La Parashah della settimana: Vayelekh, וַיֵּלֶךְ E andò. A cura di rav...

La Parashah della settimana: Vayelekh, וַיֵּלֶךְ E andò. A cura di rav Shlomo Bekhor

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Parashah della Settimana

Shabbat Shalom carissimi amici e lettori di Vivi Israele. Eccoci al consueto appuntamento con la Parashah della Settimana, a cura di rav Shlomo Bekhor. Ricordo a tutti voi, che al seguente LINK potrete scaricare la porzione settimanale di Torah, grazie a Torah.it. Buona lettura e che sia per voi sunto di riflessione.

Parashah di Vayelekh – Shabbat Shuva
Accensioni lumi per Milano: venerdì ore 18.40
Shabbat finisce alle 19.44

Ci troviamo alla vigilia di Shabbat Shuva o Shabbat Teshuvà che è il Shabbat tra Rosh Hashanà e Yom Kippur. Shabbat vuole dire gioia e allegria e teshuvà vuole dire pentimento e pianto per gli errori passati per cui come possono le due cose conciliare?

Il pensiero della Khassidut insegna che in ogni cosa bisogna trovare il lato felice e allegro. Che bisogna sempre vedere il positivo che c’è in ogni cosa per cui anche nella settimana del pentimento quando arriviamo al giorno allegro dello Shabbat possiamo e dobbiamo trovare il lato positivo e allegro della Teshuvà.

In primis dobbiamo essere felici perché stiamo ritornando al Padre Eterno e alle nostre origini ed è la cosa più bella riconciliare con il proprio Padre.
Poi come tutte le mizvòt bisogna farle con allegria, anche questa va fatta con allegria, come abbiamo letto nella parashà di Ki Tavò che tutti i problemi arrivano principalmente perché abbiamo servito Hashem senza felicità.

Durante il periodo del comunismo

un khassid ha fatto aliyà in Israele dalla Russia e finalmente ha potuto portare i suoi tefillin da un sofer per farli controllare. Questo sofer come li apre si rende conto che non erano kasher e forse non lo sono mai stati, ma non sa come comunicare questo spiacevole messaggio al khassid. Quando il nuovo arrivato capisce che i suoi tefillin non sono kasher inizia a ballare di gioia come se avesse vinto la lotteria.

Il sofer molto stupito non capisce la grande gioia e gli chiede: come mai sei così felice? Il khassid risponde: perché adesso sono sicuro che da domani metterò tefillin kasher. Anche la peggiore notizia che fino ad ora metteva tefillin non kasher può essere e deve essere ribaltata in positivo e in gioia.Questo è il modo di servire Hashem Shabbat Shuvà!

Ti riporto i link delle lezioni on line su virtualyeshiva.it della parashà di questa settimana.

Shabbat Shalom e Gmar Khatima Tovà

Rav Shlomo Bekhor  Virtual Yeshiva
se il talmid non va dal rabbi, il rabbi va dal talmid!
 500 Shiurim online divisi per argomenti.
Non perdere l’appuntamento con la parashah mistica e psicologia nella Torah
Per informazioni: www.virtualyeshiva.it

Vayelekh: Al seguente link troverai la lezione della Parashà di questa settimana in formato mp3:
http://www.virtualyeshiva.it/2015/09/16/vayelekyom-kippur-5768-come-raggiungere-una-trasformazione/

Al seguente link potrai scaricare la lezione della Parashà di questa settimana sul tuo mobile: 

http://www.virtualyeshiva.it/files/08_10_02_kippur_trasformazione_rabbielazarbendurdia.mp3

Per sentire le altre lezioni sulla parashà di Vayelekh cliccare sul seguente link: http://www.virtualyeshiva.it/category/parashot/devarim/vayelekh/Per sentire le lezioni su Kippur cliccare sul seguente link :http://www.virtualyeshiva.it/category/festivita/yom-kippur/

