Home La Parashà della settimana La Parashah della Settimana: Shemot, “Nomi”, a cura di rav Shlomo Bekhor

La Parashah della Settimana: Shemot, “Nomi”, a cura di rav Shlomo Bekhor

337
0

Parashah della Settimana

Shabbat Shalom carissimi amici e lettori di Vivi Israele. Eccoci a un nuovo appuntamento con la Parashah della settimana – Shemot, שְׁמוֹת “Nomi” (Bereshit, Esodo 1.1-6.1) – a cura di rav Shlomo Bekhor. Vi ricordo, come sempre, che potrete scaricare archivio-torah.it/testotorah/13.pdf la porzione settimanale di Torah, scritta in ebraico, con traduzione italiana a fianco

25 Tevet 5781 – 09 Gennaio 2021
Parashà di Shemot – Shabbat Mevarkhim
Accensioni lumi per Milano: venerdì ore 16.20
Shabbat finisce a Milano: ore 17.15

לעילוי נשמת אבי מורי ורבי ועטרת ראשי
יעקב בן רחל ושלמה

In memoria di mio padre Yaakov ben Shelomo

Una lezione di vita inverosimile emerge della storia dell’esilio in Egitto e dell’uomo più potente dell’epoca: il capo di un impero, il super power di tremila e passa anni fa, il faraone, il personaggio che addirittura millantava di essere un dio e di avere poteri sovrannaturali. Lui era l’uomo più crudele al mondo che faceva due volte al giorno il bagno nel sangue dei bambini ebrei (300), per curarsi dalla malattia della lebbra e non risparmiava nessuno dalla sua megalomania di potere.

Quantunque fosse un malvagio e privo di sentimenti è proprio grazie a lui che arriverà la prima redenzione e in futuro l’ultima redenzione nei nostri giorni che è la conseguenza della prima come scritto nel Midràsh e come spiegheremo in breve. Questo concetto è intimamente legato a un insegnamento del libro dei proverbi (19, 21): “L’uomo ha tanti pensieri (programmi, ndr), ma solo la volontà di D*o (determina, ndr) quello che succederà”.

Per capire meglio il significato di questo versetto e quanto sia fantastico questo evento di Moshè e il Faraone il suo “padre adottivo”, facciamo un riepilogo storico. Israèl si stabilisce nella terra di Gòshen in Egitto e inizia a moltiplicarsi in maniera esagerata. Il Faraone inizia a temere uno squilibrio demografico e per frenare questa “spina nel fianco” decide di affliggere il popolo ebraico per indebolirlo e ridurne la crescita. Tuttavia, non solo non ha successo nei suoi intenti, ma ottiene l’esatto opposto, come è scritto all’inizio dell’Esodo: “più lo tormentavano (Israèl) e più si moltiplicava…

Questo è un altro dejà vu della storia ebraica, per quanto vi sia qualcuno che cerchi di sterminarlo, l’effetto è sempre l’opposto. L’indole di Israèl è come quando si pressano le olive, solo allora viene fuori il meglio del frutto ovvero l’olio di oliva. A questo punto il Faraone di fronte al fallimento della sua “politica”, della sua volontà, inizia un nuovo piano per cercare di abbattere Israèl: buttare nel Nilo tutti i bimbi maschi appena nati.

Un bel giorno, il sei di sivàn, gli astrologi predicono al Faraone che in quel giorno sarebbe nato il futuro redentore di Israèl (in realtà era nato esattamente tre mesi prima il sette di adàr), perciò egli emette un nuovo decreto che ordina non solo l’uccisione dei bambini maschi, nati in quel giorno, ma di tutti i bimbi anche quelli egiziani.

