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La Parashah della Settimana: Vayishlakh, וַיִּשְׁלַח “Mandò avanti”. A cura di rav Shlomo Bekhor

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Parashah della Settimana

Shabbat shalom carissimi amici e lettori di Vivi Israele. Benvenuti a un nuovo appuntamento con la Parashah della Settimana – Vayishlach, וַיִּשְׁלַח Mandò avanti (Bereshit, Genesi 32.4-36.43) – a cura di rav Shlomo Bekhor. Vi ricordiamo che al seguente link potrete scaricare la porzione settimanale di Torah.

Vayishlakh 8°: grandi insegamenti di vita
Valutiamo Sempre le Importanti Decisioni Senza Ego


Scacco matto in tre mosse

Due prospettive: Sherlock Holmes e il dr. Watson vanno in campeggio insieme, montano una tenda pronti per godersi un tranquillo riposo vicino al fuoco. Nel cuore della notte, Sherlock si gira verso il dr. Watson e dice: “Allora, cosa stai pensando adesso?”; Watson risponde: “Sherlock! È fantastico. Sto guardando le stelle celesti che si librano sopra di noi, sono sopraffatto dallo splendore romantico della notte, avvolto da questa vista pittoresca. E tu, invece a cosa stai pensando”?, chiede Watson. “Che qualcuno ha rubato la nostra tenda”, risponde Sherlock.

Doni, Preghiera E Guerra

Dopo trentaquattro anni di separazione dai suoi genitori, Giacobbe lascia Lavan, assieme a tutta la sua famiglia, per tornare a casa sua, in Terra di Israele. Ancora in viaggio apprende che suo fratello Esaù sta avanzando verso di lui con un imponente esercito, determinato a ucciderlo.

I nostri saggi osservano da questo episodio della Torà (Vayishlàkh), come Giacobbe prepara il confronto con Esaù attraverso una triplice strategia: “doni, preghiera e guerra”. Quindi, Giacobbe come prima cosa invia doni sontuosi a Esaù nella speranza di placare la sua ira: capre, pecore, cammelli, mucche, tori e asini. Successivamente, inizia una sincera e fervente preghiera, sottomettendo la sua sorte e quella della sua famiglia alla compassione di D*o. Solo alla fine, Giacobbe prepara se stesso e la sua famiglia a una vera e propria guerra con Esaù.

La Battaglia Quotidiana

Le storie nella Torà non sono solo eventi accaduti a un certo punto della storia, che coinvolgono personaggi particolari. Sono anche riflessi di episodi spirituali ed emotivi che possono verificarsi continuamente in ogni cuore umano. L’uomo è una dualità intrinseca, poiché è allo stesso tempo un “mucchio di polvere” e una “visione di D*o”. I fratelli gemelli, Giacobbe ed Esaù, incarnano queste forze antitetiche all’interno della stessa personalità di ogni essere umano: Esaù incarna la nostra identità egoista, egocentrica e animalesca; mentre Giacobbe personifica la nostra anima trascendente, spirituale e idealista.

L’inimicizia e la rivalità tra i fratelli riflettono la tensione e la lotta tra queste due forze nelle nostre vite: la lotta tra il nostro ego e la nostra umiltà, tra le nostre voglie egoistiche e le nostre nobili aspirazioni, tra le nostre impulsive lussurie e le nostre brame altruistiche.

Nessuno di noi è esente da questo confronto quotidiano con “Esaù”. Siamo costantemente sopraffatti da stati d’animo egoistici e appetiti immorali. Queste incessanti richieste della nostra coscienza egoista e bestiale rappresentano una continua minaccia mortale per il nostro “Giacobbe” interiore. In che modo possiamo affrontare queste potenti forze, che apparentemente sono molto più potenti delle forze sante dentro di noi? Utilizzando la vincente strategia in tre fasi di Giacobbe: doni, preghiera e guerra!

Onorare Il Tuo Animale

Prima di tutto, dobbiamo concedere al “nostro” Esaù alcune risorse fondamentali. Dobbiamo riconoscere la coscienza animale che vive in noi e onorare la presenza dei suoi essenziali e legittimi bisogni: mangiare, dormire, fare esercizio fisico, guadagnarci da vivere e impegnarci in una relazione continua con il mondo fisico che ci circonda. L’anima animale merita di ricevere da noi un sontuoso omaggio quotidiano che include il nostro tempo, energia e risorse.

Tuttavia, come possiamo assicurarci di non esagerare? Come possiamo garantire che i nostri tributi quotidiani all’identità animale dentro di noi non la mettano al centro della nostra vita, soppiantando l’anima spirituale come il vero nucleo della nostra identità? Per evitare questo rischio, Giacobbe deve impegnarsi nella preghiera: “Salvami”, grida Giacobbe a D*o, mentre Esaù si sta avvicinando, “dalla mano di mio fratello, dalla mano di Esaù. Ho paura di lui, perché potrebbe venire e colpirmi”.

