Home La Parashà della settimana La Parashah della Settimana: Emor (אֱמֹר) “Dì!” A cura di rav Bekhor

La Parashah della Settimana: Emor (אֱמֹר) “Dì!” A cura di rav Bekhor

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Parashah della Settimana

Shabbat Shalom carissimi amici e lettori, eccoci a un nuovo appuntamento con la Parashah della Settimana – Emor (אֱמֹר) Dì! (Vayikra, Levitico 21.1-24.23) – a cura di rav Shlomo Bekhor. Vi ricordo, come sempre, che potrete scaricare la settimanale porzione di Torah al seguente LINK

15 Iyar 5780 – 9 Maggio 2020
Parashà di Emor
Accensioni lumi per Milano: venerdì ore 20:22
Shabbat finisce, a Milano: ore 21.31

לעילוי נשמת יעקב בן שלמה ורחל
In memoria di mio padre Yaakov ben Shelomo

Alcuni chiedono: perché dovremmo “tremare nei mondi” e parlare continuamente della venuta del Messia? L’Onnipotente dovrebbe ben sapere quando portare il Redentore, quando lo ritiene opportuno. Una risposta a questo dovrebbe essere appresa dalla Pessakh Sheni la seconda Pasqua.

Questo comandamento fu dato per quelli del popolo ebraico che per vari motivi (“erano in un luogo distante” o “impuro per l’anima”) non potevano rispettare il sacrificio della Pasqua. Tuttavia, queste persone non “si arresero”, ma insistettero e fecero richiesta all’Onnipotente per osservare il comandamento. Come risultato per questa determinazione fu stabilito un nuovo precetto, quello della Seconda Pasqua.

Lo stesso vale per noi:

Al tempo dell’esilio, quando il popolo d’Israèl è “in un luogo distante” e al livello spirituale “dell’anima impura”, deve reclamare con tenacia e chiedere a D*o: “Perché non possiamo offrire il sacrificio del Signore?”
“Vogliamo già avere la vera e completa redenzione e il Tempio, subito!”

(Da una Sikhà del Rebbe)

Piccolo video del rebbe spiega Pessakh Sheni (sottotitoli in italiano)

PÈSSAKH SHENÌ: C’È SEMPRE UNA SECONDA OCCASIONE“Alcuni chiedono: perché dovremmo” tremare nei mondi “e parlare…

Posted by Shlomo Bekhor on Friday, May 8, 2020

Ti riporto i link delle lezioni on line su virtualyeshiva.it della parashà di questa settimana.

Shabbat Shalom
Rav Shlomo Bekhor

Virtual Yeshiva: se il talmid non va dal rabbi, il rabbi va dal talmid! 600 Shiurim online divisi per argomenti. Non perdere l’appuntamento con la parashà mistica e psicologia nella Torà
Per informazioni: www.virtualyeshiva.it

Akhare – Mot Kedoshim
Nuova Lezione

Pessakh Sheni: un vero soldato non demorde mai.
Storia in memoria del segretario del Rebbe, Rav Groner sull’Alimentazione sana!

Due nuove lezioni corte (13 minuti) con due messaggi di vita  spaziali

https://www.facebook.com/shlomo.bekhor/posts/10158197376135540

Emor 31° -Baitosim: due filosofie di vita opposte

Dal Racconto Tra Rabbi Yohanan e i Baitosim Impariamo l’Essenza dell’Ebraismo

Nuova lezione 27 minuti di pensiero ebraico e dell’essenza della fede ebraica.

Emor 31° -BAITOSIM: DUE FILOSOFIE DI VITA OPPOSTEDal Racconto Tra Rabbi Yohanan e i Baitosim Impariamo l'Essenza dell'…

Posted by Shlomo Bekhor on Friday, May 8, 2020

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Morte, handicap, problemi psichici, stress economico, in sicurezza

Al seguente link la pagina web della lezione della nostra parashà in formato mp3:

EMOR 5769 – MORTE, HANDICAP, PROBLEMI PSICHICI, STRESS ECONOMICO, INSICUREZZA!

