realtà indica il futuro o predestinato sposo.

Storicamente il termine è utilizzato nella cultura ashkenazita e la tradizione lo vuole legato ad un’altra figura: quella dello Shadchen (שדכן), così viene chiamato colui che organizza i matrimoni, sia come intermediario sia come vero e proprio combinatore di incontri.

Bashert – aggettivo che in yiddish significa destinato o predestinato – è comunque la forma contratta di Basherter (il marito predestinato) e Basherte (la moglie predestinata). Nell’uso moderno, però, il termine Bashert, per esteso indica l’anima gemella. Cercare il proprio o la propria bashert, significa andare alla ricerca di quella persona che si integra completamente con noi.

Il Talmud (Rav Yehuda) insegna che quaranta giorni prima che una bambino venga concepito, una voce dal Cielo annuncia la figlia di chi, quest’ultimo, sposerà un domani. Insomma: un matrimonio combinato in Cielo. La parola Bashert, appunto intesa nel suo significato di destino o sorte, può anche essere utilizzata per indicare il lavoro perfetto (del tipo: meglio di così non poteva andare) oppure la casa ideale, quella che si abbina perfettamente con noi stessi.

Ma torniamo al suo significato principale: quello di anima gemella. Ma attenzione, per l’ebraismo: trovare la propria o il proprio “bashert”, non significa, tuttavia, che il matrimonio sarà esente da problemi. Perché pure la vita di coppia, così come qualsiasi cosa di meritevole nella vita, richiede: dedizione, sforzo ed energia.

Quindi, non è detto che se due persone sono fatte l’una per l‘altro, il matrimonio non si possa rovinare. L’ebraismo lo sa ed è per questo motivo che permette il divorzio.

Così come è altrettanto vero che un matrimonio fallito con un/una Bashert, non esclude un matrimonio felice con un altro/a sposo/a. In questo caso l’ebraismo insegna che D-o ci viene incontro anche nel caso di un secondo matrimonio, ma stavolta il partner sarà individuato in base ai meriti, e non alle coincidenze celesti.

Photo: Sandra Silberzweig “My beloved” (www.fineArtAmerica.com)

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Mi chiamo Fabrizio Tenerelli, sono un foto-giornalista iscritto all’Albo Professionisti della Liguria. Sono redattore del Settimanale La Riviera e del relativo quotidiano online; sono anche corrispondente dell’Agenzia Ansa dalla provincia di Imperia e corrispondente de Il Giornale (di Milano). Ho diretto per sette anni un quotidiano online locale. Durante la mia ultraventennale esperienza in campo giornalistico ho avuto modo di collaborare per quotidiani nazionali, tra cui: Il Giornale di Milano, Repubblica, Il Giorno, il Messaggero, Il Mattino e via dicendo. Ho anche collaborato, a livello fotografico, con diverse testate nazionali, tra cui: Corriere della Sera, settimanale “Oggi” e via dicendo e per televisioni, tra cui Rai e Mediaset. Ho anche collaborato con radio del panorama locale (Radio 103, per la quale ho svolto per anni i notiziario, curando la redazione) e nazionale, tra cui Radio24, per la quale ho svolto alcuni collegamenti per fatti di cronaca. Nel 2014, inoltre, sono stato in Israele, come free lance in territorio di guerra, durante l’operazione “Tzuk Eitan”. Negli ultimi tempi, mi interesso anche di web marketing, web design e sviluppo di siti in Wordpress, Seo e Sem.

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