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La Dichiarazione di Balfour ovvero quella lettera che aprì la strada a uno Stato ebraico

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Dichiarazione di Balfour

Il 2 novembre 1917, il ministro degli Esteri britannico Lord Arthur James Balfour scrisse una lettera a Lord Walter Rothschild. Il contenuto di questa lettera divenne noto come Dichiarazione Balfour:

Testo inglese

His Majesty’s Government views with favor the establishment in Palestine of a national home for the Jewish people, and will use their best endeavors to facilitate the achievement of this object, it being clearly understood that nothing shall be done which may prejudice the civil and religious rights of existing non-Jewish communities in Palestine or the rights and political status enjoyed by Jews in any other country.

Testo italiano

Il governo di Sua Maestà considera con favore l’istituzione in Palestina di una casa nazionale per il popolo ebraico e farà tutto il possibile per facilitare il raggiungimento di questo obiettivo, fermo restando che non deve essere fatto nulla che possa ledere i diritti civili e religiosi delle comunità non ebree esistenti in Palestina o dei diritti e dello status politico di cui godono gli ebrei in qualsiasi altro paese.

Perché la Gran Bretagna rilasciò questa dichiarazione?

La risposta è oggetto di dibattito. Un motivo è che gli inglesi volevano così premiare il leader sionista più attivo, Chaim Weizmann, in segno di riconoscenza per aver inventato un processo di produzione di acetone, utilizzato nella fabbricazione di esplosivi e considerato fondamentale nello sforzo bellico degli Alleati, nella prima guerra mondiale.

Le tante ipotesi

Una seconda spiegazione è che gli inglesi avevano un disperato bisogno degli Stati Uniti per entrare in guerra e alcuni funzionari (britannici) avevano una visione essenzialmente antisemita, ritenendo che gli ebrei americani avessero una grande influenza sul governo e in questo modo avrebbero ottenuto il sostegno all’Inghilterra.

Tennero, infatti, conto che il sostegno alla creazione di una “casa ebraica” avrebbe reso felici quegli ebrei, che da anni si battevano per ottenere una nazione e li avrebbe incoraggiati a esercitare pressioni sul governo per unirsi alla guerra contro la Germania e i suoi alleati.

Alcuni, tra l’altro, temevano che la Germania avrebbe potuto agire per prima, uscendo con una propria dichiarazione pro-sionista. Secondo lo storico Tom Segev, Weizmann avrebbe potuto proprio sfruttare questa occasione: “Per una volta, l’immagine antisemita degli ebrei si è rivelata utile: si riteneva che fossero così dannosamente pericolosi che si sarebbe fatto del proprio meglio per acquisirli come alleati piuttosto che come nemici”.

Segev suggerisce una terza ragione a giustificazione della simpatia britannica verso il sionismo. Sostiene che, come cristiani religiosi, i leader britannici, tra cui il Primo Ministro David Lloyd George e Lord Balfour, ammiravano gli ebrei e credevano che la Terra Santa fosse la loro dimora spirituale. “Il sionismo moderno, credevano, avrebbe adempiuto una promessa divina reinsediando gli ebrei nella terra dei loro antichi padri”.

Una quarta ragione per cui la Gran Bretagna potrebbe aver abbracciato il sionismo era giustificare il suo diritto alla Palestina quando giunse il momento di dividere il bottino di guerra. Posizionandosi come promotori di una patria ebraica, avrebbero potuto motivare la superiorità della loro pretesa in Palestina sui francesi.

Il merito di Weizmann

Ze’ev Jabotinsky è stato tra quelli che diedero merito a Weizmann per il suo ruolo:

La dichiarazione è la realizzazione personale di un solo uomo: il dottor Chaim Weizmann. Quattro anni di lavoro paziente e calcolato hanno stabilito il legame tra noi e ciascuno degli statisti in questo paese. Le persone importanti dell’Inghilterra parlano apertamente del suo fascino personale come uno dei fattori più efficaci nella propaganda sionista in Inghilterra. L’approvazione del sionismo da parte della maggior parte dei Rothschild a Londra è anche dovuta alla sua influenza… Nella nostra storia, la dichiarazione rimarrà legata al nome di Weizmann.

Già nel 1914, Weizmann concluse che gli Alleati avrebbero vinto la guerra e sperava che la Palestina fosse rientrata nella sfera di influenza inglese, perché i britannici avevano maggiori probabilità di sostenere i sionisti e gli insediamenti ebraici lì. Weizmann incontrò il Primo Ministro Lloyd George ed Herbert Samuel e disse al direttore del Guardian Manchester che Samuel aveva parlato di un piano per stabilire una comunità ebraica in Palestina sotto il protettorato britannico.

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Mi chiamo Fabrizio Tenerelli, sono un foto-giornalista iscritto all’Albo Professionisti della Liguria. Sono redattore del Settimanale La Riviera e del relativo quotidiano online; sono anche corrispondente dell’Agenzia Ansa dalla provincia di Imperia e corrispondente de Il Giornale (di Milano). Ho diretto per sette anni un quotidiano online locale. Durante la mia ultraventennale esperienza in campo giornalistico ho avuto modo di collaborare per quotidiani nazionali, tra cui: Il Giornale di Milano, Repubblica, Il Giorno, il Messaggero, Il Mattino e via dicendo. Ho anche collaborato, a livello fotografico, con diverse testate nazionali, tra cui: Corriere della Sera, settimanale “Oggi” e via dicendo e per televisioni, tra cui Rai e Mediaset. Ho anche collaborato con radio del panorama locale (Radio 103, per la quale ho svolto per anni i notiziario, curando la redazione) e nazionale, tra cui Radio24, per la quale ho svolto alcuni collegamenti per fatti di cronaca. Nel 2014, inoltre, sono stato in Israele, come free lance in territorio di guerra, durante l’operazione “Tzuk Eitan”. Negli ultimi tempi, mi interesso anche di web marketing, web design e sviluppo di siti in Wordpress, Seo e Sem.

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