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Lo stato più alto di illuminazione nella Kabbalah e il Bacio di D*o

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Shalom carissimi amici e lettori di Vivi Israele. Oggi vorrei parlare di due concetti della Kabbalah molto elevati, che sono legati tra loro. Quello del Bacio di D*o ניקה של אלוהים Neshiqah shel Elhoim  e חשק Chesheq  che tradotto significa desiderio.

Qui siamo nel campo dell’estasi più pura ed elevata, nel massimo grado di quella che potremo chiamare Illuminazione spirituale. Il bacio di D*o, in questo contesto, non è altro che la morte di una persona santa in stato di rapimento divino ovvero Chesheq. Passiamo, dunque, a esaminare le caratteristiche e gli attributi di Chesheq.

Parliamo di un rapimento mistico: dell’espressione di autentica passione che risulta da un puro amore per D*o. Un energetico entusiasmo mistico, come scrive Gabriella Samuel (nel suo Kabbalah), in cui tutti i pensieri sono concentrati su D*o.

Pensate che in uno stato del genere, non è più possibile essere influenzati né dalle benedizioni né tantomeno dalla maledizioni dei livelli spirituali inferiori. Una condizione così forte di illuminazione, che è letteralmente in grado di strappare l’anima dal corpo ed ecco perché quando una persona santa muore in questa sorta di rapimento divino, si dice che sia morta per il Bacio di D*o. Di solito i kabbalisti raggiungono un tale livello di illuminazione, in età avanzata.

A sua volta, il concetto di Cheseq è legato a quello di דבקות Devequt che significa devozione e che rappresenta quell’atteggiamento spirituale dell’aggrapparsi a D*o. E’ un particolare stato raggiunto durante la meditazione, in cui tutta l’attenzione e le facoltà spirituali sono rivolte a D*o.

L’aspirante, dunque, dimentica sé stesso ed entra in un’altra dimensione. Le meditazioni kabbalistiche, tipo quelle sulle lettere ebraiche, servono appunto per raggiungere un tale stato.

Su come si instauri questo livello di consapevolezza intensa (chiamiamolo pure così) restano molti dubbi. Se da una parte, alcuni sapienti ritengono che lo si possa raggiungere adempiendo ai 248 precetti positivi della Torah e che si tratti di un dono di D*o; dall’altra altri kabbalisti si domandano, se la Devequt provenga dall’amore o dal timore di D*o. Secondo alcune dottrine kabbalistiche sarebbero tre i livelli della Devequt

Il primo è quello dellaHistavut ovvero l’indifferenza dell’anima a lodi o critiche

Quindi, troviamo Hitbodedut che è la solitudine autoimposta per essere in comunione con D*o

Terzo e ultimo livello è il Ruach haQodesh, che è il raggiungimento dello Spirito del Santo

Il Ba’al Shem Tov (LEGGI QUI) riteneva che la Devequt fosse una condizione emotiva che dovesse accompagnare l’individuo, per tutto il giorno, verso la meta più elevata.

 

In copertina: The Three of Joy Universalkabbalah.net

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