(continua sotto)

un caro Shabbàt Shalom!
Rav Shlomo Bekhor

In memoria del mio carissimo amico Rav Haim Moshe Mordechai ben Dovber Shaikevitz

Virtual Yeshiva, se il talmid non va dal rabbi, il rabbi va dal talmid! 600 Shiurim online divisi per argomenti. Non perdere l’appuntamento con la parashà mistica e psicologia nella Torà
Per informazioni: www.virtualyeshiva.it

Shemot
Lezion e bomba. Quando il buio nasconde la luce accendi la propria anima. Pensa bene, sarà bene.

Video lezione

https://www.facebook.com/shlomo.bekhor/posts/10158915361130540

1. Nell’era dove è molto diffusa la new age, il fatto di avere un pensiero positivo, rischia di sottovalutare la sua potenza infinita e che può stravolgere qualsiasi situazione…

Shemot – Coraggio del cuore del male

ll valore di Batya = figlia di D-o. Questo nome le venne dato da Hashem, quando salvò Moshè. Come può la figlia del malvagio faraone diventare figlia di D-o?
Al seguente link la pagina web della lezione della nostra parashà in formato mp3:

SHEMOT 5771 – CORAGGIO NEL CUORE DEL MALE!

https://virtualyeshiva.it/2010/12/22/shemot-5771-coraggio-nel-cuore-del-male/
Al seguente link potrai scaricare la lezione della parashà di questa settimana:

per il video:

Per le altre lezioni sulla parashà:
https://virtualyeshiva.it/2021/01/06/shemot-5773-5-lezioni/
—–

Uccidiamo il salvatore… oppure no?

(continua da sopra)

Per via di ciò, Moshè viene nascosto in una cesta e viene messo nel Nilo. La figlia del Faraone Batyà era nel Nilo e vede la cesta col piccolo bimbo, se ne innamora e lo prende a casa. Decide di adottarlo come proprio figlio. Il piccolo neonato non vuole farsi allattare da nessuna donna, perché la bocca che parlerà con il Padre Eterno non può essere allattata da una donna idolatra.

Miriam, che seguiva la cesta nel Nilo con attenzione, si accorge che Moshè non vuole farsi allattare, allora offre a Batyà di chiamare una donna ebrea per allattarlo e così arriva Yokhèved (la vera mamma) per allattare Moshè a pagamento. Questa è la prima e ultima volta nella storia che una mamma viene pagata per allattare suo proprio figlio.

Così Moshè cresce nel palazzo reale sotto il naso del Faraone che ha fatto di tutto per ucciderlo, ma alla fine è proprio lui che lo fa crescere sulle sue ginocchia e addirittura paga per farlo allattare. Questa storia è una delle più grandi conferme del verso che ha scritto il Re Salomone. Tutti noi abbiamo i nostri piani, progetti, ma in realtà stiamo realizzando il piano divino, anche se a noi sembra di fare quella che comprendiamo e sentiamo di agire in maniera autonoma dal piano Superiore, in realtà è solo un’illusione.

Anche se è vero che abbiamo libero arbitrio, questo riguarda solo le decisioni spirituali: fare o non fare un precetto o studiare la Torà. Riguardo a tutto il resto noi ci possiamo solo illudere di poter decidere secondo i nostri piani. Un grande maestro, il Rebbe di Piskhe, spiega che il verso nei proverbi: “L’uomo ha tanti pensieri (programmi), ma solo la volontà di D*o (determina) quello che succederà”, non intende solo insegnarci che l’uomo pensa di fare qualcosa, che in realtà non è quello che succederà, bensì che l’uomo che sta facendo un suo piano personale, senza saperlo sta realizzando proprio la volontà di D*o, il Suo piano.

Un esempio eclatante lo troviamo nella storia di Ester che leggiamo a Purìm. Alla fine del secondo banchetto di sette giorni di mangiare e bere, il re Assuero è molto ubriaco e sfida tutti i governatori di ogni paese del mondo che erano tutte sotto il suo dominio: “Mia moglie è la più bella di tutto il reame e ve la mostrerò senza veli come Dio l’ha creata così non avrete dubbi”. Vashti risponde offendendo pubblicamente il Re Assuero dicendogli che perfino i stalloni di suo padre (re della babilonia) quado si ubriacavano non perdevano la testa come era a successo a lui.

