Yom Kippur: tutto ciò che bisogna sapere sul giorno più sacro dell’ebraismo

Yom Kippur: tutto ciò che bisogna sapere sul giorno più sacro dell’ebraismo

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Foto tratta da. http://zimmer-afik.co.il/

Yom Kippur

Yom Kippur (in ebraico: יום כפור) è una delle festività più importanti dell’anno ebraico ed è considerato a tutti gli effetti il giorno più sacro e solenne. Molti ebrei, infatti, che non usano osservare altre consuetudini, in questo giorno si asterranno dal lavoro, digiuneranno, partecipando ai servizi della sinagoga. Yom Kippur ricorre il decimo giorno di Tishrei (o Tishri) che è il primo mese dell’anno ebraico, che inizia con Rosh HaShanah. Nella Torah viene chiamato Yom haKippurim (Ebraico: יום הכיפורים, “Giorno degli espiatori”) ed è uno dei cosiddetti Yamim Noraim che letteralmente significa “Giorni terribili”, ma che più propriamente si definiscono come “Giorni di timore reverenziale”

Origine biblica

Il rito dello Yom Kippur viene menzionato quattro volte nella Torah, in:

Bereshit (Esodo) 30:10

30:10 Una volta all’anno Aaronne farà l’espiazione sui corni di esso; con il sangue del sacrificio di espiazione per il peccato vi farà sopra l’espiazione una volta all’anno, di generazione in generazione. Sarà cosa santissima, sacra al Signore.

Vayikrà (Levitico) 23:27 e 25:9

23:27 Il decimo giorno di questo settimo mese sarà il giorno dell’espiazione; terrete una santa convocazione, vi mortificherete e offrirete sacrifici consumati dal fuoco in onore del Signore

25:9 Poi, il decimo giorno del settimo mese farai squillare la tromba; il giorno delle espiazioni farete squillare la tromba per tutto il paese.

Bamidbar (Numeri) 29:7

29:7 Il decimo giorno di questo settimo mese avrete una santa convocazione e umilierete le anime vostre; non farete lavoro di sorta (…)

Il nome “Yom Kippur” significa “Giorno dell’Espiazione“, ed è un giorno dedicato all’afflizione dell’anima”, per espiare i peccati dell’anno appena trascorso.

Tre sono i libri aperti davanti a D*o, nel giorno di Rosh Hashanà: uno per i giusti (Tzaddìkim) completi, uno per i malvagi (Reshaìm) completi e uno per quelli che stanno a metà strada, che non sono, cioè, né totalmente giusti, né totalmente malvagi (Benonìm). I giusti vengono iscritti immediatamente nel libro della vita, mentre i malvagi vengono iscritti immediatamente nel libro della morte. Per coloro, invece, che sono Benonim: D*o attende a dare il giudizio fino al giorno di Yom Kippùr e se avranno fatto teshuvà (penitenza) nei giorni che vanno da Rosh Hashanà a Yom Kippùr, allora verranno iscritti nel libro della vita; altrimenti verranno iscritti nel libro della morte.

Durante i giorni

del timore reverenziale, un ebreo cerca di modificare il proprio comportamento e, soprattutto, cerca perdono per gli errori commessi contro D*o e contro altri esseri umani. Per espiare i peccati contro un’altra persona, tuttavia, bisogna prima cercare la riconciliazione con quella persona, se possibile, correggendo gli errori commessi nei suoi confronti. Prima del giorno di Yom Kippur bisogna, dunque, chiedere il perdono alla persona “offesa”. Quest’ultima, però, dovrà concederlo.

Yom Kippur è un giorno paragonabile a Shabbat, in cui nessun lavoro può essere eseguito. Durante la festività, inoltre, gli ebrei digiunano per circa ventiquattro ore, da tramonto a tramonto. Oltre alle restrizioni di cibo, il Talmud specifica anche restrizioni aggiuntive meno conosciute: lavarsi e fare il bagno, ungere il proprio corpo (con cosmetici, deodoranti e via dicendo); indossare scarpe di cuoio (gli ebrei ortodossi indossano abitualmente scarpe da ginnastica di tela sotto i loro vestiti) e intrattenere rapporti sessuali.

Come sempre, una qualsiasi di queste restrizioni può essere revocata di fronte a una minaccia alla vita o alla salute di una persona. In effetti, i bambini di età inferiore ai nove anni e le donne durante il parto (dal momento in cui inizia il travaglio fino a tre giorni dopo la nascita) non sono autorizzati a digiunare, anche se lo desiderano. I bambini più grandi e le donne dal terzo al settimo giorno dopo il parto possono digiunare, ma possono interrompere il digiuno, se ne sentono il bisogno. Le persone con altre malattie dovrebbero consultare un medico e un rabbino per un consiglio.

Gran parte della festività

si trascorre in sinagoga, in preghiera. Nelle sinagoghe ortodosse, i servizi iniziano al mattino presto (8 o 9 del mattino) e continuano fino alle 15 circa. Più persone religiose di solito vanno a casa per un riposino e ritornano verso le 17 o le 18 per i servizi pomeridiani e serali. I servizi finiscono al calar della notte, con il suono dello shofar del tipo tekiah gedolah (un suono molto lungo, a seconda della capacità di chi soffia. Di regola, il tekiah gedolah è tre volte più lungo del Tekiah).

È consuetudine indossare abiti di colore bianco durante la festività, in quanto simboleggia la purezza e ricorda la promessa che i nostri peccati saranno resi bianchi come la neve

Isaia 1:18

“Poi venite, e discutiamo», dice il Signore, anche se i vostri peccati fossero come scarlatto, diventeranno bianchi come la neve; anche se fossero rossi come porpora, diventeranno come la lana”

La foto di copertina è tratta dal seguente link

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Mi chiamo Fabrizio Tenerelli, sono un foto-giornalista iscritto all’Albo Professionisti della Liguria. Sono redattore del Settimanale La Riviera e del relativo quotidiano online; sono anche corrispondente dell’Agenzia Ansa dalla provincia di Imperia e corrispondente de Il Giornale (di Milano). Ho diretto per sette anni un quotidiano online locale. Durante la mia ultraventennale esperienza in campo giornalistico ho avuto modo di collaborare per quotidiani nazionali, tra cui: Il Giornale di Milano, Repubblica, Il Giorno, il Messaggero, Il Mattino e via dicendo. Ho anche collaborato, a livello fotografico, con diverse testate nazionali, tra cui: Corriere della Sera, settimanale “Oggi” e via dicendo e per televisioni, tra cui Rai e Mediaset. Ho anche collaborato con radio del panorama locale (Radio 103, per la quale ho svolto per anni i notiziario, curando la redazione) e nazionale, tra cui Radio24, per la quale ho svolto alcuni collegamenti per fatti di cronaca. Nel 2014, inoltre, sono stato in Israele, come free lance in territorio di guerra, durante l’operazione “Tzuk Eitan”. Negli ultimi tempi, mi interesso anche di web marketing, web design e sviluppo di siti in Wordpress, Seo e Sem.

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