Non sarebbe necessario temere l’influenza di Esaù se fossimo distaccati dalla realtà di Esaù, se dovessimo vivere come asceti spirituali. Eppure l’ebraismo esige che Esaù diventi il nostro “fratello”; ossia che impieghiamo i nostri bisogni corporei e animali nel lavoro che dobbiamo svolgere nel mondo fisico che ci circonda. In queste condizioni, l’unico modo in cui possiamo assicurarci che Esaù non domini e controlli la nostra vita è attraverso la preghiera.

Il Dono Della Preghiera

Che cos’è la preghiera? Proprio come c’è un tempo per coinvolgere l’anima animale e rendere omaggio ai suoi bisogni e desideri, ogni giorno c’è un momento in cui lasciamo andare la nostra identità fisica ed entriamo nell’oasi trascendente della nostra anima. Questi è il momento in cui mettiamo a dormire l’ego e scopriamo il nostro amore interiore e la nostra spiritualità. Tutto il giorno, pensiamo alle nostre “tende”, dimore; mentre solo durante la preghiera ci concentriamo sulle stelle, sullo splendore e sul significato dell’esistenza.

Abbiamo mai provato veramente il potere della preghiera su di noi? Purtroppo, è sempre più difficile trovare delle vere “oasi spirituali” dove trovare la giusta concentrazione e intenzione, nel nostro mondo freneticamente materialista. È un peccato, perché mancando dell’esperienza quotidiana della preghiera autentica diventiamo inevitabilmente vulnerabili all’attacco di Esaù.

Ad esempio, quando già al mattino presto non preghiamo, meditiamo e non colleghiamo con Hashèm le nostre anime, spesso ci manca il coraggio e la visione per controllare i nostri desideri fin dall’inizio della giornata: ad esempio, un’eccessiva dipendenza dal cibo; oppure al lavoro potremmo non avere la forza di condurre i nostri affari onestamente ecc. La preghiera assicura che il tributo che presentiamo alla nostra anima animale non ci esaurisca completamente, non ci porti via tutto di noi, il nostro vero “sé”.

Ultima Spiaggia

Tuttavia, tutto quanto sopra non è sufficiente. Giacobbe deve anche prepararsi alla guerra. Alcuni degli impulsi e delle passioni della nostra anima animale non possono essere affrontati solo attraverso la preghiera. Dobbiamo dichiarare guerra contro di esso come dice il Talmùd Berakhòt 5a: l’istinto animalesco deve essere educato con severità, perché se lasciato libero rischia di prendere il comando della vita e fare cadere la persona molto in basso.

A volte, durante il giorno o la notte, siamo sopraffatti da un forte, animalesco bisogno di Esaù che brucia nei nostri cuori come una fornace. In quel momento c’è solo una cosa da fare: dobbiamo dare un “pugno in faccia” al nostro impulso animalesco e andare avanti con la nostra vita. La guerra è una cosa cattiva, ma a volte è la nostra unica speranza di sopravvivere all’assalto di un demone che è determinato ad ucciderci.

Una storia

Uno dei grandi maestri chassidici, Reb Simkha Bunam di Psheskha, una volta osservò che la vera definizione di un uomo spirituale è colui che immagina sempre di avere la testa sdraiata in una ghigliottina, il suo Yètzer Harà (cattiva inclinazione) che si libra sopra di esso, pronto a tagliare la sua testa in un momento.

“Ma Rebbe”, chiese uno dei Chassidim, “e se uno non avesse quella sensazione?”

“In quel caso”, rispose il Rebbe, “vuol dire che la sua testa è già stata tagliata via.”

Basato sugli scritti del Rebbe Shneur Zalman di Liadi che questo mercoledì si festeggia il capodanno della rivelazione della Chassidut il 19 di Kislev.


Quando l’amore diventa odio

Al seguente link troverai la lezione sulla nostra parashà in formato mp3:
http://www.virtualyeshiva.it/2009/12/12/vayishlakh-5770-quando-lamore-diventa-odio/

Al seguente link potrai scaricare la lezione della Parashà di questa settimana sul tuo mobile:
http://www.virtualyeshiva.it/files/09_12_03_vayishlakh5770_timna_amalek_amore_odio.mp3

Per ascoltare le altre lezioni sulla nostra parashà cliccare al seguente link:

http://www.virtualyeshiva.it/2019/12/08/vayishlakh-5-lezioni-precedenti/

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