Home La Parashà della settimana La Parashah della Settimana: Noakh, נֹחַ Noè/ a cura di rav Shlomo Bekhor

La Parashah della Settimana: Noakh, נֹחַ Noè/ a cura di rav Shlomo Bekhor

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Parashah della Settimana

Shabbat Shalom carissimi amici e lettori di Vivi Israele. Eccoci al consueto appuntamento con la rubrica della Parashah della Settimana – Noakh, נֹחַ Noè (Bereshit, Genesi: 6:9-11:32), a cura di rav Shlomo Bekhor. Vi ricordo che chiunque fosse interessato a leggere la settimanale porzione di Torah, può farlo cliccando al seguente link

Auguro a tutti voi uno splendido Shabbat, nella speranza che la parashah possa rappresentare per voi uno spunto di riflessione.

6 Markheshvan 5781 – 24 Ottobre 2020
Parashah di Noakh
Accensioni lumi per Milano: venerdì ore 18 
Shabbat finisce a Milano: ore 19.03

לעילוי נשמת אבי מורי ורבי ועטרת ראשי
יעקב בן רחל ושלמה

In memoria di mio padre Yaakov ben Shelomo

Mamash Edizioni Ebraiche | Virtual Yeshiva

E’ scritto nella Cabalà che quando si parla male di qualcuno questo causa un danno, poiché si creano delle energie negative che “investono” sia chi parla sia la persona oggetto della maldicenza. Non a caso la forza principale del più grande profeta non ebreo – descritto più volte nella Torà come uno ”stregone”, Bil’àm – era la sua capacità di parlare male.

Capacità che lui, come un “mercenario”, metteva al servizio del re o del principe di turno che lo ingaggiava per maledire e annientare i suoi nemici. Questo aneddoto dimostra come si può danneggiare seriamente una persona o un oggetto solo con una parola o uno sguardo negativo. Per difendersi da questo l’unica protezione è quella di “collegarsi” ad Hashèm.

Quando Mosè salì per prendere la Torà in cielo, gli angeli non volendo perdere questo grande tesoro cercarono di attaccare Moshè. Allora D*o gli dice: “Tieniti attaccato al Trono Divino così nessuno potrà farti del male”. Quando ci si “attacca” completamente ad Hashèm nessuno può farci del male! Il problema nasce dal fatto che è difficile essere totalmente attaccati a D*o. Per questo i saggi consigliano di evitare di mettersi in mostra e rimanere sempre umili, in modo da non essere sparlati o guardati negativamente. Da questo impariamo che se parliamo bene di una persona (anche a sua insaputa) questo gli donerà tanta energia positiva e lo carica di forza produttiva.

(continua sotto)
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Ti riporto i link delle lezioni on line su virtualyeshiva.it della parashà di questa settimana.

Shabbat Shalom
Rav Shlomo Bekhor

Virtual Yeshiva, se il talmid non va dal rabbi, il rabbi va dal talmid: 600 Shiurim online divisi per argomenti.
Non perdere l’appuntamento con la parashà mistica e psicologia nella Torà. Per informazioni: www.virtualyeshiva.it

Lezione Esplosiva su Noakh, 37 minuti
Vedere il prossimo, per vedere sé stessi

Lezione Esplosiva su NOAKH 37mn VEDERE IL PROSSIMO, PER VEDERE SE STESSI!youtube: https://youtu.be/l47Vbh0Wta8Un…

Geplaatst door Shlomo Bekhor op Donderdag 22 oktober 2020

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Disciplina o amore?
Al seguente link la pagina web della lezione della nostra parashà in formato mp3:

NOAKH 5770 – DISCIPLINA O AMORE?

Al seguente link potrai scaricare la lezione della parashà di questa settimana:
http://www.virtualyeshiva.it/files/09_10_22_noakh5770_corvocolomba_rigore_amore.mp3

Per le altre lezioni:
http://www.virtualyeshiva.it/2019/10/28/noakh-5773-5-lezioni-precedenti/

Una lode da lontano, dà una grande mano

(continua da sopra)

La parashà di Noakh inizia con le parole: “Queste sono le generazioni di Noakh” e continua “Noakh era un uomo giusto e innocente nelle sue generazioni…”. Molti commentatori della Torà si sono chiesti al riguardo: “Se la Torà vuole raccontare la storia di Noakh, perché si dilunga con complimenti e pregi affermando che lui è una persona giusta e speciale. La Torà è per caso un libro che riporta futili complimenti..?”.

