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La Parashah della Settimana: Terumah, תְּרוּמָה “Offerte”. A cura di rav Shlomo Bokher

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Parashah della Settimana 

Shabbat Shalom, carissimi amici e lettori di Vivi Israele. Eccoci al consueto appuntamento con la Parashah della Settimana – Terumah, תְּרוּמָה “Offerte” (Shemot, Esodo 25.1-27.19) – a cura di rav Shlomo Bekhor. Vi ricordo che potrete scaricare la porzione settimanale di Torah al SEGUENTE indirizzo

3 Adar 5780 – 29 Febbraio 2020
Parashah di Teruma
Accensioni lumi per Milano: venerdì ore 17:50
Shabbat finisce a Milano: alle ore 18.53

לעילוי נשמת יעקב בן שלמה ורחל
In memoria di mio padre Yaakov ben Shelomo

https://www.facebook.com/shlomo.bekhor/posts/10157809662505540

Un rabbino incontra una coppia e chiede loro quanti figli hanno.
Non siamo ancora stati benedetti con la prole“, risponde la donna. “Allora dimmi il tuo nome e quello di tuo marito, così metterò un biglietto nel Kotel (Muro Occidentale, ndr) per una benedizione“, risponde il rabbino.

Cinque anni dopo incontra di nuovo la donna e le chiede: “Allora, come sta la famiglia?“.
Bene, rabbino, siamo stati benedetti con 10 bambini, due parti gemellari e due trigemini”.
Fantastico! Vorrei congratularmi con tuo marito. Dov’è?
È in Israele“, risponde lei
Cosa ci fa lì?“, chiede il rabbino.
È alla ricerca del biglietto che ha messo nel muro!“.

(continua sotto)

Shabbat Shalom
Rav Shlomo Bekhor.

Virtual Yeshiva
Se il talmid non va dal rabbi, il rabbi va dal talmid!
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Non perdere l’appuntamento con la parashà mistica e psicologia nella Torà.
Per informazioni: www.virtualyeshiva.it

Teruma
Nuova lezione bomba di questa settimana
Alla ricerca dell’arca perduta
Perché le Tavole Non Sono in Semicerchio?

https://www.facebook.com/shlomo.bekhor/posts/10157924529605540

I tre strati dell’anima

Al seguente link la pagina web della lezione sulla nostra parashà in formato mp3:
http://www.virtualyeshiva.it/2011/02/01/teruma-5771-i-tre-strati-dellanima/

Al seguente link potrai scaricare la lezione della Parashà di questa settimana sul tuo mobile:

http://www.virtualyeshiva.it/files/11_02_01_teruma5771_arcasanta_trestrati_tanya_benoni.mp3

Per ascoltare le altre lezioni sulla parashà:
http://www.virtualyeshiva.it/2020/02/26/4674/

Un mese fortunato

Dice il Talmud: colui che vuole avere successo nel lavoro, pianti un Adàr (tipo di pianta). Secondo l’interpretazione dei commentatori la frase va intesa in questo modo: si pianti nel mese di Adàr, o anche si firmi nel mese fortunato per Israèl, che è Adàr. In sostanza i saggi del Talmud ci vogliono dire che ogni decisione, contratto o acquisto firmato nel mese di Adàr, il mese positivo per eccellenza, sicuramente avrà successo.

Pertanto se abbiamo delle grandi decisioni da prendere o dei contratti da chiudere, affrettiamoci soprattutto adesso che siamo all’inizio di questo splendido mese. Tuttavia, sarebbe legittimo chiedersi, ma che cosa c’entra questo mese fortunato, Adàr, con la parashà di Terumà?

Un Albero Di Follia

La parashà di Terumà ci istruisce nella costruzione del Mishkàn, il Santuario che Israèl trasportava nel deserto. I muri del Mishkàn erano costruiti con assi in legno, derivate da alberi di cedro. Possiamo trarre un grande insegnamento di vita proprio dall’uso degli alberi di cedro per il Mishkàn.

La Torà, infatti chiama gli alberi di cedro “atzè shittìm“. E proprio questo nome ci aiuta a comprendere la lezione che gli alberi di cedro ci insegnano. La parola ebraica “shittìm” deriva dalla parola “shtut”, follia. I Saggi insegnano che una persona non pecca, finché non viene stimolata da un pensiero folle, stolto.