A questo punto il re umiliato non si capacita una offesa così grave e chiede consiglio di cosa fare della regina Vashtì. Quando chiedono a Hamàn il malvagio cosa pensa egli risponde che bisogna ucciderla per mancanza di rispetto. Hamàn pensa di realizzare un piano personale, perché lui ha una figlia che vuole diventare regina e nel caso Vashtì morisse lui potrebbe diventare molto ricco e potente, perciò ordina di uccidere Vashtì. Ma sua figlia ha dei problemi di salute e quando il re deve scegliere la sostituta di Vashtì, sceglie la bellissima Ester. La quale successivamente chiederà e otterrà l’uccisione di Hamàn il malvagio. Perciò senza accorgersene è proprio lui a spianare la strada alla nomina della regina che ordinerà la sua morte.

L’uomo propone, ma D*o dispone

Un altro esempio è quando Hamàn decide di costruire una forca alta cinquanta amòt (25 metri) e si presenta in mezzo alla notte per chiedere di impiccare Mordekhày. Alla fine proprio Hamàn si scava la fossa con le sue mani o meglio ancora: “la forca con le sue mani”. Questa storia si ripete sempre. Noi pensiamo di fare il nostro piano, ma in realtà non solo esso non si realizza anzi, molto di più, noi stiamo, senza volerlo, realizzando il piano Divino.

Questo concetto è uno dei fili condottieri principali di tutta la storia di Ester e troviamo questa idea tante altre volte. Si potrebbe dire che uno dei principali messaggi della festa di Purìm (che festeggeremo tra meno di due mesi) è che la natura è solo una maschera del piano Superiore e che in realtà anche gli eventi naturali sono un “guanto” dietro al quale si nasconde Dio. Il quale ci fa solo credere che siamo noi ad avere le redini di questo mondo e dei suoi eventi.

Non a caso proprio a Purìm ci si maschera, per alludere a come tutto ciò che succede non è altro che è una maschera di ciò che è stato deciso nei “piani superiori”. Questo è quello che fa il Faraone quando pensa di uccidere il futuro redentore e che alla fine, invece di ucciderlo, lo fa crescere con le sue mani, nel suo palazzo reale e sulle sue ginocchia come un figlio. La verità è molto di più. Che non solo Moshè salverà Israèl, ma sarà proprio il Faraone a farlo diventare il salvatore di Israèl. È proprio lui a coltivare in Moshè le doti di leader e capo che gli permetteranno di diventare il primo redentore di Israèl.

Quali Sono le Caratteristiche di un Re?

In base a quello che spiega Even Ezra potremo capire meglio come mai quando il popolo di seicentomila uomini arriva davanti al mare, ha paura delle seicento carrozze degli egizi che li stanno rincorrendo. Gli uomini armati di Israèl hanno una superiorità numerica schiacciante: un rapporto di 1 a 1000. Pertanto, perché temono il piccolo esercito egizio? Non vi è nessuna logica in questo! Even Ezra spiega che la paura del popolo ebraico si origina dal fatto che sono sempre vissuti, senza avere mai avuto il coraggio e la forza di combattere contro il loro padrone.

Lo scenario psicologico e sociale delineato da Ezra assomiglia alla patologia conosciuta come la “sindrome di Stoccolma”, dove gli oppressi si sottomettono in maniera inconscia ai loro oppressori fino ad arrivare a difenderli e volerli bene. Per questa ragione il popolo quando si ritrova intrappolato davanti al mare non ha il coraggio di sfidare il suo famigerato dominatore che lo ha oppresso da due secoli. Questo spiega il perché la generazione uscita dall’Egitto non potrà conquistare la terra di Israèl dai sette popoli che risiedono in essa: essendo un popolo abituato alla schiavitù non troverà nella sua indole la natura di combattere e conquistare la terra.

