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Morto a 100 l’ex direttore del Sunday Times che pubblicò i “falsi diari” di Adolf Hitler

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Foto tratta da The Indipendent.co.uk

Falsi diari

Si tratta di una delle più sensazionali bufale del giornalismo. Nel 1983 il Sunday Times di Londra afferma di essere in possesso dei diari scritti, di proprio pugno, da Adolf Hitler. Il direttore scoprì all’ultimo istante che si trattava di un fake e cercò di bloccarne la pubblicazione in extremis, ma l’editore – niente di meno che Rupert Mardoch – ordinò che andasse ugualmente in stampa, esponendo la testata giornalistica, al clamoroso scandalo. Il New York Times, che pubblica l’articolo, scrive esplicitamente “with serious egg on its face”.

A rimetterci la faccia, e il posto di lavoro, è il direttore, Frank Giles, che viene licenziato in tronco e la cui brillante carriera va incontro a una fine “ignominiosa”. Giles è morto il 30 ottobre scorso, all’età di 100 anni. Era direttore da appena due anni, quando il giornale tedesco Der Stern annunciò di essere in possesso dei diari di Hitler e offrì al Sunday Times il diritto di pubblicarli a puntate.

Giles chiamò

l’eminente storico inglese e tra i maggiori esperti di Hitler Trevor Roper, chiedendogli di esprimersi sull’autenticità degli scritti. Dopo averli esaminati nella propria casa di Zurigo, li definì autentici. Molti al giornale erano scettici e pensavano che fosse doveroso svolgere altri accertamenti, prima di pubblicarli. Qualcuno al giornale ricordava, quando proprio il Sunday Times rischiò di prendersi un’altra cantonata con i diari di Mussolini.

Giles, tuttavia, confidò nella perizia di Trevor e, una volta, che quest’ultimo diede il proprio imprimatur all’operazione, Murdoch decise di partire con la pubblicazione, senza altre investigazioni. Il mondo si stava preparando a una sensazionale rivelazione. La rivista “Newsweek“, che aveva acquistato i diritti americani, fece una campagna promozionale, parlando di queste carte, come se fossero in grado di rivoluzionare la storia del Terzo Reich e di Hitler: dalla sua ascesa al suicidio.

La clamorosa bufala

inizia ad andare in stampa, il 24 aprile del 1984. Proprio allora, ad insaputa di Gilles, lo storico Roper iniziò a dubitare della validità di quei diari. Successivamente disse di aver frainteso la natura del proprio incarico. Anziché, tuttavia, avvertire Gilles, informò Charles Douglas il direttore del The Times, di Londra, il giornale della stessa famiglia del Sunday Times. Douglas, però, pensando che Roper si fosse sbagliato, non avvertì Giles.

Quella notte, Giles si trovava in ufficio assieme agli altri capi del giornale, per festeggiare lo scoop e chiamò Roper per condividere la propria gioia, ignaro, tuttavia, della batosta che lo attendeva. Ciò che ne seguì fu una telefonata al cardiopalma tra Giles e Roper. L’inserto, alla fine, vendette bene, ma la bufala stava per venire a galla in tutta la sua tragicità. Il lunedì seguente all’uscita della pubblicazione, Roper rese pubblici i propri dubbi e venne così svelata la verità: un falsario tedesco, di nome Konrad Kujau, aveva realizzato il famigerato fake.

Le ragione del falso

Gli investigatori mostrarono che l’inchiostro e la rilegatura dei diari erano di recente fattura. Ma non c’era bisogno di uno scienziato per scoprire che si trattava di un falso, visto che Hitler avrebbe avuto tempi duri per scrivere, quando venne ferito al braccio con cui scriveva. Non a caso, molti passi erano pieni di errori.

In poco tempo: Sunday Times, Newsweek e The Stern, divennero la pietra dello scandalo, tanto che qualcuno li sospettò di essere simpatizzanti dei nazisti, decisi a nascondere le atrocità di Hitler. Poco tempo dopo, il Sunday Times si scusò con i propri lettori, anche se ad alcuni questa parve una mossa ridicola. “Il serio giornalismo è un’impresa ad alto rischio”, così iniziava il bollettino di scuse. Alla fine: Trevor Roper si scusò con Giles, mentre Murdoch non si scusò con nessuno, limitandosi a licenziare Giles.

Fonte: New York Times

Foto tratta da The Indipendent.co.uk

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Mi chiamo Fabrizio Tenerelli, sono un foto-giornalista iscritto all’Albo Professionisti della Liguria. Sono redattore del Settimanale La Riviera e del relativo quotidiano online; sono anche corrispondente dell’Agenzia Ansa dalla provincia di Imperia e corrispondente de Il Giornale (di Milano). Ho diretto per sette anni un quotidiano online locale. Durante la mia ultraventennale esperienza in campo giornalistico ho avuto modo di collaborare per quotidiani nazionali, tra cui: Il Giornale di Milano, Repubblica, Il Giorno, il Messaggero, Il Mattino e via dicendo. Ho anche collaborato, a livello fotografico, con diverse testate nazionali, tra cui: Corriere della Sera, settimanale “Oggi” e via dicendo e per televisioni, tra cui Rai e Mediaset. Ho anche collaborato con radio del panorama locale (Radio 103, per la quale ho svolto per anni i notiziario, curando la redazione) e nazionale, tra cui Radio24, per la quale ho svolto alcuni collegamenti per fatti di cronaca. Nel 2014, inoltre, sono stato in Israele, come free lance in territorio di guerra, durante l’operazione “Tzuk Eitan”. Negli ultimi tempi, mi interesso anche di web marketing, web design e sviluppo di siti in Wordpress, Seo e Sem.

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