Al seguente link potrai scaricare la lezione della Parashà di questa settimana: http://www.virtualyeshiva.it/files/09_05_07_emor5769_5difficoltavita_5feste.mp3
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Per ascoltare le altre lezioni sulla parashà:

http://www.virtualyeshiva.it/2020/05/03/emor-5772-6-lezioni/

Mai dire mai

Potere della Teshuvà: Non È Mai Troppo Tardi!

Pèssakh Shenì è quindi simbolo della teshuvà, il cui notevole potere si manifesta sotto due aspetti:

a. Osservando le mitzvòt l’uomo eleva e perfeziona il mondo materiale in cui vive. Tuttavia, ciò ha dei limiti. In questo modo, infatti, egli ha solo la facoltà di elevare ciò che è permesso a priori e non ciò che è vietato. Con la teshuvà, invece, persino “i peccati commessi intenzionalmente si trasformano in meriti” (Talmùd Yomà 86b)

b. Gli effetti spirituali dell’osservanza delle mitzvòt sono “cumulativi”. Sono necessari, quindi, numerosi anni di sforzi costanti e di sincera devozione per raggiungere alte vette spirituali. D’altro canto, la teshuvà è un “balzo” spirituale istantaneo, di grande potenza, nel quale, in un solo istante, l’uomo vive una trasformazione totale. Come afferma il Talmùd (‘Avodà Zarà 17a): “Vi sono coloro che si guadagnano il loro [posto] nel mondo [a venire] in molti anni, e altri che lo acquisiscono in un momento”.

Queste due caratteristiche della teshuvà si riscontrano nelle differenze fra il primo e il secondo Pèssakh:

a. Il khamètz rappresenta il male e ciò che è vietato. Tuttavia, durante il secondo Pèssakh si è autorizzati a possederne; ciò allude al fatto che la teshuvà può elevare le trasgressioni dell’uomo.

b. Il primo Pèssakh si protrae per un’intera settimana, simbolo di un’ascesa spirituale graduale nel corso del tempo. Pèssakh Shenì invece, dura un giorno solo e allude al potere della teshuvà di trasformare la persona in un istante.

Likuté Sikhòt vol XVIII
Tratto dal nuovo volume della Torà Bemidbàr Ediz Mamash

(nishto kein farfaln è la traduzione Yiddish: non è mai troppo tardi)

Giorno Trenta dell’Omer
4 settimane e 2 giorni

Ghevurà in Hod- disciplina nell’umiltà
15 di Iyar – Venerdì sera 8 Maggio

30° giorno: stasera abbiamo l’energia di illuminare la Disciplina nell’Umiltà.

Hod è principalmente l’attributo dell’umiltà. Questa Sefirà ci dona la capacità di vincere le sfide abbassando la testa, in modo che l’onda passi sopra di noi. Questa è la facoltà di annullare il nostro IO e di agire nella consapevolezza di essere solo un tramite di una volontà superiore (Hashèm).

Ghevurà è l’attributo del rigore, la forza di imporre delle regole attraverso la disciplina.

La Disciplina nell’Umiltà ci aiuta a riequilibrare Hod limitandolo: un Hod infinito rischia di portare l’individuo a cancellare totalmente la propria personalità e annullare se stesso. Ramà scrive che la prima fondamentale regola del codice di leggi (Shulkhàn Arùkh) è quella di non sentirsi umiliato davanti a chi ci deride, durante il servizio divino. Se è vero che l’orgoglio è il “male assoluto”, l’eccesso di umiltà rischia di farci perdere la DIGNITÀ rendendoci passivi. Invece occorre sempre saper reagire. Anche se l’umiltà è una qualità fondamentale, che non deve avere limiti, un maestro, per guidare la comunità, deve sempre conservare un minimo di ego.

A quanto deve corrispondere l’ego residuo? La risposta la troviamo nel Talmùd (Sotà 5a) dove è scritto che un maestro deve avere un OTTAVO, DI un OTTAVO di ego. Pertanto una minima parte deve sempre rimanere.
Proprio Ghevurà aiuta a rispettare questo precetto fondamentale considerato una delle regole basilari della vita ebraica.