Per rispondere a questa domanda ci viene in soccorso l’opinione del grandissimo e forse più grande commentatore della Torà: Rashi, il quale spiega: “Quando viene citato il nome di un giusto allora viene lodato”. Ok, va bene, ma cosa significa esattamente questa risposta? E poi, perché solo pochi versetti prima, nella porzione di Bereshit, quando la Torà ci racconta della nascita di Noakh non è scritto che era giusto e perché ne parla solo adesso?

Salvare l’umanità, mission impossible

In questa porzione settimanale della Torà impariamo come una sola persona ha una missione molto difficile, quasi impossibile: costruire un’arca, quasi tutta da solo; andare contro tutta la generazione di allora che era immorale e malvagia; non farsi condizionare dai loro comportamenti; cercare di salvare il mondo e contemporaneamente fare capire agli uomini, della sua generazione, che sbagliavano; e infine scappare nell’arca per dare continuità al mondo. Mission impossible.. verrebbe da dire.

Proprio adesso Noakh ha bisogno di una forza speciale per riuscire in questa difficile missione contro tutti, per questo la parashà, inizia con lodi che nessuno mai riceverà in tutta la Torà, poiché solo Noakh è chiamato tzadik: giusto. In realtà troviamo che anche alla fine della prima porzione di Bereshit-Genesi, Noakh era ben voluto da D*o, ma lì non riceve i complimenti di questa settimana.

Questo perché nella porzione precedente ancora non stava combattendo contro tutta l’umanità e perciò non aveva bisogno della grande carica energetica positiva. Mentre quando inizia la sua missione per la salvare l’umanità solo contro tutti qui la Torà gli da dona grandi complimenti, una carica straordinaria.

Ci sono tante storie di alunni problematici e poco diligenti che si sono trasformati in grandi maestri. Trasformazione causata solo grazie al fatto che il loro maestro o i loro genitori, hanno capito l’importanza dell’approccio positivo e gli hanno fatto sempre i complimenti per il “mezzo bicchiere pieno”, piuttosto che criticare il “mezzo bicchiere vuoto”.

Possiamo imparare da questo quanto sia importante parlare positivo al coniuge, ai figli e a tutta la società. Occorre dare forza al prossimo per aiutarlo a superare le tante missioni e prove difficili che la vita ci pone di fronte. Solo così saremo in grado di vincere le sfide che Dio ci mette davanti e completare il perfezionamento del mondo verso una completa redenzione che verrà presto nei nostri giorni, amen.

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Mi chiamo Fabrizio Tenerelli, sono un foto-giornalista iscritto all’Albo Professionisti della Liguria. Sono redattore del Settimanale La Riviera e del relativo quotidiano online; sono anche corrispondente dell’Agenzia Ansa dalla provincia di Imperia e corrispondente de Il Giornale (di Milano). Ho diretto per sette anni un quotidiano online locale. Durante la mia ultraventennale esperienza in campo giornalistico ho avuto modo di collaborare per quotidiani nazionali, tra cui: Il Giornale di Milano, Repubblica, Il Giorno, il Messaggero, Il Mattino e via dicendo. Ho anche collaborato, a livello fotografico, con diverse testate nazionali, tra cui: Corriere della Sera, settimanale “Oggi” e via dicendo e per televisioni, tra cui Rai e Mediaset. Ho anche collaborato con radio del panorama locale (Radio 103, per la quale ho svolto per anni i notiziario, curando la redazione) e nazionale, tra cui Radio24, per la quale ho svolto alcuni collegamenti per fatti di cronaca. Nel 2014, inoltre, sono stato in Israele, come free lance in territorio di guerra, durante l’operazione “Tzuk Eitan”. Negli ultimi tempi, mi interesso anche di web marketing, web design e sviluppo di siti in Wordpress, Seo e Sem.

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