La Parashah della Settimana: Yitro, יִתְרוֹ “Yitro”. A cura di rav...

La Parashah della Settimana: Yitro, יִתְרוֹ “Yitro”. A cura di rav Shlomo Bekhor

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Parashah della Settimana

Shabbat Shalom carissimi amici e lettori di Vivi Israele. Eccoci a n nuovo appuntamento con la Parashah della Settimana – Yitro, יִתְרוֹ “Ietro” (Shemot, Esodo: 18.1-20.23) – a cura di rav Shlomo Bekhor. Vi ricordo, come sempre, che potrete scaricare QUI la porzione settimanale di Torah. A tutti voi un sereno Shabbat.

Shlomo Bekhor

nuova lezione di vita

Dono Torah: volontario o forzato?
Perché Hashèm Ha Messo la Montagna Sulla Testa di Israèl?

20 Shevat 5780 – 14 febbraio 2020
Parashà di Yitro
Accensioni lumi per Milano venerdì ore 17.29
Shabbat finisce a Milano: ore 18.34
לעילוי נשמת יעקב בן שלמה ורחל
In memoria di mio padre Yaakov ben Shelomo
Mamash Edizioni Ebraiche  |  Virtual Yeshiva
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Un principio Talmudico ci insegna che: “sentire non è come vedere” (Rosh Hashanà). Questo vuole dire che anche se una persona ha tutte le informazioni esatte di una certa cosa, questo non è comunque paragonabile a vedere la cosa con i propri occhi.

Ovviamente ciò non vuole dire che non si può avere una totale certezza sulla base di informazioni riportate da altre persone. Ad esempio è ammissibile che un tribunale rabbinico emetta una sentenza, anche di morte, basata sulla testimonianza di terze persone. Tuttavia esiste un livello di convinzione tale che solo la vista ci può concedere.

Un esempio lo possiamo trovare nel comportamento di Yitrò all’inizio della porzione settimanale (Esodo 18, 11) di questa settimana, quando Yitrò riconosce il D*o unico affermando: “Ora so che Hashèm è più grande di qualunque divinità…”. La Torà ci descrive questo processo di riconoscimento legato agli eventi dei grandi miracoli, che sono successi al popolo di Israèl: l’esodo, l’apertura del mare, la vittoria contro Amalèk.

Tuttavia, tutto ciò non è stato sufficiente per far ricevere il dono della Torà. Solo quando Yitrò è arrivato all’accampamento di Israèl ai piedi della montagna del Sinày, dopo aver testimoniato con i propri occhi il profondo rapporto di Israèl con D*o, solo allora disse la famigerata frase che ha cambiato il mondo per sempre: “Adesso sono sicuro che D*o è più grande di tutti gli dei”.

(continua sotto)

Ti riporto i link delle lezioni on line su virtualyeshiva.it della parashà di questa settimana.

Shabbat ShalomRav Shlomo Bekhor
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Fare la differenza

Al seguente link la pagina web della lezione sulla nostra parashà in formato mp3:
http://www.virtualyeshiva.it/
2010/01/28/beshallakh-5770-i-quattro-gruppi-del-mare/


Al seguente link potrai scaricare la lezione della Parashà di questa settimana sul tuo mobile:
http://www.virtualyeshiva.it/
files/10_01_28_beshalakh_4gruppi_buttarsimare.mp3


Per ascoltare le altre lezioni sulla parashà:
http://www.virtualyeshiva.it/
2020/02/01/beshallakh-e-yud-
shvat-5772-5-lezioni-precedenti/

 
Vedere per credere
(continua da sopra)

Ci sono altri passi nella Torà da cui questo principio può essere dedotto prima della storia dei Yitrò. Per esempio, nel capitolo 45 della Genesi leggiamo come i figli di Giacobbe dissero al padre che Giuseppe era ancora vivo in Egitto, dopo che erano trascorsi ventidue anni da quando egli lo aveva visto per l’ultima volta, convinto oramai della sua morte.

In un primo momento, non credeva loro; ma dopo che gli ebbero fornito la prova conclusiva delle carrozze mandate da Giuseppe e cosa aveva detto loro che nessun altro avrebbe potuto sapere, “lo spirito di Giacobbe è stato rianimato”.

Tuttavia, solo quando Giacobbe vide Giuseppe con i propri occhi disse: “Ora posso morire in pace, dopo aver visto la tua faccia, perché sei vivo”. La consapevolezza di Giacobbe circa il fatto che Giuseppe era vivo, prima di aver visto il suo volto, era su un livello completamente più basso.

Ora possiamo capire come mai solo quando Yitrò vide la Shekhinà, la presenza di D*o, poté affermare che solo Hashèm era l’unico vero D*o. Eppure, c’è qualcosa in più nel caso di Yitrò. La sua esperienza consente di apprezzare meglio la regola che afferma come: “Udire non è paragonabile a vedere”. I nostri saggi ci dicono che Yitrò era stato un ricercatore, un erudito che per tutta la vita aveva studiato a fondo ogni filosofia, idolatria e teologia sulla faccia della terra, fino a diventare il capo supremo, un capo religioso. Yitrò, in poco tempo, capì dove stava la verità e abbandonò ogni idolatria solo dopo che arrivò alla Torà e alla verità di D*o.

Yitrò era un vero scienziato, colui il quale la mente è il più alto arbitro della verità senza alcun condizionamento. Il vero scienziato non si fida per niente dei suoi sensi, basandosi invece su “dati concreti” dai quali era ammissibile dedurre logicamente ogni legge, ogni verità. Le “logiche conclusioni” possono tranquillamente contraddire ogni sentimento, ogni certezza dell’animo. Solo le deduzioni logiche della sua mente sono la “legge assoluta” che può dominare tutto, anche ciò che viene percepito o sentito come vero.

