Da Soncino Rabbi Steinsaltz: una breve storia delle pubblicazioni del Talmud

Da Soncino Rabbi Steinsaltz: una breve storia delle pubblicazioni del Talmud

154
0
SHARE

Talmud

La stampa dei primi libri ebraici risale, con ogni probabilità, agli anni Settanta del XV secolo, più o meno in concomitanza con l’introduzione dei caratteri di stampa. La prima edizione del Talmud babilonese (Talmud Bavlì), di cui si ha notizia, risale al 1482 e venne pubblicata a Guadalajara, in Spagna. Purtroppo, però, è impossibile stabilire, se si trattasse di una edizione integrale – visto che ci sono pervenuti soltanto pochi frammenti – tenendo anche presente che appena dieci anni più tardi, il 1492, scattava l’espulsione degli ebrei, prima dalla Spagna e successivamente anche dal Portogallo.

Più nota, invece, è l’edizione apparsa, in Italia, a Soncino, tra il 1488 e il 1519, realizzata – secondo quanto riportato da Mark-Alain Ouaknin, nel suo “Invito a Talmud” – da Yehoshua Shlomo e da suo nipote Gershom di Soncino. Anche questa edizione sembra frammentaria. La prima edizione completa, invece, fu quella realizzata, tra il 1520 e il 1523, a Venezia, dal tipografo non ebreo, originario di Anversa, Daniel Bomberg; in collaborazione con i due celebri talmudisti: Eli Levita e Rabbi Jacob ben Hayyim.

Questa edizione – il cui formato e impaginatura saranno presi a modello dalla stampe successive – nasce anche grazie al fatto che nel 1520, papa Leone X, ne autorizza la pubblicazione. Alcuni numeri: 2.947 fogli, pari a più o meno 6.000 pagine. Prende quindi forma il corpus talmudico più tradizionale: Mishnah e Ghemarà (collocate al centro della pagina), Rashi (margine interno) e Tosafot (margine esterno). Il testo principale è in caratteri “quadrati”; i commenti sono in corsivo e poi ci sono i cosiddetti caratteri “Rashi” che non furono una innovazione della Bomberg, ma quest’ultima tipografia, contribuì a divulgarli.

Nell’impaginazione veneziana – sempre secondo quanto riportato da Ouaknin – abbiamo: le pagine constano di due fogli (daf), “recto” (contrassegnato dalla lettera alef א “a”, o un punto) e “verso” (lettera ב bet “b”, o due punti) e sono numerate sul recto. Questa prima edizione integrale, tuttavia, era piena di refusi od omissioni, in parte corretti nell’edizione del 1546-1551, ad opera di Marco Antonio Giustiniani, un altro stampatore non ebreo di Venezia. Da allora, in poi, tutte le successive edizioni saranno un remake di quella del 1523, con semplici varianti o miglioramenti.

Per vedere un’edizione davvero nuova, bisognerà attendere il XX secolo con l’edizione di Adin Steinsaltz (noto anche col nome di Adin Even Israel עדין אבן ישראל). La sua grande innovazione consisterà nel fatto, innanzitutto, di aver tradotto il Talmud babilonese in ebraico moderno, e per di più – per quanto riguarda la Mishnah e la Ghemarà – con testo vocalizzato, consentendo una facile lettura delle parti in aramaico.

Il rabbino Adin Steinsaltz è un insegnante, un filosofo, un critico sociale e un autore prolifico che è stato salutato dalla rivista Time come uno “studioso del millennio”. Il suo lavoro permanente nell’educazione ebraica gli è valso l’Israel Prize (Premio Israele), il più alto onore del suo paese. Nato a Gerusalemme nel 1937 da genitori secolari, il rabbino Steinsaltz ha studiato fisica e chimica all’università ebraica. Ha fondato diverse scuole sperimentali e, all’età di 24 anni, è diventato il preside più giovane di Israele. Nel 1965, iniziò la sua monumentale traduzione e commento in ebraico del Talmud. Continuando il suo lavoro come insegnante e mentore spirituale, il rabbino Steinsaltz ha istituito una rete di scuole e istituzioni educative in Israele e nell’ex Unione Sovietica. Ha lavorato come studioso presso il Woodrow Wilson Center for International Studies di Washington, DC e l’Istituto di studi avanzati dell’Università di Princeton. I suoi titoli onorari includono dottorati presso l’Università di Yeshiva, l’Università Ben Gurion del Negev, l’Università Bar Ilan, l’Università di Brandeis e la Florida International University. Il rabbino Steinsaltz vive a Gerusalemme. Lui e sua moglie hanno tre figli e dieci nipoti.

Costituita la 37 volumi e patrocinata dall’Israel Institute for Talmud Publications, da lui fondato nel 1965, la struttura della sua edizione è molto particolare. Basti pensare che la pagina principe è sdoppiata e suddivisa in paragrafi tematici. Ci sono, poi, commenti, varianti, approfondimenti e altri spunti che oltre a una nuova traduzione, rappresentano una reinterpretazione

SHARE
Previous articleAmuleti, sì o no? Ecco cosa ne pensa la tradizione ebraica
Next articleLa Parashah della Settimana: Vayetze וַיֵּצֵא “Giacobbe partì” a cura di rav Shlomo Bekhor
Mi chiamo Fabrizio Tenerelli, sono un foto-giornalista iscritto all’Albo Professionisti della Liguria. Sono redattore del Settimanale La Riviera e del relativo quotidiano online; sono anche corrispondente dell’Agenzia Ansa dalla provincia di Imperia e corrispondente de Il Giornale (di Milano). Ho diretto per sette anni un quotidiano online locale. Durante la mia ultraventennale esperienza in campo giornalistico ho avuto modo di collaborare per quotidiani nazionali, tra cui: Il Giornale di Milano, Repubblica, Il Giorno, il Messaggero, Il Mattino e via dicendo. Ho anche collaborato, a livello fotografico, con diverse testate nazionali, tra cui: Corriere della Sera, settimanale “Oggi” e via dicendo e per televisioni, tra cui Rai e Mediaset. Ho anche collaborato con radio del panorama locale (Radio 103, per la quale ho svolto per anni i notiziario, curando la redazione) e nazionale, tra cui Radio24, per la quale ho svolto alcuni collegamenti per fatti di cronaca. Nel 2014, inoltre, sono stato in Israele, come free lance in territorio di guerra, durante l’operazione “Tzuk Eitan”. Negli ultimi tempi, mi interesso anche di web marketing, web design e sviluppo di siti in Wordpress, Seo e Sem.

NO COMMENTS

LEAVE A REPLY