Amuleti, sì o no? Ecco cosa ne pensa la tradizione ebraica

Amuleti, sì o no? Ecco cosa ne pensa la tradizione ebraica

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Amuleti

Carissimi amici e lettori di Vivi Israele. Oggi parleremo di un argomento che riguarda la superstizione nel mondo ebraico. In passato ho scritto anche altri servizi, che vi invito a leggere, sull’argomento e di seguito vi indico alcuni dei principali link per approfondire. Un amuleto è un oggetto – spesso un portafortuna o un gioiello – che si ritiene possedere determinati poteri magici di protezione.

La tradizione ebraica è generalmente contraria alla magia e alla stregoneria, così come a quegli oggetti verso cui la gente attribuisce un potere indipendente da D*o. Ciò nonostante, gli amuleti hanno una lunga storia nella pratica ebraica e il loro uso è stato accettato dagli antichi rabbini, che sembravano credere nel loro potere.

I riferimenti agli amuleti si trovano in tutto il Talmud, il che suggerisce che la pratica di mantenerli era comune. Un passaggio talmudico suggerisce che gli antichi rabbini usavano gli amuleti per respingere i demoni. Il Talmud afferma persino che uno può portare un amuleto in pubblico di Shabbat – che normalmente è una pratica proibita – a condizione che sia stato realizzato da un “esperto”.

Il Talmud prosegue affermando che un amuleto efficace è uno che ha guarito una persona tre volte, sia che si tratti di un amuleto scritto o di erbe e che la persona fosse gravemente o solo moderatamente malata.

Il codice della legge ebraica Shulchan Aruch stabilisce che è consentito curare con un amuleto, e trasportarne uno per protezione. Persino Maimonide, un convinto razionalista che condanna i “pazzi” che credono che una mezuzah sia un amuleto che offra protezione, ha permesso di indossare un amuleto di Shabbat.

Una tradizione era quella di collocare gli amuleti vicino a dei bambini piccoli o delle donne al lavoro, in segno di protezione. Questa pratica ha probabilmente radici in un Midrash secondo il quale Lilith, la prima moglie di Adamo secondo la leggenda ebraica, farebbe ammalare i bambini, almeno che non ci sia un amuleto scritto con i nomi degli angeli, nel qual caso Lilith non avrebbe alcun potere sul bambino.

Forse l’amuleto ebraico più noto è l’hamsa, un ciondolo a forma di palma con un occhio incastonato in esso. Un altro è una corda rossa legata intorno al polso, che divenne popolare dopo essere stata indossata da un numero di celebrità aderenti al misticismo ebraico.

Questi e altri amuleti meno conosciuti erano spesso indossati per scongiurare il malocchio, ayin hara in ebraico, una superstizione popolare ebraica che afferma che una persona o un essere soprannaturale può danneggiare una persona guardandoli.

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Mi chiamo Fabrizio Tenerelli, sono un foto-giornalista iscritto all’Albo Professionisti della Liguria. Sono redattore del Settimanale La Riviera e del relativo quotidiano online; sono anche corrispondente dell’Agenzia Ansa dalla provincia di Imperia e corrispondente de Il Giornale (di Milano). Ho diretto per sette anni un quotidiano online locale. Durante la mia ultraventennale esperienza in campo giornalistico ho avuto modo di collaborare per quotidiani nazionali, tra cui: Il Giornale di Milano, Repubblica, Il Giorno, il Messaggero, Il Mattino e via dicendo. Ho anche collaborato, a livello fotografico, con diverse testate nazionali, tra cui: Corriere della Sera, settimanale “Oggi” e via dicendo e per televisioni, tra cui Rai e Mediaset. Ho anche collaborato con radio del panorama locale (Radio 103, per la quale ho svolto per anni i notiziario, curando la redazione) e nazionale, tra cui Radio24, per la quale ho svolto alcuni collegamenti per fatti di cronaca. Nel 2014, inoltre, sono stato in Israele, come free lance in territorio di guerra, durante l’operazione “Tzuk Eitan”. Negli ultimi tempi, mi interesso anche di web marketing, web design e sviluppo di siti in Wordpress, Seo e Sem.

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