Fitness ed ebraismo, quando la cura del corpo incontra quella dello spirito

Fitness ed ebraismo, quando la cura del corpo incontra quella dello spirito

228
0
SHARE

Fitness

Shalom, carissimi amici e lettori. Come più volte ho detto, e ribadito, l’ebraismo è qualcosa che permea tutta la vita della persona. Non è, dunque, soltanto il classico momento di preghiera, ma uno stile di vita che un ebreo può, o meno, adottare. Un continuo matrimonio tra mente, corpo e spirito. A questo punto sorge un interrogativo: che posto ha il fitness, ovvero la cura del nostro corpo, nell’ebraismo? E’ mera vanità, quindi va aborrito oppure è lo specchio del nostro spirito e pertanto va curato?

Considerato che i nostri corpi

sono “recipienti” delle nostre anime e vanno considerati come vasi della luce di D*o, dobbiamo mantenerli sani e considerare attentamente ciò che mettiamo al loro interno. Il pensiero ebraico tradizionale suggerisce che dobbiamo mantenere in forma e in salute i nostri corpi: per il bene del nostro percorso spirituale e per adempiere ai comandamenti. Oggi, tuttavia, l’attenzione per il fitness è spesso vista come vanità, acquisendo un aspetto più “secolare” che spirituale.

È interessante vedere quanto, andando indietro nella tradizione, si possano trovare preoccupazioni riguardo al giusto bilanciamento tra lo studio della Torah e la cura del proprio corpo attraverso l’attività fisica. Già nel Talmud (Shabbat 82a), Rav Huna esorta suo figlio Rabbah a studiare con Rav Hisda. Rabbah si oppone, dicendo che Rav Hisda si concentra solo su questioni secolari: anatomia e igiene. Rav Huna ammonisce suo figlio, dicendo: “Parla di problemi di salute, e tu lo chiami secolare!”. Sebbene alcuni individui nel mondo ortodosso possano apprezzare l’esercizio fisico, dire che comunità lo svolgano in modo regolare o come filosofia, forse è esagerato.

In effetti, si riscontra un po’ di riluttanza a concentrarsi nell’esercizio fisico: in parte, perché il tempo è limitato e quello dedicato allo sport, viene automaticamente sottratto allo studio della Torah o al compimento di buone azioni e all’adempimento dei precetti.

Sebbene molti ebrei

abbiano familiarità con le lunghe discussioni di Maimonide contenute nella Mishneh Torah, sull’importanza dell’esercizio e di un’alimentazione sana e misurata, raramente vengono presi a cuore i dettagli delle sue numerose raccomandazioni. Ad esempio, Maimonide afferma che una persona “dovrebbe impegnare il proprio corpo ed esercitarsi in un compito che produce sudore ogni mattina“. Nonostante le parole di Maimonide, questa centralità dell’esercizio non fa semplicemente parte del giudaismo ortodosso normativo.

Nel ventesimo secolo

Rav Kook andò molto oltre nel collegare la salute fisica a quella spirituale. Sostenne, infatti, che la salute fisica è, di per sé, un valore nel processo di pentimento e che, in ogni organismo umano, esiste una relazione reciproca costante tra corpo e spirito. Rav Kook promosse un sionismo, che cercò di ripristinare la salute del corpo del popolo ebraico, in modo che la sua vita spirituale potesse fiorire al massimo. Per lui, questo restauro doveva avvenire: non solo a livello metaforico, come forza dello Stato di Israele, ma anche a livello individuale.

“Grande è la nostra richiesta fisica. Abbiamo bisogno di un corpo sano. Ci siamo occupati molto della profondità d’animo; ma abbiamo dimenticato la santità del corpo. Abbiamo trascurato la salute e la forza fisica; abbiamo dimenticato di avere carne santa; non meno dello spirito santo”. E poi. “Il nostro teshuva (pentimento) avrà successo solo se sarà, con tutta la sua splendida spiritualità, anche un ritorno fisico, che produce sangue sano, carne sana, potenti corpi solidi, uno spirito ardente irradiando su potenti muscoli…”.

In definitiva, dunque, il fisico è importante quanto lo spirito ed è giusto trattarlo con la giusta sacralità, ma attenzione: il che non significa eccedere con l’esercizio in palestra, per far colpo su sé stessi o sugli altri; vuol dire anche e soprattutto alimentazione sana e consapevole. Un corpo in salute è indispensabile per servire l’Eterno.

SHARE
Previous articleLa Brigata di Carta: gli schiavi eroi del Ghetto di Vilna che rischiarono la vita per salvare la cultura Yiddish dal nazismo
Next articleLa Parashah della Settimana: Vayechi, וַיְחִי “E visse”. A cura di rav Bekhor
Mi chiamo Fabrizio Tenerelli, sono un foto-giornalista iscritto all’Albo Professionisti della Liguria. Sono redattore del Settimanale La Riviera e del relativo quotidiano online; sono anche corrispondente dell’Agenzia Ansa dalla provincia di Imperia e corrispondente de Il Giornale (di Milano). Ho diretto per sette anni un quotidiano online locale. Durante la mia ultraventennale esperienza in campo giornalistico ho avuto modo di collaborare per quotidiani nazionali, tra cui: Il Giornale di Milano, Repubblica, Il Giorno, il Messaggero, Il Mattino e via dicendo. Ho anche collaborato, a livello fotografico, con diverse testate nazionali, tra cui: Corriere della Sera, settimanale “Oggi” e via dicendo e per televisioni, tra cui Rai e Mediaset. Ho anche collaborato con radio del panorama locale (Radio 103, per la quale ho svolto per anni i notiziario, curando la redazione) e nazionale, tra cui Radio24, per la quale ho svolto alcuni collegamenti per fatti di cronaca. Nel 2014, inoltre, sono stato in Israele, come free lance in territorio di guerra, durante l’operazione “Tzuk Eitan”. Negli ultimi tempi, mi interesso anche di web marketing, web design e sviluppo di siti in Wordpress, Seo e Sem.

NO COMMENTS

LEAVE A REPLY