Home La Parashà della settimana La Parashah della Settimana: Yitro, “Ietro”, a cura di rav Shlomo...

La Parashah della Settimana: Yitro, “Ietro”, a cura di rav Shlomo Bekhor

99
0

Parashah della Settimana

Shabbat shalom carissimi a mici e lettori di Vivi Israele. Eccoci al consueto appuntamento con la Parashah della Settimana – Yitro, יִתְרוֹ, Ietro (Shemot, Esodo 18.1-20.23), a cura di rav Shlomo Bekhor. Chiunque fosse interessato a scaricare e leggere la settimanale porzione di Torah, può farlo qui, grazie a Torah.it 

24 Shevat 5781 – 06 Febbraio 2021
Parashà di Yitro
Accensioni lumi per Milano: venerdì ore 17.17 
Shabbat finisce a Milano: ore 18.20

לעילוי נשמת יעקב בן שלמה ורחל
In memoria di mio padre Yaakov ben Shelomo

nello Zòhar si afferma che Hashèm non diede la Torà finché non venne Yitrò a lodarlo. Quando Yitrò arrivò e disse: «Sia benedetto D*o che vi ha liberati… ora so che D*o è più grande di ogni altra divinità…» (Shemòt 18, 10-11), allora Yitrò fece scendere la gloria di D*o che, proprio grazie a questo, in seguito darà la Torà e tramite essa Israèl porterà il monoteismo nel mondo.
Tuttavia è obbligatorio chiedersi come sia possibile che la santità di Moshè, di Aharòn e di almeno 600.000 ebrei non bastasse? Perché la Torà è stata data solo dopo che anche Yitrò ha lodato D*o?

La Parashà inizia affermando: Yitrò, il suocero di Moshè, cohèn di Midyàn, sentì tutto ciò che D*o aveva fatto. La posizione di Yitrò in quanto cohèn (sacerdote) di Midyàn era duplice: era la guida sia secolare che religiosa di Midyàn, avendo conosciuto e servito tutti i culti idolatri del mondo. Perché la Torà descrive Yitrò usando il titolo apparentemente non lusinghiero di “cohèn di Midyàn”, quando avrebbe potuto descriverlo semplicemente come suocero di Moshè?

(continua sotto)

Un caro Shabbat Shalom
Rav Shlomo Bekhor

In memoria del mio carissimo amico Rav Haim Moshe Mordechai ben Dovber Shaikevitz

Virtual Yeshiva: se il talmid non va dal rabbi, il rabbi va dal talmid! 600 Shiurim online divisi per argomenti.
Non perdere l’appuntamento con la parashà mistica e psicologia nella Torà

Per informazioni: www.virtualyeshiva.it

Yitro
Una storia atomica da non perdere. Come un libro ha cambiato la vita di una pecora smarrita.

facebook.com/shlomo.bekhor/posts/10159004304475540

Perle di saggezza della 17/ma Parashah di questa settimana: come andare d’accordo con la suocera

https://www.facebook.com/shlomo.bekhor/posts/10159000839210540

Grande lezione di vita
Dono Torah: volontariato o forzato? 
Perché Hashèm Ha Messo la Montagna Sulla Testa di Israèl?

https://www.facebook.com/shlomo.bekhor/posts/10157860211100540

YITRO – HITLER E AHMADINEJAD

Al seguente link la pagina web della lezione della nostra parashà in formato mp3:
https://virtualyeshiva.it/2011/01/19/yitro-5771-hitler-e-ahmadinejad/

Al seguente link potrai scaricare la lezione della parashà di questa settimana:

http://www.virtualyeshiva.it/files/11_01_18_yitro5771_duetavole_nonuccidere_fede_hitler_ahmadinejad.mp3

Per vedere il video:

HITLER E AHMADINEJAD from virtualyeshiva on Vimeo.

Preparare il terreno per ricevere la Torah

(continua da sopra)

In effetti, descrivendolo come “cohèn di Midyàn” si evidenziano i suoi risultati passati, sia in campo politico (come guida secolare di Midyàn) che in campo intellettuale (come guida religiosa suprema di tutto il popolo di Midyàn). Questo, tuttavia, sottolinea la grandezza di Yitrò che era disposto ad abbandonare la sua vecchia gloria per diventare ebreo e studiare la Torà.

La logica inganna

Adesso possiamo capire meglio il motivo per cui la Torà si rivolge a Yitrò come “cohèn di Midyàn” e il rapporto che intercorre tra la sua conoscenza di tutti i culti idolatri del mondo e i suoi conseguimenti intellettuali. Il Ràmbam spiega che l’errore che conduce la gente all’idolatria principalmente di natura intellettuale: Dicono, «Poiché D*o ha creato vari intermediari (gli astri e costellazioni) con cui guidare il mondo… è giusto che siano esaltati, lodati e che ricevano onori. Questo è ciò che D*o desidera» (norme di Avodà Zarà).

