Home La Parashà della settimana La Parashah della Settimana: Ekev, עֵקֶב, a cura di rav Shlomo Bekhor

La Parashah della Settimana: Ekev, עֵקֶב, a cura di rav Shlomo Bekhor

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Parashah della Settimana

Shabbat shalom carissimi amici e lettori di Vivi Israele. Eccoci a un nuovo appuntamento con la Parashah della Settimana – Eikev, עֵקֶב “In premio/se seguirete” (Devarim, Deuteronomio 7.12-11.25) – settimanale rubrica in collaborazione con rav Shlomo Bekhor. Grazie anche al contributo di Torah.it, potrete scaricare la settimanale porzione di torah al seguente indirizzo.

19 Menachem Av 5780 – 08 Agosto 2020
parashà di Ekev
Accensioni lumi per Milano: venerdì ore 20
Shabbat finisce a Milano: ore 21.31

לעילוי נשמת אבי מורי ורבי ועטרת ראשי
יעקב בן רחל ושלמה
In memoria di mio padre Yaakov ben Shelomo

Leggiamo questa settimana la parashà di Ekev, dove Israèl durante la sua permanenza nel deserto si cibò della manna, come è detto: “E ti fece provare la fame e ti dette da mangiare la manna“. La manna era un cibo molto particolare, molto più spirituale e diverso dal cibo che conosciamo.

A differenza del pane che viene dalla terra la manna era di origine celeste ed era bianca ed era dolce come il miele (Es. 16, 31), non aveva scarti perciò viene paragonata alla Torà che è una saggezza totalmente spirituale e senza scarti. Invece la saggezza e l’intelligenza che provengono dall’uomo sono paragonate al pane, poiché non sono totalmente spirituali e hanno degli “scarti”.

Così come il pane viene ingerito nel corpo e diventa parte integrante di esso, una cosa unica, in modo analogo ciò accade con il “pane spirituale”, la Saggezza Divina: le parole di Torà entrano nella mente e la Saggezza diventa una cosa unica con chi la studia.

(continua sotto)

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Ti riporto i link delle lezioni on line su virtualyeshiva.it della parashà di questa settimana.

Shabbat Shalom Buone vacanze e buon riposo fisico e dello spirito
Rav Shlomo Bekhor

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Per informazioni: www.virtualyeshiva.it

Ekev:  santità, valore assoluto o dinamico?

Al seguente link la pagina web della lezione della nostra parashà in formato mp3:

EKEV 5770 – SANTITA: VALORE ASSOLUTO O DINAMICO?

Al seguente link potrai scaricare la lezione della Parashà di questa settimana:

http://www.virtualyeshiva.it/files/10_07_29_ekev5770_santita_dinamica_sammaritani_kutim.mp3

Falsa felicità

(continua da sopra)

Il pane che viene dalla terra ha un solo gusto, il gusto del pane ed esso produce anche uno scarto che viene eliminato dal corpo al termine della digestione. Così è la saggezza generata dagli uomini. Per via dei limiti umani non tutto è evidenza e verità, quindi ci sono degli “scarti”. Inoltre più si acquisiscono nozioni e concetti, invece di diventare più umili e capire quanto siamo piccoli e limitati, si rischia di provare ORGOGLIO per la conoscenza acquisita: uno scarto non voluto e potenzialmente nocivo.

Invece, la manna, il pane dal cielo, ha molti gusti. Qualsiasi gusto che si desidera provare è contenuto in essa. Non ha uno scarto, poiché la manna viene totalmente assorbita dal corpo in quanto essendo un cibo divino non ha avanzi. Questa è l’infinita Saggezza Divina, contenuta nella Torà, che non ha i limiti della saggezza umana.

