Kvitalakh un rarissimo gioco di carte della tradizione ebraica legato a Channukah

Kvitalakh un rarissimo gioco di carte della tradizione ebraica legato a Channukah

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Gioco di carte

Carissimi amici e lettori. Oggi parliamo di un gioco davvero particolare e raro, che ha origine nella tradizione ebraica ed è praticato durante la festività di Channukak. Si tratta del Kvitalakh un mazzo di carte molto difficile da reperire, se non all’estero – tanto che molti se lo auto producono – caratterizzato da 12 carte doppie, per un totale di 24 carte. Insomma, ci sono due 1, due 2, due 3… e via dicendo fino ad arrivare a due 12. Altra particolarità: le carte con il 2 e con l’11 hanno una cornice attorno. Il gioco è indicato per cinque o più persone e servono dei gettoni per le puntate.

Come si gioca

secondo quanto riportato nel libro “36 giochi per i giorni di festa” (di Andrea Angiolino), si inizia fissando una puntata minima e nominando un banchiere, che metterà dei gettoni nel piatto, tanti quanti (almeno) servono per raggiungere la puntata minima.

A quel punto, il banchiere darà una carta coperta ciascuno (compreso sé stesso), in turno orario. Il secondo giro di carte avverrà in senso antiorario, con la seguente regola: turni pari (antiorario) e turni dispari (orario). Stesso discorso perla direzione del turno: al primo turno spetta iniziare al giocatore a sinistra del mazziere con gli altri in senso orario.

Cosa succede

Ciascun giocatore può guardare la propria carta, ma non quella degli altri; può anche chiedere un’altra carta a faccia in su oppure puntare una somma (che non sia superiore a quella nel piatto) e chiederne una coperta. L’ultimo passo è quello del “stare” con le carte che ha in mano.

Come si vince?

Lo scopo del gioco è raggiungere 21 con la somma delle carte, tenendo presente che se un giocatore ha le due carte con la cornice attorno: 2 e 11, la somma è già ventuno ed ha vinto, indipendentemente dal valore delle due carte, che possono essere due 2 o due 11. Nei restanti casi, le carte hanno ciascuna il valore che rappresenta: il 3 varrà tre, il 4 varrà quattro e via dicendo. Tranne il 12, che potrà valere dodici o nove, a discrezione (e a convenienza) del giocatore. Il giocatore può scegliere, dunque, tra: “chiedere”, “scommettere” o “stare”. Può scommettere più volte, fino ad arrivare alla cifra nel piatto, non di più.

Se il punteggio è di 11

Il giocatore che chiede un’altra carta può dire “Aluvun”, che significa 11 e nel caso ricevesse una carta di pari valore, potrebbe rifiutarla, evitando così di sballare, ricevendo di conseguenza un’altra carta dal mazzo. Ma non è tutto. Se resta una carta, questa viene unita agli “scarti”, formando un nuovo mazzo che viene mescolato. Quando il giocatore decide di stare, il turno passa allo sfidante successivo.

Cosa succede, se il piatto è vuoto, perché il suo contenuto è stato preso per coprire una o più scommesse? Il mazziere scopre la propria carta e gioca, fintanto non sballa o decide di stare. Se sballa, gli altri giocatori incassano la loro puntata e la somma impegnata. Se invece il cassiere sta: gli altri giocatori scoprono le carte e possono: incassare, se hanno più punti del banco oppure – se hanno lo stesso punteggio o meno – la somma torna nel piatto. Se, poi, il piatto non è vuoto e tutti hanno giocato, il mazziere passa a un nuovo giro di carte.

Se il piatto è vuoto, perché il mazziere ha perso tutte le scommesse, la mano è finita è il ruolo passa a colui che gli è più vicino, in senso orario e si torna al punto di partenza, con le varie mani in senso orario e antiorario.

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Mi chiamo Fabrizio Tenerelli, sono un foto-giornalista iscritto all’Albo Professionisti della Liguria. Sono redattore del Settimanale La Riviera e del relativo quotidiano online; sono anche corrispondente dell’Agenzia Ansa dalla provincia di Imperia e corrispondente de Il Giornale (di Milano). Ho diretto per sette anni un quotidiano online locale. Durante la mia ultraventennale esperienza in campo giornalistico ho avuto modo di collaborare per quotidiani nazionali, tra cui: Il Giornale di Milano, Repubblica, Il Giorno, il Messaggero, Il Mattino e via dicendo. Ho anche collaborato, a livello fotografico, con diverse testate nazionali, tra cui: Corriere della Sera, settimanale “Oggi” e via dicendo e per televisioni, tra cui Rai e Mediaset. Ho anche collaborato con radio del panorama locale (Radio 103, per la quale ho svolto per anni i notiziario, curando la redazione) e nazionale, tra cui Radio24, per la quale ho svolto alcuni collegamenti per fatti di cronaca. Nel 2014, inoltre, sono stato in Israele, come free lance in territorio di guerra, durante l’operazione “Tzuk Eitan”. Negli ultimi tempi, mi interesso anche di web marketing, web design e sviluppo di siti in Wordpress, Seo e Sem.

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