Un discorso del Rebbe può aiutarci a comprendere meglio:
Mordekhày, la guida del popolo Ebraico al tempo degli avvenimenti di Purìm, era chiamato ‘Ish Hayehudì’ (Uomo di Giuda). Nell’Ebraico odierno, la parola Yehudi significa semplicemente Ebreo. Ai tempi in cui fu scritto il Libro di Ester ” Yehudì ” poteva riferirsi al fatto che il nome Yehuda, così come la parola Yehudì, provengono dal termine “hoda’à”, che significa “riconoscimento”, e per estensione, anche ‘ringraziamento’: riconoscere il bene che ci viene dato vuole dire essere grati e ringraziare.

Questa è una caratteristica essenziale del bitùl – annullamento (hod): il riconoscimento e la sincera consapevolezza che solo D*o è l’unica vera esistenza, mentre il mondo, noi compresi, non siamo che “nullità”. La parola Yehudìm fu associata agli Ebrei proprio perché essa riassume la qualità dell’annullamento di fronte a D*o. Mordekhày fu presentato come Ish Yehudi, in quanto, come leader Ebreo, egli rappresentava questa caratteristica. Egli fu di fatto l’autentico “uomo dell’hoda’à (riconoscimento e ringraziamento)”.

Hamàn, all’opposto, impersona proprio il contrario del bitùl. Egli rappresentò l’arroganza che riflette la sua origine spirituale: egli era un discendente della nazione di Amalèk che rappresenta la superbia. Per questo Hamàn cercò di eliminare tutti gli Ebrei (Yehudìm).

Se gli Ebrei avessero rinunciato alla loro fede nel Creatore (D*o non voglia), ciò avrebbe soddisfatto Hamàn, poiché era proprio il loro essere Yehudìm, il popolo dell’hoda’à e dell’annullamento, che egli non poteva tollerare. Essi però non scelsero di salvare se stessi a spese della loro fede. Gli Ebrei, e Mordekhày su tutti, rimasero invece saldi, pronti a dare la loro vita per l’unità di Hashèm.

Mordekhày, nel suo stato di perfetta umiltà e annullamento verso D*o (hod), pregò e digiunò, con grande fede in Hashèm, ma poi limitò la sua umiltà (ghevurà) e non attese passivamente gli eventi. Di fronte alla minaccia dello sterminio degli ebrei, Mordekhày agì prontamente, mobilitò Ester e tutto il popolo ebraico contro il decreto del Re Assuero e contro Hamàn (Ghevurà in Hod). E gli ebrei ottennero una grandiosa vittoria e Hamàn e tutta la sua famiglia furono uccisi.

Riflessione:
la mia umiltà rischia di cancellare la mia personalità? In nome dell’Umiltà mi capita di rimanere in silenzio o di essere neutrale di fronte alla malvagità?

Esercizio:
se un figlio inizia ad avere comportamenti sbagliati non “nascondiamoci” dietro la veste di un eccesso di umiltà (hod). Limitiamo la nostra modestia e affrontiamo il dovere di educare come un genitore deve fare (ghevurà in hod).

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Mi chiamo Fabrizio Tenerelli, sono un foto-giornalista iscritto all’Albo Professionisti della Liguria. Sono redattore del Settimanale La Riviera e del relativo quotidiano online; sono anche corrispondente dell’Agenzia Ansa dalla provincia di Imperia e corrispondente de Il Giornale (di Milano). Ho diretto per sette anni un quotidiano online locale. Durante la mia ultraventennale esperienza in campo giornalistico ho avuto modo di collaborare per quotidiani nazionali, tra cui: Il Giornale di Milano, Repubblica, Il Giorno, il Messaggero, Il Mattino e via dicendo. Ho anche collaborato, a livello fotografico, con diverse testate nazionali, tra cui: Corriere della Sera, settimanale “Oggi” e via dicendo e per televisioni, tra cui Rai e Mediaset. Ho anche collaborato con radio del panorama locale (Radio 103, per la quale ho svolto per anni i notiziario, curando la redazione) e nazionale, tra cui Radio24, per la quale ho svolto alcuni collegamenti per fatti di cronaca. Nel 2014, inoltre, sono stato in Israele, come free lance in territorio di guerra, durante l’operazione “Tzuk Eitan”. Negli ultimi tempi, mi interesso anche di web marketing, web design e sviluppo di siti in Wordpress, Seo e Sem.

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