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La Parashah della settimana: Bereshit (בְּרֵאשִׁית, In principio), a cura di rav Bekhor

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Parashah della Settimana

Shabbat Shalom carissimi amici e lettori di Vivi Israele. Con questa edizione della Parashah – Bereshit, בְּרֵאשִׁית “In principio” (Bereshit, Genesi: 1.1-6.8) – inizia un nuovo ciclo di letture della Torah, commentate da rav Shlomo Bekhor. Ricordo che potrete scaricare QUI la porzione settimanale di Torah, a cura di Torah.it. A tutti voi un sereno Shabbat

29 Tishre 5781 – 17 Ottobre 2020

Parashah di Bereshit
Accensioni lumi per Milano: venerdì ore 18.17
Shabbat finisce a Milano: alle 19.18

לעילוי נשמת אבי מורי ורבי ועטרת ראשי
יעקב בן רחל ושלמה

In memoria di mio padre Yaakov ben Shelomo
Mamash Edizioni Ebraiche | Virtual Yeshiva

Un volta un ebreo si rivolse a D*o e disse: “Signore del mondo, voglio servirti con tanta gioia ma ho così tante difficoltà che non posso essere felice, sono disposto a dare quello che mi chiedi, anche tutto ciò che ho, ma dammi solo gioia“.

D*o gli chiede: “Quanti soldi hai?”. “Mille rubli”, risponde l’ebreo. D*o gli dice: “Va bene dammi tutti i tuoi soldi e ti darò gioia”.
L’ebreo chiede: “Davvero tutto? Forse mi lascerai 200 rubli per il carburante per l’auto?”.

Oh, hai una macchina?” D*o dice: “Allora dammi anche la macchina e ti darò gioia”. L’ebreo implora: “Signore del mondo, senza macchina non potrò sostenere la mia famiglia!”.
Oh sì, hai anche una famiglia? Sei disposto a darla per essere felice?”. L’ebreo dice: “Come faccio a darti la mia famiglia rimango tutto solo e poi lascerà la mia casa vuota?”.
D*o gli dice: “Vedo che hai anche una casa…”.

L’ebreo si sveglia e dice: “Signore del mondo grazie per avermi dato tanti motivi per rallegrarmi e iniziare a servire felicemente il Tuo Nome”.

C’è un noto detto del Rebbe di Lubàvitch: “Come una persona si mette allo Shabbat Bereshìt, così è come andrà avanti tutto l’anno”. Sembra incomprensibile perché Shabbat Bereshìt è così significativo e determinante? Durante ogni Shabbàt leggiamo una porzione unica e nuova della Torà e allora come mai proprio su Bereshìt viene detto un proverbio del genere?

Il Rebbe di Lubàvitch spiega che Bereshìt – Genesi è molto particolare perché la Torà descrive la creazione del mondo e più una persona è intrisa del significato interiore della creazione del mondo e cosciente che tutto è stato creato da un Creatore per un motivo che impariamo proprio in questa parashà e più facile sarà per lui adorare Hashèm durante tutto l’anno. Per cui questo Shabbàt è molto particolare e determinante per tutto l’anno.

(continua sotto)
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Ti riporto i link delle lezioni on line su virtualyeshiva.it della parashà di questa settimana.

Shabbat Shalom
Rav Shlomo Bekhor

Virtual Yeshiva: se il talmid non va dal rabbi, il rabbi va dal talmid! 600 Shiurim online divisi per argomenti. Non perdere l’appuntamento con la parashà mistica e psicologia nella Torà
Per informazioni: www.virtualyeshiva.it

Bereshit: nuova lezione di vita corta atomica
Parashà 1°: Bereshìt
Mondo Tohu e il mondo Tikun
Grande Messaggio di Vita dalla Lettura Mistica del Secondo Versetto della Torà

NUOVA LEZIONE DI VITA CORTA ATOMICA parashà 1°: BereshìtMONDO TOHU E IL MONDO TIKUNGrande Messaggio di Vita dalla Lettura Mistica del Secondo Versetto della Toràhttps://youtu.be/fz7Oi7V4ozM

Geplaatst door Shlomo Bekhor op Vrijdag 16 oktober 2020

 

 


BERESHIT 5769 – VEGETERIANO NELLA TORA’!

Al seguente link potrai scaricare la lezione della parashà di questa settimana:
http://www.virtualyeshiva.it/files/08_10_23_bereshit5769_vegetariano_adamo_caino_frutta.mp3

Per le altre lezioni:
https://virtualyeshiva.it/2020/10/15/lezioni-su-bereshit-1/

(continua da sopra)

Il Baal HaTanya spiega il verso nei Salmi (119): “Per sempre Hashèm la tua parola sta nei cieli! La parola con la quale sono stati creati i mondi, si trova costantemente nel creato per rinnovarlo di nuovo”.

Ogni momento D*o crea di nuovo il mondo, e se per un momento non creasse il mondo semplicemente non ci sarebbe più il creato e quindi la vera realtà del mondo non è altro che la parola di D*o che lo crea in continuazione. Questo è il motivo per cui Shabbat Bereshìt è così significativo per le nostre vite durante tutto l’anno, perché questo Shabbat dà a ogni persona il giusto valore del mondo ed enfatizza quanto la nostra esistenza non è casuale e che ognuno ha il dovere di trovare la sua missione in questo mondo e portare luce, positività e felicità: senza la coscienza che tutto ha una ragione di esistere, non si può acquisire la felicità.