È sbagliato pensare che questi intermediari abbiano scelto di agire poiché tali e che, poiché hanno scelto di agire da intermediari, gli siano dovuti gli onori. Invece, non hanno affatto libera volontà in quanto sono semplicemente come “un’ascia nelle mani del taglialegna (D*o)”.

Quindi, la conoscenza di tutti i culti idolatri di Yitrò significa che egli comprendeva tutti i livelli di intermediari sia in questo mondo, sia nei regni spirituali, ovviamente, questo comporta da parte sua un’ampia comprensione. Alla luce di quanto spiegato, si può comprendere l’affermazione dello Zòhar, secondo cui abbiamo ricevuto la Torà solo grazie alle lodi di D*o fatte da Yitrò.
Lo Zòhar, infatti, spiega questo concetto interpretando un versetto del Kohèlet (2, 13): Ho visto la superiorità della sapienza sulla (letteralmente, “dalla”) stupidità. La superiorità della “sapienza”, ovvero, un aspetto superiore di sapienza santa, si consegue solo attraverso l’affinamento e l’elevazione della “stupidità”, ovvero la sapienza profana.

Perciò, quando Yitrò (che conosce a fondo la sapienza profana) arriva a studiare la Torà e dichiara che «D*o è più grande di tutte le altre divinità», ne consegue un affinamento della sapienza profana e la sua definitiva trasformazione in santità. Questo apporta un’ulteriore misura di illuminazione divina alla sapienza santa, e ne consegue il dono della Torà – la sapienza di D*o – in basso. Infatti, affinché la Torà possa scendere, deve derivare da una fonte autenticamente elevata e questo avviene solo attraverso la misura ulteriore di illuminazione proveniente dall’affinamento della sapienza profana realizzata da Yitrò.

Il basso sale in alto

È ben risaputo che qualunque cosa funga da preparazione per un determinato evento debba essere in qualche modo simile a ciò che sta preparando. Quale aspetto dell’affinamento della sapienza profana ha fatto in modo che potesse fungere da precursore alla consegna della Torà?

Prima di dare la Torà, D*o ha decretato che “I cieli sono del Signore, ma la terra ha dato ai figli dell’uomo” (Tehillìm 115, 16). Quando Hashèm ha dato la Torà, ha annullato il decreto originale della totale separazione tra spirito e materia e ha dichiarato: Da adesso coloro che sono in basso possono salire in alto e coloro che sono in alto possono scendere in basso (Midràsh Shemòt Rabbà 12, 3).

In altri termini, all’epoca in cui fu data la Torà ci fu una commistione tra “alto” e “basso”: l’elemento fisico poté salire ed essere circondato dall’elemento spirituale e l’elemento spirituale poté scendere e avvolgere l’elemento fisico e trasformarlo in un oggetto santo. Ciò assomiglia in modo sorprendente all’affinamento della sapienza profana – il livello inferiore – e alla sua elevazione e trasformazione in sapienza santa. Questo affinamento, verificatosi grazie a Yitrò, funge perciò da fondamentale preparazione alla consegna della Torà.

Analogamente, quando verrà il Mashìakh, tutti (e in particolare chi possiede molte conoscenze secolari) utilizzeranno la propria sapienza, anche quella secolare, per servire D*o, elevandola e trasformandola in santità – kedushà. Che ciò possa avvenire presto, ai nostri giorni.

Basato su Likuté Sikhòt, Vol XI, pp. 74-76

Previous articleParashah della settimana: Bo, “Entra!”, a cura di rav Shlomo Bekhor
Next articleLa Parashah della Settimana , a cura di rav Shlomo Bekhor
Mi chiamo Fabrizio Tenerelli, sono un foto-giornalista iscritto all’Albo Professionisti della Liguria. Sono redattore del Settimanale La Riviera e del relativo quotidiano online; sono anche corrispondente dell’Agenzia Ansa dalla provincia di Imperia e corrispondente de Il Giornale (di Milano). Ho diretto per sette anni un quotidiano online locale. Durante la mia ultraventennale esperienza in campo giornalistico ho avuto modo di collaborare per quotidiani nazionali, tra cui: Il Giornale di Milano, Repubblica, Il Giorno, il Messaggero, Il Mattino e via dicendo. Ho anche collaborato, a livello fotografico, con diverse testate nazionali, tra cui: Corriere della Sera, settimanale “Oggi” e via dicendo e per televisioni, tra cui Rai e Mediaset. Ho anche collaborato con radio del panorama locale (Radio 103, per la quale ho svolto per anni i notiziario, curando la redazione) e nazionale, tra cui Radio24, per la quale ho svolto alcuni collegamenti per fatti di cronaca. Nel 2014, inoltre, sono stato in Israele, come free lance in territorio di guerra, durante l’operazione “Tzuk Eitan”. Negli ultimi tempi, mi interesso anche di web marketing, web design e sviluppo di siti in Wordpress, Seo e Sem.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here