Infatti quando Moshè va a parlare al Faraone non ha paura di entrare nel grande palazzo dell’uomo più potente al mondo e riferirgli con impeto il messaggio di Dio, ossia che è arrivato il momento di far uscire dall’Egitto il popolo ebraico. E non a caso tutti i 70 saggi del popolo che devono accompagnare Moshè dal Faraone in realtà spariscono uno dopo l’altro e non hanno il coraggio di presentarsi al “dio egizio”, come si faceva soprannominare il Faraone. Questo perché chi è nato in una condizione di totale sudditanza spesso non ha il coraggio di sfidare il suo aguzzino.

Virtù di un leader

Moshè, invece, non ha questo problema, perché lui è nato nel palazzo reale non è mai stato schiavo e nel palazzo del Faraone Moshè “gioca in casa”, come si suol dire… Moshè non ha la natura del sottomesso e per questo lui può e riesce a salvare il popolo. E questa capacità di Moshè è dovuta solo grazie al Faraone, proprio quando ha ordinato di uccidere tutti i bimbi, mentre in realtà, senza saperlo, il Faraone sta agendo al servizio dell’Onnipotente per fare crescere Moshè nel suo palazzo reale con uno spirito libero e dandogli la migliore educazione possibile, così da renderlo idoneo per diventare il grande Redentore.

Questo quello che dice il Re Salomone nei proverbi che non solo i nostri piani non si realizzano, ma che in realtà tutto quello che stiamo facendo è sempre e solo la realizzazione del piano divino. Proprio come il Faraone che non solo fa crescere il suo più grande nemico che sconfiggerà il suo impero sulle sue ginocchia ma, in realtà, è proprio il Faraone che semina le doti di Moshè il Redentore. E tutto questo il Faraone lo realizza con il terribile decreto di uccidere i bambini che, invece, secondo i suoi piani sarebbe andato nella direzione opposta a tutta la storia.

Ricordiamo che nella vita ogni azione che facciamo è sempre al servizio del nostro padrone e come tutto ciò che succede è solo la realizzazione del piano di D*o, (incluso il Corona virus / Covid2019). Come si dice in italiano? “L’uomo propone, ma è Dio che dispone!”. In realtà è molto di più! Anche quando l’uomo agisce all’opposto della volontà divina, lui non sa che sta facendo esattamente quello che è stato prefissato in cielo ed è come una marionetta che è mossa dal suo burattinaio!

Previous articleParashah della Settimana: Vayechi, “E visse”/ a cura di rav Shlomo Bekhor
Next articleCovid: i protocolli da utilizzare nelle comunità ebraiche italiane col nuovo Dpcm
Mi chiamo Fabrizio Tenerelli, sono un foto-giornalista iscritto all’Albo Professionisti della Liguria. Sono redattore del Settimanale La Riviera e del relativo quotidiano online; sono anche corrispondente dell’Agenzia Ansa dalla provincia di Imperia e corrispondente de Il Giornale (di Milano). Ho diretto per sette anni un quotidiano online locale. Durante la mia ultraventennale esperienza in campo giornalistico ho avuto modo di collaborare per quotidiani nazionali, tra cui: Il Giornale di Milano, Repubblica, Il Giorno, il Messaggero, Il Mattino e via dicendo. Ho anche collaborato, a livello fotografico, con diverse testate nazionali, tra cui: Corriere della Sera, settimanale “Oggi” e via dicendo e per televisioni, tra cui Rai e Mediaset. Ho anche collaborato con radio del panorama locale (Radio 103, per la quale ho svolto per anni i notiziario, curando la redazione) e nazionale, tra cui Radio24, per la quale ho svolto alcuni collegamenti per fatti di cronaca. Nel 2014, inoltre, sono stato in Israele, come free lance in territorio di guerra, durante l’operazione “Tzuk Eitan”. Negli ultimi tempi, mi interesso anche di web marketing, web design e sviluppo di siti in Wordpress, Seo e Sem.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here