David Ben Gurion cercò di rinviare l’Indipendenza di Israele: la rivelazione nell’ultima...

David Ben Gurion cercò di rinviare l’Indipendenza di Israele: la rivelazione nell’ultima biografia

243
0
SHARE
David Ben Gurion

L’Indipendenza di Israele

Alla vigilia della fondazione dello Stato di Israele, il 14 maggio del 1948, David Ben Gurion, che lavorò senza sosta verso il raggiungimento di questo obiettivo, improvvisamente cercò di posticipare l’Indipendenza.

Potrebbe sembrare assurdo, invece è quanto riportato da “A state at any cost. The life of David Ben-Gurion“, la nuovo biografia su David Ben Gurion, fondatore di Israele e primo premier del neo nato Paese. Un’opera di 816 pagine – per ora solo in lingua inglese – realizzata da Tom Segev per la Farrar, Straus & Giroux.

Il servizio è tratto da un’accurata recensione – a firma di Francine Klagsburn – pubblicata sull’edizione di sabato-domenica (28-20 settembre) de The New Times International Edition.

Perché – vi chiederete – questa drastica scelta, in controtendenza con i suoi obiettivi. Semplice, Ben Gurion sapeva che i vicini Paesi arabi erano pronti a invadere il neo nato Stato di Israele e temeva anche che il proprio esercito, ancora clandestino, non fosse preparato a combattere.

Così, durante un incontro notturno con il Lord Cancelliere William Jowitt, Ben Gurion propose ai britannici di restare in Palestina per altri 5-10 anni, in modo che potesse, nel frattempo, crescere il numero di ebrei immigrati. La proposta non ebbe seguito e il 29 novembre del 1947, le Nazioni Unite votarono una risoluzione per dividere la Palestina in due Stati: uno arabo e l’altro ebreo. Sei mesi dopo scoppiò la Guerra di Indipendenza.

L’incontro dell'”undicesima ora”

(ovvero dell’ultimo momento) di Ben-Gurion è uno dei fatti poco noti rivelati dallo storico israeliano Tom Segev nella sua biografia accuratamente studiata, avvincente e, per certi aspetti, controversa, dal titolo (tradotto): “Uno stato ad ogni costo”.

Segev ha scritto diversi libri su Israele e si unisce ad altri noti esperti che hanno estratto fonti archivistiche, recentemente rilasciate, per riesaminare la vita e l’eredità del primo capo di stato israeliano. Come i padri fondatori d’America, David Ben-Gurion era l’incarnazione dei complicati inizi della propria Nazione. Nato David Yosef Gruen nella cittadina polacca di Plonsk nel 1886, Ben-Gurion disse di aver saputo all’età di 3 anni che la sua casa sarebbe stata nella terra di Israele.

Per quanto iperbolico possa sembrare, la sua affermazione aiuta a spiegare la sua missione permanente di stabilire uno stato ebraico in Palestina. Riflette anche l’atmosfera nella sua casa, dove il padre di Ben-Gurion è stato uno dei primi attivisti sionisti della città. Da giovane si sentiva senza direzione: si trasferì a Varsavia, dove venne respinto da un college a indirizzo tecnologico e, alla fine, fu così scoraggiato che scrisse a un amico: “Non riesco più a trovare alcun interesse a vivere”.

Ben-Gurion si trasferì in Palestina

nel 1906, all’età di 20 anni. In seguito avrebbe ricordato con orgoglio questo periodo, malgrado si fosse abbastanza rapidamente reso conto di non essere tagliato per il lavoro, che stava svolgendo in una fattoria. La politica divenne presto la sua passione e la strada per realizzare le proprie aspirazioni sioniste.

Per prepararsi, Ben-Gurion si recò in Turchia per studiare legge insieme al suo amico Yitzhak Ben-Zvi, che in seguito divenne il secondo presidente di Israele. Dopo che i loro studi furono interrotti dalla prima guerra mondiale, Ben-Gurion e Ben-Zvi, alla fine, si trasferirono a New York City, dove Ben-Gurion incontrò e sposò Pauline (Paula) Moonweis. La loro unione non fu priva di problemi: Ben Gurion, infatti, era molto impegnato negli affari ed era un padre distante dai tre figli. I due, tuttavia, rimasero insieme per cinquant’anni anni.