Illuminare il buio

C’era un chassid che, ogni volta che gli si avvicinava con la richiesta di una donazione per beneficenza, si metteva la mano in tasca e tirava fuori alcune monete. Poi, con un borbottio frettoloso, “solo un minuto…”, si sarebbe di nuovo scavato in tasca e avrebbe tirato fuori altre monete. Qualcuno che notò la sua abitudine una volta gli chiese: “Perché dai sempre due rate? Non potresti prendere l’intera somma che vuoi dare in una sola volta?”
“Ogni atto di carità è una vittoria sulla nostra natura egoista”, rispose il chassid. “Non riesco proprio a resistere all’opportunità di segnare due vittorie al prezzo di una…”. 

A proposito di sottomettere

il proprio istinto: una volta il desiderio più grande era quello dell’idolatria, questo spiega come mai grandi personaggi sono caduti in questo peccato. Al tempo del sinedrio che ha costruito il secondo Santuario, “anshe knesset haghedolà”, per aiutare le persone a non commettere il gravissimo peccato dell’idolatria è stato sostituito questo desiderio fortissimo con il piacere per i soldi, ovvero il “Dio Denaro”.

Da quel momento gli uomini riuscivano a domare l’idolatria, ma al suo posto è subentrato l’attaccamento infinito ai soldi. Rabbi Shenur Zalman, fondatore della chasidut chabad, ha detto che forse sarebbe stato meglio che il mondo fosse rimasto come era prima, visto che oggigiorno la missione più importante è fare la tzedakà – l’aiuto per il prossimo, come spiegato in Tanya per lungo e per largo. Il nostro compito nella vita è quello di illuminare il mondo attraverso atti di gentilezza. Tuttavia, a volte occorre saper lottare contro i propri desideri per fare ciò e allora come si può realizzare la nostra missione nonostante le tentazioni terrene? 

Questo Shabbàt

è noto come “Shabbàt Teshuvà”, il “Sabato del Ritorno”, che intercorre tra le feste di Rosh Hashanà e Yom Kippùr e dove si legge l’esortazione profetica (Oshea 14, 2): “Ritorna, o Israele, ad Hashèm, il tuo D*o …”.

Il periodo da Rosh Hashanà a Yom Kippùr

(i Dieci giorni di penitenza) è particolarmente favorevole al “ritorno ad Hashèm”, attraverso il pentimento da qualsiasi trasgressione che possiamo avere compiuto. Periodo dove è opportuno riflettere sul rapporto tra noi e la nostra anima, tra noi e il nostro Padre in Cielo, la nostra missione nella vita, e come sfruttare al meglio l’opportunità concessaci in questi giorni particolarmente favorevoli per rimediare ai torti del passato e ricominciare da capo con una nuova carica. 

Inoltre, il versetto sopra citato recita: “Ritorna, o Israèl, ad Hashèm, tuo D*o, perché sei inciampato nella tua iniquità”. L’iniquità – la trasgressione della volontà di D*o – è come un ostacolo che impedisce a un individuo di progredire sul sentiero che rafforzerà la sua relazione con Hashèm. Per capire che cos’è questa relazione e in che modo le trasgressioni la ostacolano, occorre soffermarci sullo “scopo dell’esistenza…”. 

Hashèm

ovviamente è onnipresente e onnipotente e se non lo avesse creato, diversamente l’universo e tutte le entità sarebbero semplicemente sopraffatte da Lui e smetterebbero di esistere a pieno titolo. È impossibile, infatti visualizzare una luce brillante, più accecante di un milione di stelle, che riempie tutto lo spazio con la sua intensità; a meno che non ci sia un modo per nascondere quella brillantezza, poiché altrimenti nient’altro nell’universo sarebbe distinguibile e definibile.