Quando una persona è impegnata nel proprio lavoro quotidiano e vede tutte le difficoltà intorno a lui a volte sembra che il mondo interferisca con il servizio divino, allora Bereshìt ci spiega che il mondo intero è stato creato con la parola di Hashèm e questo si rinnova in ogni momento e quindi non può contraddire il piano di D*o di osservare i comandamenti, ma quell’uomo deve aprire gli occhi e vedere la divinità all’interno della creazione e quindi potrà adorare il Suo nome con gioia e senza ostacoli o distrazioni.

Con l’augurio che saremo benedetti con l’essere nella gioia perpetua e anche nei nostri tempi difficili ricorderemo tutto il bene che abbiamo, grazie a Dio e per la Sua grande grazia e, naturalmente, continueremo a pregare e chiedergli di darci sempre più bene, che è la redenzione vera e completa, molto presto nei nostri giorni.

Mai sottovalutare!

Uno degli argomenti trattati nella parashà Bereshìt è il comando Divino che Adam non mangi dall’Albero della Conoscenza. Il Midràsh ci racconta che il comando di non mangiare dall’albero proibito fu ordinato ad Adam il primo venerdì, dopo mezzogiorno alla nona ora del giorno, e il comando era valido solo fino all’entrata di Shabbàt. Ciò significa che la proibizione di mangiare dall’Albero della Conoscenza era limitata a tre ore.

Nonostante ciò, il primo uomo non riuscì a resistere quelle poche ora e peccò mangiando dall’Albero proibito. Ora è naturale porci la seguente domanda: “Come è possibile che Adam, creato a immagine Divina, non sia riuscito a dominarsi e a resistere alla tentazione di mangiare dall’Albero della Conoscenza per sole tre ore?
La risposta è questa: lo scopo dello yètzer harà (istinto al male) è quello di provocare che si faccia il contrario della volontà di Hashèm, ossia impedire all’uomo di adempiere ai precetti, mitzvòt e allontanarlo da essi. E non solo, più è importante la “buona azione” o il precetto e maggiore è la forza che lo yètzer harà impiegherà per impedire la “buona azione” o la mitzvòt.
Ognuno può sperimentare questo su se stesso ogni giorno.

Se abbiamo un atto da compiere o una cosa positiva da fare, ad esempio una mitzvà che per un altro è molto facile da realizzare, se lo yètzer harà ci disturba nel farla è perché quest’atto è particolarmente importante per l’anima di quella persona. In altre parole se per esempio troviamo grande difficoltà a visitare un malato, vuole dire che questa è la nostra missione.

È stato così anche per Adamo: è vero che il comando di non mangiare dell’albero proibito era molto semplice da eseguire, ma era al contempo di enorme importanza il rispetto di tale divieto. Per questo motivo lo yètzer harà impiegò tutte le sue forze per far peccare Adam.

Dalla storia dell’Albero della Conoscenza impariamo che una persona non può dire: “Questa mitzvà è troppo difficile per me, allora non la osserverò”. Oppure a volte una cosa che sembra facile o poco importante in realtà è di fondamentale importanza per noi e per la nostra anima, quindi richiede più impegno da parte nostra.

Per concludere, cerchiamo di adempiere a tutte le mitzvòt e i comandamenti che Hashèm ci ha chiesto di fare, senza distinzioni. E ricordiamo che la ricompensa di una “mitzvà è la mitzvà stessa”: la ricompensa per la mitzvà che facciamo è la benedizione che attiriamo su di noi con un buon gesto. In questo modo possiamo collegarci e avvicinarci a Dio ogni giorno.

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Mi chiamo Fabrizio Tenerelli, sono un foto-giornalista iscritto all’Albo Professionisti della Liguria. Sono redattore del Settimanale La Riviera e del relativo quotidiano online; sono anche corrispondente dell’Agenzia Ansa dalla provincia di Imperia e corrispondente de Il Giornale (di Milano). Ho diretto per sette anni un quotidiano online locale. Durante la mia ultraventennale esperienza in campo giornalistico ho avuto modo di collaborare per quotidiani nazionali, tra cui: Il Giornale di Milano, Repubblica, Il Giorno, il Messaggero, Il Mattino e via dicendo. Ho anche collaborato, a livello fotografico, con diverse testate nazionali, tra cui: Corriere della Sera, settimanale “Oggi” e via dicendo e per televisioni, tra cui Rai e Mediaset. Ho anche collaborato con radio del panorama locale (Radio 103, per la quale ho svolto per anni i notiziario, curando la redazione) e nazionale, tra cui Radio24, per la quale ho svolto alcuni collegamenti per fatti di cronaca. Nel 2014, inoltre, sono stato in Israele, come free lance in territorio di guerra, durante l’operazione “Tzuk Eitan”. Negli ultimi tempi, mi interesso anche di web marketing, web design e sviluppo di siti in Wordpress, Seo e Sem.

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