Ogni persona infatti, in cuor suo, desidera ardentemente unirsi ad Hashèm e fare la Sua Volontà. Ma allora quale pensiero stolto potrebbe spingere una persona a peccare? La risposta è che questo “pensiero folle” non è altro che lo yètzer harà, “l’istinto al male”, il cui compito è anche quello di cercare di convincere ogni essere umano che può commettere un peccato e, allo stesso tempo, continuare ad essere unito ad Hashèm.

Così seducente è la sua opera che spesso una persona non ne realizza la falsità e soprattutto non realizza coscientemente la “pura follia” che è implicita nella visione tra uomo e D*o del nostro “istinto al male”. Questo appena descritto è solo un tipo di “shtut”, follia, poiché esiste, incredibilmente, anche uno “shtut positivo”. Difficile crederlo. Non è così? Come può esistere una follia positiva?

Fare del bene senza pensare

Tuttavia, se ci riflettiamo un attimo, essere folli positivamente significa fare le cose senza ragionare troppo. A volte, infatti, agire senza pensare può essere positivo. Per esempio, prima che Israèl ricevesse la Torà disse: “Naassè venishmà“, “Faremo e ascolteremo“. Ossia, il popolo ebraico promise di adempiere alle mitzvòt senza aspettare di sentire ciò che Hashèm avrebbe detto esattamente di fare. Una “gigantesca cambiale in bianco”.

Questo non sarebbe un ottimo esempio di follia? Eppure Israèl promise di seguire i comandamenti di Hashèm prima di sapere quali sarebbero stati. Ossia, il popolo ebraico si prese la responsabilità di agire secondo un incredibile numero di norme, precetti di vario tipo, al fine di contribuire a rettificare l’umanità per i secoli a venire, senza sapere e conoscere le incredibili implicazioni.

Questa è stata una “follia positiva”, poiché si fondava sul “kabalàt ol”, ossia prendere su di sé la decisione di adempiere alle volontà di Hashèm, solo perché questa è la Sua Volontà. Punto! Niente altro serve o sarebbe servito. Questo ci insegna che per essere “positivamente folli” è fondamentale essere collegati con Hashèm, proprio come lo era il popolo ebraico sul monte Sinày durante il dono della Torà.

Solo così possiamo “fare e poi ascoltare”, solo in questo modo possiamo sperare di aver successo. Ogni persona ha un Mishkàn, Santuario nel cuore. Come il Mishkàn era costruito con alberi di cedro, “follia”, allo stesso modo noi possiamo costruire il nostro Santuario, insegnando alla parte di noi collegata con la follia dello “yètzer harà” a comportarsi guidata da una “buona follia”, in modo da realizzare la dimora di Hashèm in questo mondo.
Questo desiderio divino sarà completato con l’arrivo di Mashiakh presto nei nostri giorni.

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Mi chiamo Fabrizio Tenerelli, sono un foto-giornalista iscritto all’Albo Professionisti della Liguria. Sono redattore del Settimanale La Riviera e del relativo quotidiano online; sono anche corrispondente dell’Agenzia Ansa dalla provincia di Imperia e corrispondente de Il Giornale (di Milano). Ho diretto per sette anni un quotidiano online locale. Durante la mia ultraventennale esperienza in campo giornalistico ho avuto modo di collaborare per quotidiani nazionali, tra cui: Il Giornale di Milano, Repubblica, Il Giorno, il Messaggero, Il Mattino e via dicendo. Ho anche collaborato, a livello fotografico, con diverse testate nazionali, tra cui: Corriere della Sera, settimanale “Oggi” e via dicendo e per televisioni, tra cui Rai e Mediaset. Ho anche collaborato con radio del panorama locale (Radio 103, per la quale ho svolto per anni i notiziario, curando la redazione) e nazionale, tra cui Radio24, per la quale ho svolto alcuni collegamenti per fatti di cronaca. Nel 2014, inoltre, sono stato in Israele, come free lance in territorio di guerra, durante l’operazione “Tzuk Eitan”. Negli ultimi tempi, mi interesso anche di web marketing, web design e sviluppo di siti in Wordpress, Seo e Sem.

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