Si potrebbe quindi pensare che quando un uomo razionale come Yitrò deduce che qualcosa è vero, non ci può essere una maggiore convalida di più di quello che la sua mente gli ha dimostrato. Se ha capito che il vero D*o è il D*o di Israèl, nella sua mente è sicuro che Egli è il vero Creatore, e allora cosa può aggiungere il fatto di aver visto la presenza divina tra il popolo d’Israele ai piedi del Monte Sinày?

Eppure, quando Yitrò arriva ai piedi del Monte Sinày, ha proclamato: “Ora so che Hashèm è il più grande…”. Se fosse solo una questione “indiscutibile” basata sulla logica razionale, per un uomo come Yitrò, il vedere o meno non avrebbe fornito alcuna certezza in più rispetto a quello che aveva sentito sulle prodezze che Hashèm aveva compiuto per far uscire il popolo d’Israèl dall’Egitto. Tuttavia, la differenza è che vedendo un’esperienza diretta della cosa stessa si riesce a cogliere la sua essenza, mentre capire attraverso la logica consente solo di raggiungere l’aspetto superficiale di una cosa.

Quando sentiamo parlare di qualcosa o attraverso la deduzione da prove logiche, la mente raccoglie le prove pezzo per pezzo, dettaglio per dettaglio, e poi assembla i pezzi in una percezione del soggetto. Ma quando vediamo qualcosa, noi ci colleghiamo con la totalità della cosa stessa, prima ancora che siamo a conoscenza dei dettagli.

I nostri occhi ci forniscono un contatto con l’essenza della cosa che ci assicura l’esistenza di quella cosa in ogni circostanza. Anche se avessimo tanti dubbi e quesiti sul come e perché tutto questo non ci fermerà dalla convinzione dell’esistenza di una cosa che abbiamo visto, perché è come se l’avessimo toccata con la mano.

Yitrò, che aveva provato in precedenza tutte le religioni diventandone il capo supremo, quando esprime tra tutti i credi c’è solo Hashem e dopo aver visto coi propri occhi l’essenza della divinità, solo lui poteva fare l’affermazione per eccellenza, quella che ha cambiato il mondo per sempre.

Questo è il motivo per cui Hashèm vuole essere “visto” da tutto il popolo di Israèl sul monte Sinày e anche il perché i giorni del messia sono descritti come un momento in cui “ogni carne vedrà”. Vedendo direttamente l’apparizione Divina del nostro Creatore questo ci ha fornito uno strumento di unione profonda superiore a qualsiasi altra cosa.
Egli ci ha concesso la capacità di penetrare la profusione di dettagli che intasa la nostra realtà neurologica e che ci mette in relazione con la quintessenza delle cose, che è l’essenza dell’essere umano, l’essenza del mondo in cui viviamo e, in ultima analisi, l’essenza stessa di D*o.

Tuttavia, perché la Torà racconta il grande Dono della Torà proprio nella parashà che porta il nome di un idolatra, poi convertito? La risposta la troviamo nell’essenza stessa del Dono della Torà: ossia che da questo evento è stato possibile fondere lo spirito con la materia,+ elevandola e rettificandola.

Yitrò quindi è stato l’archetipo di questa nuova fase dell’umanità, l’iniziatore in qualche modo delle nuove potenzialità che Hashèm ci ha donato. Una volta che Yitrò ha ammesso l’esistenza del Do unico e aver rigettato e abbandonato ogni forma di idolatria, lui il più grande sacerdote idolatra ha rettificato e elevato l’impurità e la materia infondendola di santità a livelli altissimi.

Per questo è scritto nel Talmud che solo grazie alla teshuvà – pentimento, conversione di Yitrò l’umanità ha meritato di ricevere il Dono della Torà.
Un’altra domanda, tuttavia sorgerebbe spontanea, ma cosa centra la vista? Cosa centra il fatto che, come scritto sopra, Hashèm ha voluto mostrarsi, farsi vedere a Yitrò e ovviamente anche a tutto il popolo ebraico?

La risposta è che, come scritto sopra, solo vedendo l’essenza di Hashèm, Yitrò ha elevato l’essenza della materia e ha permesso il Dono della Torà che iniziato la trasformazione del mondo. Così oggi noi possiamo continuare questa strada che presto sarà conclusa quando arriverà Mashiàkh presto nei nostri giorni.

Basato su un discorso del Rebbe, 29 Shevat 5740 (16 Febbraio 1980)
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Mi chiamo Fabrizio Tenerelli, sono un foto-giornalista iscritto all’Albo Professionisti della Liguria. Sono redattore del Settimanale La Riviera e del relativo quotidiano online; sono anche corrispondente dell’Agenzia Ansa dalla provincia di Imperia e corrispondente de Il Giornale (di Milano). Ho diretto per sette anni un quotidiano online locale. Durante la mia ultraventennale esperienza in campo giornalistico ho avuto modo di collaborare per quotidiani nazionali, tra cui: Il Giornale di Milano, Repubblica, Il Giorno, il Messaggero, Il Mattino e via dicendo. Ho anche collaborato, a livello fotografico, con diverse testate nazionali, tra cui: Corriere della Sera, settimanale “Oggi” e via dicendo e per televisioni, tra cui Rai e Mediaset. Ho anche collaborato con radio del panorama locale (Radio 103, per la quale ho svolto per anni i notiziario, curando la redazione) e nazionale, tra cui Radio24, per la quale ho svolto alcuni collegamenti per fatti di cronaca. Nel 2014, inoltre, sono stato in Israele, come free lance in territorio di guerra, durante l’operazione “Tzuk Eitan”. Negli ultimi tempi, mi interesso anche di web marketing, web design e sviluppo di siti in Wordpress, Seo e Sem.

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