Verso la fine degli anni ’30, Ben-Gurion e il suo partito laburista socialista salirono al potere non solo in Palestina, ma anche a ridosso del movimento sionista mondiale. Il loro obiettivo era quello di stabilire uno stato con una maggioranza ebraica nella terra biblica di Israele, ma nel 1937, quando la British Peel Commission raccomandò di dividere la Palestina in due Stati: uno ebraico e l’altro arabo, Ben-Gurion rispose con “ardente entusiasmo”, nonostante la piccola area assegnata agli ebrei.

L’importanza di uno Stato

Come disse ai colleghi, il fatto di avere uno Stato era più importante dei suoi confini. Inoltre, “i confini non sono per sempre”. Il piano Peel fallì, ma 10 anni dopo Ben-Gurion accettò la risoluzione della divisione delle Nazioni Unite. Sebbene abbia fatto tentativi di pace con gli arabi palestinesi, Ben-Gurion temeva che non si sarebbe mai raggiunta la pace.

Molto prima che nascesse lo Stato di Israele, incontrò un rispettato giurista musulmano, Musa al-Alami, a cui assicurò che i sionisti erano venuti per garantire uno sviluppo alla Palestina e a tutti i suoi abitanti. Alami disse che preferiva lasciare la terra povera e desolata per un altro secolo, finquando gli arabi non fossero stati in grado di svilupparla da soli. Ben-Gurion ripetè questa storia più volte, come prova dell’inutilità di cercare un accordo.

“Al massimo – scrive Segev – Ben-Gurion credeva che il conflitto ‘potesse essere gestito”‘, non risolto. Spesso brusco nei modi, esternamente sicuro di sé e con una volontà ferrea, Ben-Gurion riversò le proprie emozioni più intime nei suoi diari e nelle sue lettere. “Sono un uomo solo e solitario”, scrisse a Paula.

“Ci sono momenti in cui il mio cuore è bollente e lacerato, e domande amare e difficili mi affliggono”. Lui era periodicamente malato e costretto a letto, spesso impossibilitato a dormire. Come suggerisce il titolo di Segev, il prezzo per la creazione dello Stato fu salato, costando la vita e la casa di migliaia di persone.

Dove “A State at Any Cost” non è all’altezza, è quando l’autore inietta la propria ideologia negli eventi della vita di Ben-Gurion. Segev è stato associato a storici revisionisti, noti in passato come “nuovi storici”, che sfidano le narrazioni fondanti di Israele, a volte con un sostegno reale, altre (spesso) con posizioni controverse, contestate da altri esperti.

Nel 1963, David Ben-Gurion si ritirò come primo ministro. Trascorse gran parte del decennio successivo a Sde Boker, un insediamento nel deserto del Negev. Lì, nello studio della sua casa, con due camere da letto, circondata da un migliaio di libri, ha dedicato gran parte del resto della propria vita a scrivere le sue memorie. Attraverso il dramma della sua vita, e nonostante i suoi fallimenti – sia personali che politici – Ben-Gurion emerge nel libro di Segev come un uomo dotato di vista lunga e integrità morale. Queste sono qualità che gli israeliani, come il resto di noi, vorrebbero vedere nei leader di oggi.

SHARE
Previous articleArchaeological excavations have uncovered a vast 5,000-year-old city
Next articleLa Parashah della Settimana: Haazinu, הַאֲזִינוּ Porgete orecchio. A cura di rav Shlomo Bekhor
Mi chiamo Fabrizio Tenerelli, sono un foto-giornalista iscritto all’Albo Professionisti della Liguria. Sono redattore del Settimanale La Riviera e del relativo quotidiano online; sono anche corrispondente dell’Agenzia Ansa dalla provincia di Imperia e corrispondente de Il Giornale (di Milano). Ho diretto per sette anni un quotidiano online locale. Durante la mia ultraventennale esperienza in campo giornalistico ho avuto modo di collaborare per quotidiani nazionali, tra cui: Il Giornale di Milano, Repubblica, Il Giorno, il Messaggero, Il Mattino e via dicendo. Ho anche collaborato, a livello fotografico, con diverse testate nazionali, tra cui: Corriere della Sera, settimanale “Oggi” e via dicendo e per televisioni, tra cui Rai e Mediaset. Ho anche collaborato con radio del panorama locale (Radio 103, per la quale ho svolto per anni i notiziario, curando la redazione) e nazionale, tra cui Radio24, per la quale ho svolto alcuni collegamenti per fatti di cronaca. Nel 2014, inoltre, sono stato in Israele, come free lance in territorio di guerra, durante l’operazione “Tzuk Eitan”. Negli ultimi tempi, mi interesso anche di web marketing, web design e sviluppo di siti in Wordpress, Seo e Sem.

NO COMMENTS

LEAVE A REPLY