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Centinaia di ebrei in fuga via mare dal nazismo sulle barche dei pescatori: ecco la storia di “Baia Bagnabraghe”

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Ebrei in fuga

Carissimi amici e lettori di Vivi Israele. Oggi vi parlo di una curiosità, una delle tante, che riguardano il territorio al confine con la Francia. C’è una località turistica  che si chiama Bordighera, molti di voi sicuramente la conosceranno, dove da una spiaggietta – chiamata “Bagnabraghe” – nell’estate del 1939, centinaia di ebrei in fuga dal nazismo, vennero trasportati clandestinamente in Francia, via mare, dai pescatori. Una storia di grande solidarietà, che vi invito a leggere e ad ascoltare. Ma perché ne parliamo? Ieri (domenica 22 dicembre), l’Anpi ha voluto scoprire una targa sopra questa spiaggia, a memoria di quei fatti. Perché la baia è stata chiamata bagnabraghe? Le braghe, in dialetto, sono i pantaloni e per salire sulla barca, bisognava bagnarsi i pantaloni. Non c’era, infatti, una banchina, non era un porto, ma un attracco di fortuna. 

La scritta sulla targa

Nel 1939 dalla spiaggetta sottostante detta “Bagnabraghe” per sfuggire alle persecuzioni naziste e alle leggi razziali fasciste decine di ebrei e famiglie su barche di pescatori raggiunsero la costa francese per la salvezza e la libertà.
Perché non si dimentichi.
L’ANPI di Bordighera ottant’anni dopo pose – Dicembre 2019

Vi invito ad ascoltare l’intervista a Paolo Veziano, storico, che ben conosce questa realtà. Olivicoltore di professione, da anni si dedica per passione allo studio e alla ricerca storica. Nel 2014 ha pubblicato “Ombre al confine”, la storia dimenticata dell’espatrio clandestino degli ebrei stranieri dalla Riviera dei Fiori alla Costa Azzurra tra il 1938 e il 1940.

La storia di Bagnabraghe

“Nell’estate del 1939 – spiega Veziano – da Baia Bagnabraghe molti ebrei salparono per raggiungere la Francia. Prima della partenza si effettuava un vero e proprio check in e, per questo motivo, era necessaria la presenza di un luogo che era stato individuato nell’ammazzatoio comunale che si trovava nei pressi della baia”.

E sempre Bordighera offre una testimonianza unica dell’atteggiamento che la popolazione locale aveva nei confronti degli ebrei che giungevano in questa zona in cerca di salvezza in un altro Paese: “I bordigotti hanno coniato un termine, “peloti“, per indicare gli uomini, i bambini, le donne ebree. La propaganda fascista li dipingeva brutti, ricchi e grassi. Invece quando la popolazione locale apriva le porte di casa a chi bussava in cerca di un rifugio per la notte, all’ingresso trovava dei poveracci, disperati, dei “peloti” appunto”. Un neologismo creato ad hoc per persone sfortunate: segno che gli sforzi propagandistici del nazifascismo non erano serviti, almeno in questa zona.

Da Baia Bagnabraghe (subito dopo il Grand Hotel del Mare, viaggiando in direzione Sanremo) molti ebrei salparono per raggiungere le località francesi: “Divenne importantissima nell’estate del 1939 – ancora Veziano -. In quanto Ventimiglia era sovraffollata”. Perché gli ebrei partivano proprio da quel punto di Bordighera? “Prima della partenza si effettuava un vero e proprio check in e, per questo motivo, era necessaria la presenza di un locale: in questo caso dell’ammazzatoio comunale che si trovava nei pressi della baia”.

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Mi chiamo Fabrizio Tenerelli, sono un foto-giornalista iscritto all’Albo Professionisti della Liguria. Sono redattore del Settimanale La Riviera e del relativo quotidiano online; sono anche corrispondente dell’Agenzia Ansa dalla provincia di Imperia e corrispondente de Il Giornale (di Milano). Ho diretto per sette anni un quotidiano online locale. Durante la mia ultraventennale esperienza in campo giornalistico ho avuto modo di collaborare per quotidiani nazionali, tra cui: Il Giornale di Milano, Repubblica, Il Giorno, il Messaggero, Il Mattino e via dicendo. Ho anche collaborato, a livello fotografico, con diverse testate nazionali, tra cui: Corriere della Sera, settimanale “Oggi” e via dicendo e per televisioni, tra cui Rai e Mediaset. Ho anche collaborato con radio del panorama locale (Radio 103, per la quale ho svolto per anni i notiziario, curando la redazione) e nazionale, tra cui Radio24, per la quale ho svolto alcuni collegamenti per fatti di cronaca. Nel 2014, inoltre, sono stato in Israele, come free lance in territorio di guerra, durante l’operazione “Tzuk Eitan”. Negli ultimi tempi, mi interesso anche di web marketing, web design e sviluppo di siti in Wordpress, Seo e Sem.

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