Pertanto, per il nostro bene, Hashèm si nasconde alla nostra percezione in questo mondo, così tanto che una persona potrebbe addirittura nemmeno rendersi conto dell’esistenza di D*o. Infatti, se Hashèm dovesse rivelarsi in tutta la Sua gloria, l’intera creazione sarebbe semplicemente assorbita nella sua onnipresenza e cesserebbe di esistere come la conosciamo. 

Ora, in realtà, la necessità di nascondere questa “luce accecante” fa parte del “piano generale” di Hashèm: proprio come una luce brilla di più quando illumina un luogo buio, D*o deliberatamente cela la sua “luce”, ma, al contempo, ci dà anche un modo per rivelare questa luce anche nell’oscurità del mondo fisico. Ciò si realizza attraverso la Torà e l’osservanza dei suoi precetti in questo buio mondo fisico.

Questo è paragonabile a un interruttore che stabilisce una connessione tra una persona e Dio, facendo sì che parte della “luce” di Hashèm possa brillare sia su una persona in particolare, sia sul mondo in generale.Questa grande rivelazione della bontà divina tramite le nostre azioni positive, anche laddove è stata precedentemente nascosta, è una delle manifestazioni più belle della sovranità di Hashèm sull’universo.

Anzi, è una delle ragioni principali per cui Hashèm ha creato l’universo: illuminare il buio. Pertanto, questa è la nostra sfida nella vita: essere i “luminari” spirituali di questo mondo oscuro. Tuttavia è una sfida che possiamo vincere, poiché ognuno ha in sé un potenziale amore inestinguibile per Hashèm profondamente radicato nella sua anima. Risvegliando questo amore possiamo avere la forza per sublimare i nostri desideri meschini e mondani, e addirittura trasformarli completamente in desideri per Hashèm.

Questo amore ardente per il Creatore, dovrebbe motivare ogni aspetto della vita di una persona e può essere messo in luce e coltivato dalla profonda riflessione sulla presenza illimitata di D*o, come è scritto (Deuteronomio 4:39): “E saprai questo giorno e lo porrai nel tuo cuore, che il Signore è Dio nei cieli in alto e sulla terra in basso; non c’è nessun altro”. Uno dei principi fondamentali dell’ebraismo è che D*o è Uno nell’unità più perfetta e assoluta.

Il realizzare correttamente che Hashèm pervade l’universo, ed è l’unica vera fonte di esistenza, può stimolare ogni persona all’amore sincero di Lui, e ci consente di superare qualsiasi ostacolo per portare la “luce” di Hashèm nel mondo al fine di rivelare, presto nei nostri giorni, l’era messianica dove la sovranità di Dio sarà manifesta a tutti apertamente. In memoria di mio padre Yaakov ben

Shlomo veRachel

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Mi chiamo Fabrizio Tenerelli, sono un foto-giornalista iscritto all’Albo Professionisti della Liguria. Sono redattore del Settimanale La Riviera e del relativo quotidiano online; sono anche corrispondente dell’Agenzia Ansa dalla provincia di Imperia e corrispondente de Il Giornale (di Milano). Ho diretto per sette anni un quotidiano online locale. Durante la mia ultraventennale esperienza in campo giornalistico ho avuto modo di collaborare per quotidiani nazionali, tra cui: Il Giornale di Milano, Repubblica, Il Giorno, il Messaggero, Il Mattino e via dicendo. Ho anche collaborato, a livello fotografico, con diverse testate nazionali, tra cui: Corriere della Sera, settimanale “Oggi” e via dicendo e per televisioni, tra cui Rai e Mediaset. Ho anche collaborato con radio del panorama locale (Radio 103, per la quale ho svolto per anni i notiziario, curando la redazione) e nazionale, tra cui Radio24, per la quale ho svolto alcuni collegamenti per fatti di cronaca. Nel 2014, inoltre, sono stato in Israele, come free lance in territorio di guerra, durante l’operazione “Tzuk Eitan”. Negli ultimi tempi, mi interesso anche di web marketing, web design e sviluppo di siti in Wordpress, Seo e Sem.

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