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Quel febbraio di sangue a Monaco di Baviera quando vennero uccisi 7 ebrei superstiti della Shoah

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Sangue

C’è un attentato terroristico orribile, ma di cui se ne parla poco. E’ quello avvenuto il 13 febbraio del 1970, a Monaco di Baviera, in Germania, quando sette sopravvissuti della Shoah vennero assassinati nell’incendio di una casa di riposo ebraica.

Sono trascorsi venticinque anni dalla resa incondizionata della Germania nazista e, quindi, dalla fine dell’Olocausto, quando altri ebrei vengono uccisi in modo brutale. Si tratta di:

Arie Leib Leopold Gimpel

David Jakubovicz, Eliakim

Georg Pfau

Meir Max Blum

Rivka Regina Becher

Rosa Drucker

Siegfried Offenbacher

Sei di questi sopravvissuti all’olocausto, di età compresa tra 50 e 71 anni, morirono soffocati o carbonizzati (come riportato dal Berlin Specatator). Uno di loro morì, invece, buttandosi dalla finestra, a causa del fuoco. L’atto terroristico antisemita del 13 febbraio 1970 non fu mai risolto e i colpevoli non vennero mai individuati, anche se la maggior parte degli indicatori punta verso i radicali di sinistra.

La casa di riposo

era situata nel centro della comunità ebraica vicino alla sinagoga di Reichenbachstrasse di Monaco. Sia la casa per anziani che quella per studenti erano situate ai piani superiori. Poco prima delle 21, quando molti stavano osservando lo Shabbat, uno sconosciuto entrò nell’edificio e versò benzina per tutta la scala. Accese il fuoco e se ne andò.

In pochi minuti, le fiamme raggiunsero i piani superiori. Un vicino allertò i vigili del fuoco, che accorsero in pochi minuti, salvando la vita di altre cinquanta persone che si trovavano dentro l’edificio. Una targa sul muro della sinagoga, oggi commemora le sette vittime dell’attacco terroristico.

All’epoca Heinz Galinski, che era a capo della comunità ebraica di Berlino Ovest. Disse che gli aggressori di Monaco realizzarono quello che cercarono di fare a Berlino, qualche mese prima. Il 9 novembre 1969, infatti, i terroristi piazzarono una bomba nel centro della comunità ebraica di Berlino Ovest. Non esplose.

A Berlino Ovest

i Tupamaros, un’organizzazione radicale di sinistra, rivendica la responsabilità dell’attacco terroristico del 1969. Ma la divisione di Monaco della stessa organizzazione nega di avere qualcosa a che fare con gli omicidi di Monaco. L’accusa e la polizia non sono mai riusciti a trovare i colpevoli.

Allora, il presidente della giovane Repubblica Federale Tedesca, Gustav Heinemann, disse che l’attacco era stato “particolarmente disgustoso” perché le vittime avevano già sofferto molto “in passato”. Il cancelliere Willy Brandt aggiunse che era stato fatto di tutto per trovare i responsabili; mentre il primo ministro bavarese Franz-Josef Strauss accusò il governo di centro sinistra di non essere in grado di controllare il crimine.

Tutte le organizzazioni antisemite di Berlino

incluso il gruppo terroristico palestinese Aolp, negarono qualsiasi coinvolgimento. L’organizzazione studentesca AStA stava per organizzare una protesta contro la visita dell’allora ministro degli Esteri israeliano Abba Eban – accusando Israele di difendersi dall’attacco dei propri vicini, in quella che è conosciuta come la “Guerra dei Sei Giorni” – ma a causa dell’attacco terroristico, la manifestazione venne annullata.

Tre giorni prima dell’attacco mortale, una persona venne uccisa e ventitré restarono ferite in un attacco terroristico contro un aereo di proprietà della compagnia aerea israeliana El Al all’aeroporto Riem di Monaco di Baviera. Due anni e mezzo dopo, il 5 settembre 1972, il gruppo terroristico palestinese Black September uccise quasi tutti gli atleti israeliani alle Olimpiadi di Monaco.

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Mi chiamo Fabrizio Tenerelli, sono un foto-giornalista iscritto all’Albo Professionisti della Liguria. Sono redattore del Settimanale La Riviera e del relativo quotidiano online; sono anche corrispondente dell’Agenzia Ansa dalla provincia di Imperia e corrispondente de Il Giornale (di Milano). Ho diretto per sette anni un quotidiano online locale. Durante la mia ultraventennale esperienza in campo giornalistico ho avuto modo di collaborare per quotidiani nazionali, tra cui: Il Giornale di Milano, Repubblica, Il Giorno, il Messaggero, Il Mattino e via dicendo. Ho anche collaborato, a livello fotografico, con diverse testate nazionali, tra cui: Corriere della Sera, settimanale “Oggi” e via dicendo e per televisioni, tra cui Rai e Mediaset. Ho anche collaborato con radio del panorama locale (Radio 103, per la quale ho svolto per anni i notiziario, curando la redazione) e nazionale, tra cui Radio24, per la quale ho svolto alcuni collegamenti per fatti di cronaca. Nel 2014, inoltre, sono stato in Israele, come free lance in territorio di guerra, durante l’operazione “Tzuk Eitan”. Negli ultimi tempi, mi interesso anche di web marketing, web design e sviluppo di siti in Wordpress, Seo e Sem.

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