Channukah o Natale ebraico? Ecco la festività più fraintesa e assimilata

Channukah o Natale ebraico? Ecco la festività più fraintesa e assimilata

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Channukah

Carissimi amici e lettori di Vivi Israele: oggi parliamo di una festività che ha un importante background storico, molto apprezzata sia dagli ebrei di Israele, che della diaspora, ma che rischia pure di essere la più fraintesa e contaminata.

Si tratta di Channukah (in ebraico: חנוכה o חֲנֻכָּה, a seconda che la scrittura sia o meno vocalizzata). Nota anche come la Festa della Luci o della riconsacrazione del Tempio, dura otto giorni e inizia il 25/mo giorno del mese di Kislev. Channukah è probabilmente una delle feste ebraiche più conosciute, non per un grande significato religioso, quanto per la sua vicinanza al Natale.

Molti non ebrei

(e persino molti ebrei assimilati), specie negli Stati Uniti, pensano a questa festa come al Natale ebraico, adottando molte usanze natalizie, come il classico scambio di doni o le decorazioni. È amaramente ironico che questa festività, che ha le sue radici in una rivoluzione contro l’assimilazione e la soppressione della religione ebraica, sia diventata la festività più assimilata e secolare del calendario ebraico.

La storia di Channukah

inizia sotto il regno di Alessandro Magno. Alessandro conquistò la Siria, l’Egitto e la Giudea, ma permise alle persone sotto il suo controllo di continuare ad osservare le proprie religioni e a mantenere un certo grado di autonomia. Sotto questa regola relativamente benevola, molti ebrei si sono assimilati, adottando gran parte della cultura ellenistica, inclusa la lingua, i costumi, i vestiti e via dicendo. Più o meno allo stesso modo in cui oggi gli ebrei in America si fondono nella società secolare americana.

Più di un secolo dopo, un successore di Alessandro, Antioco IV, prese il controllo della regione. Cominciò così l’oppressione del popolo ebraico. Per prima cosa, pose un sacerdote ellenistico all’interno tempio, massacrando gli ebrei, proibendo la pratica della religione ebraica, profanando il Tempio e richiedendo il sacrificio di maiali (un animale non kosher) sull’altare.

Due gruppi si opposero ad Antioco: uno fondamentalmente nazionalista guidato da Mattatia l’asmoneo e da suo figlio Giuda maccabeo e un gruppo religioso tradizionalista precursore dei Farisei. I due gruppi unirono le forze in una rivolta contro l’assimilazione degli ebrei ellenistici e l’oppressione da parte del governo greco seleucido. La rivoluzione ebbe successo e il Tempio fu riconsacrato.

Il significato della Festa

Secondo quanto riportato nel Talmud, al momento della riconsacrazione del Tempio, rimaneva pochissimo olio che non era ancora stato contaminato dai greci. Olio che era necessario per illuminare la menorah (candelabro) situata nel Tempio, che doveva bruciare tutta la notte, ogni notte, in quanto Luce Eterna. Malgrado ci fosse abbastanza olio da bruciare per un giorno, miracolosamente la menorah restò accesa per otto giorni, il tempo necessario per procacciare altro combustibile. Da qui, per commemorare il miracolo, la durata di otto giorni della festa. Da notare che la festa commemora il miracolo dell’olio, non la vittoria militare: gli ebrei non glorificano la guerra.

Channukah non è una festa religiosa molto importante. Il significato religioso è decisamente inferiore a quello di Rosh Hashanah, Yom Kippur, Sukkot, Pesach o Shavuot ed è all’incirca equivalente a Purim nel significato. Channukah, tra l’altro, non è menzionata nelle scritture ebraiche; la storia è raccontata nel libro dei Maccabei.

L’unica osservanza religiosa

legata alla festa è l’accensione delle candele. Le candele sono disposte in un candelabro chiamato Chanukkiyah (in ebraico: חנכיה). Molte persone confondono questo candelabro con la menorah. Il nome menorah, infatti, è usato solo per descrivere il candelabro a sette braccia, che era ospitato nel Tempio. La chanukkiyah contiene nove candele: una per ogni notte, più una detta “shamash” (servo) ad un’altezza diversa. La prima notte, una candela viene posizionata all’estrema destra.

La candela shamash viene accesa e vengono recitate tre berakhot (benedizioni): l’hadlik neir (una preghiera generale sulle candele), she-asah nisim (una preghiera che ringrazia D*o per aver compiuto miracoli per i nostri antenati in questo momento) e shehekhianu (un preghiera generale che ringrazia D*o per averci permesso di raggiungere questo periodo dell’anno).

La prima candela viene quindi accesa usando la candela shamash e la candela shamash viene posizionata nel suo supporto. Le candele possono bruciarsi da sole dopo almeno mezz’ora. Ogni notte, un’altra candela viene aggiunta da destra a sinistra (come nella scrittura ebraica).

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Mi chiamo Fabrizio Tenerelli, sono un foto-giornalista iscritto all’Albo Professionisti della Liguria. Sono redattore del Settimanale La Riviera e del relativo quotidiano online; sono anche corrispondente dell’Agenzia Ansa dalla provincia di Imperia e corrispondente de Il Giornale (di Milano). Ho diretto per sette anni un quotidiano online locale. Durante la mia ultraventennale esperienza in campo giornalistico ho avuto modo di collaborare per quotidiani nazionali, tra cui: Il Giornale di Milano, Repubblica, Il Giorno, il Messaggero, Il Mattino e via dicendo. Ho anche collaborato, a livello fotografico, con diverse testate nazionali, tra cui: Corriere della Sera, settimanale “Oggi” e via dicendo e per televisioni, tra cui Rai e Mediaset. Ho anche collaborato con radio del panorama locale (Radio 103, per la quale ho svolto per anni i notiziario, curando la redazione) e nazionale, tra cui Radio24, per la quale ho svolto alcuni collegamenti per fatti di cronaca. Nel 2014, inoltre, sono stato in Israele, come free lance in territorio di guerra, durante l’operazione “Tzuk Eitan”. Negli ultimi tempi, mi interesso anche di web marketing, web design e sviluppo di siti in Wordpress, Seo e Sem.

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