Una persona che studia Torà sente quanto la sua conoscenza è limitata e quanto ancora ha da imparare per crescere. Infatti, lo si studia la Torà porta a volerla studiare sempre di più, secondo quanto è scritto nella nostra parashà: “…e ti fece provare la fame e ti dette da mangiare la manna…“. Mangiare la manna risveglia la “fame” in colui che la mangia, egli vuole studiare di più, capire di più e imparare senza fine come quando si “assapora l’infinito” che non sazia mai.

Perciò lo studio della Torà non provoca orgoglio in colui che ci si applica, anche se ha studiato a lungo. Al contrario, più si studia e più ci si rende conto della grandezza della Torà poiché è la Saggezza Divina che non ha limiti. Questo porta ad annullarsi in modo opposto alla saggezza degli uomini che invece conferisce un senso di “pienezza”.

Consigli del “Finto Amico”

Lo yètzer harà (inclinazione al male) è esperto nel suo lavoro: sa che non riuscirà a persuadere l’ebreo che la Torà non è importante, perché la Torà è cara a ogni ebreo. Allora lo yètzer harà comincia a sostenere il contrario: poiché la Torà ha un valore così alto, non ha senso approfondirla così tanto. Non finiremmo mai di studiarla e anche se ci impegnassimo tanto non riusciremmo mai a capirla completamente, poiché la Torà non ha limiti. È preferibile, dice lo yètzer harà, non approfondirla. Basta leggere un paragrafo al giorno o fissare una lezione settimanale!

Allora cosa consiglia lo yètzer harà? Esso ci stimola a immergerci nella vita materiale, dicendoci che poi potremo godere dei suoi successi.

Sforziamoci a non seguire questi stimoli, perché ci allontaneremo completamente dalla via della Torà. Dice il Talmùd che all’inizio lo yètzer harà si presenta solo come un “passante”, poi come un “amico” e alla fine diventa il padrone di casa e comincia a dirigere tutte le nostre azioni.
In conclusione lo yètzer harà vuole che sia la materialità a provocare piacere all’uomo, ma la verità è opposta: l’essenza dell’ebreo è lo spirito, perciò solo studiando Torà egli può sentirsi completo.

Cosa accade quando pensa di aver raggiunto la felicità ma in realtà non l’ha raggiunta? Egli cerca di coprire e camuffare questa mancanza con sempre più materia sperando di riempire questo “vuoto”. In realtà sta vivendo una vita illusoria e l’agognata felicità gli sfuggirà sempre.
Cerchiamo di trovare il giusto equilibrio tra le esigenze del corpo e quelle dell’anima nutrendo entrambe con il cibo a loro più consono. Solo in questo modo troveremo la giusta armonia e avremo una vita felice e serena.

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Mi chiamo Fabrizio Tenerelli, sono un foto-giornalista iscritto all’Albo Professionisti della Liguria. Sono redattore del Settimanale La Riviera e del relativo quotidiano online; sono anche corrispondente dell’Agenzia Ansa dalla provincia di Imperia e corrispondente de Il Giornale (di Milano). Ho diretto per sette anni un quotidiano online locale. Durante la mia ultraventennale esperienza in campo giornalistico ho avuto modo di collaborare per quotidiani nazionali, tra cui: Il Giornale di Milano, Repubblica, Il Giorno, il Messaggero, Il Mattino e via dicendo. Ho anche collaborato, a livello fotografico, con diverse testate nazionali, tra cui: Corriere della Sera, settimanale “Oggi” e via dicendo e per televisioni, tra cui Rai e Mediaset. Ho anche collaborato con radio del panorama locale (Radio 103, per la quale ho svolto per anni i notiziario, curando la redazione) e nazionale, tra cui Radio24, per la quale ho svolto alcuni collegamenti per fatti di cronaca. Nel 2014, inoltre, sono stato in Israele, come free lance in territorio di guerra, durante l’operazione “Tzuk Eitan”. Negli ultimi tempi, mi interesso anche di web marketing, web design e sviluppo di siti in Wordpress, Seo e Sem.

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