La Parashah della Settimana: Ki Tavo, כִּי-תָבוֹא “Quando sarai entrato”. A cura...

La Parashah della Settimana: Ki Tavo, כִּי-תָבוֹא “Quando sarai entrato”. A cura rav Bekhor

176
0
SHARE

La Parashah della Settimana

Shabbat Shalom carissimi amici e lettori di Vivi Israele. Eccoci al consueto appuntamento con la Parashah della Settimana – Ki Tavo כִּי-תָבוֹא “Quando sarai entrato” – a cura di rav Shlomo Bekhor, che ringraziamo. Ricordo a tutti voi, che è possibile scaricare QUI la settimanale porzione di Torah, a cura di Torah.it.

21 Elul 5779 – 21 Settembre 2019
Parasha di KI Tavo accensioni lumi per Milano: venerdì ore 19.09 o secondo il proprio tempio); Shabbat finisce alle 20.12 del giorno seguente.
Mamash Edizioni Ebraiche  |  Virtual Yeshiva

La Torà ci insegna che ogni primizia del raccolto che Hashèm ci ha donato dobbiamo portarla al Santuario di Yerushalàyim così da manifestare gratitudine per il bene che abbiamo ricevuto. Quale insegnamento di vita impariamo dal precetto delle primizie della parashà di questa settimana?

 Alcuni significati profondi dalle primizie:

  1. È l’attributo della generosità e altruismo. Questo messaggio è intrinseco in tutti i doni che Hashèm ci ordina di dare ai sacerdoti, ai levì e ai poveri per insegnare agli uomini che non bisogna prendersi cura solo di sé stessi, ma che occorre sempre ricordare che ci sono anche poveri e bisognosi, poiché in realtà tutto ciò che possediamo appartiene a D*o. Lui, infatti ci ha dato i “nostri beni” solo in custodia, affinché possiamo distribuirli ai meno abbienti: ognuno che ha più del minimo del suo fabbisogno base è solo un “cassiere” di Hashèm.
  2. Si impara a controllare il proprio istinto animalesco. Quando una persona scende nel suo campo e vede un fico succoso lo vorrebbe mangiare, dopo aver aspettato tanto a lungo per vedere i frutti maturi nel suo campo, poiché all’uomo piace il frutto del suo campo più di tutti i frutti del mondo. Ma qui, ci ricorda la Torà, che non si può godere di questo dolce frutto al palato, ma lo si lega con la gomma e si fa un segno per portarlo al Tempio di Yerushalàyim e mangiarlo li, affinché ci si possa abituare a controllare i propri istinti.
  3. Sviluppare l’attributo dell’umiltà: il grande imprenditore terriero doveva sollevare le primizie sulla sua spalla e portarle al Monte del Tempio. E perfino il re doveva seguire questa prassi, per dimostrare che non si vanta del suo successo, ma riconosce che tutto il mondo apparitene solo ad Hashèm.
  4. Quando si portano le primizie bisogna gioire tanto per uscire d ‘obbligo. Ovvero quando si aiuta il prossimo e quando si è grati per il bene ricevuto da Hashèm occorre saper ringraziare con un sorriso, altrimenti non è un vero “Grazie”.
  5. Controllare il proprio ego. Quando si portano le primizie – bikurìm la Torà ci prescrive di leggere dei brani che raccontano gli eventi dolorosi della storia di Israèl. Questo come ricordo che anche nel momento del benessere non bisogna dimenticare i problemi passati che ci hanno permesso di arrivare a gioire adesso. Questo è un ottimo insegnamento in quanto evita di riempirsi di ego per via del successo del nuovo raccolta e della prosperità appena ricevuta. Quindi, così impariamo a rimanere umili e mantenere un ottimo equilibrio sociale e famigliare.
  6. Si dimostra che tutto proviene da Hashèm che solo lui è il vero padrone del mondo e che la frutta non è il frutto della nostra fatica (scusate il gioco di parole)…

Da un estratto dell’Iggheret HaKodesh

Inizio dell’Epistola 16, su cosa si intende per aiutare il prossimo. Il Talmùd parla di un ruscello che ha origine in una città e scorre attraverso un’altra città. Se non fornisce abbastanza acqua potabile per entrambe le città, i diritti idrici appartengono agli abitanti della prima città. Lo stesso vale per l’acqua di cui entrambe le città hanno bisogno per il loro bestiame o per lavare i loro vestiti.

Se, tuttavia, la seconda città ha bisogno di acqua potabile per i suoi cittadini, mentre la prima città ha bisogno solo dell’acqua per lavare i panni, prevalgono le esigenze della seconda città. Vediamo quindi che se i rispettivi bisogni, tra noi e il prossimo, non sono esattamente uguali, allora non si può pensare che le nostre esigenze o quelle della nostra famiglia hanno la precedenza.

Questo anche in una situazione in cui i nostri bisogni sono del tutto reali e tutt’altro che frivoli. Tuttavia di fronte ai genitori che invocano il pane per i loro piccoli e la legna e gli abiti per proteggersi dal freddo, ciò ha sicuramente la precedenza sui bisogni validi, ma non essenziali della propria famiglia.

Allo stesso modo la seconda città ha la precedenza sull’acqua della città dove nasce il ruscello, perché ne fa un uso più importante, ossia per soddisfare dei bisogni basilari e essenziali per la vita degli abitanti. 

In memoria di Yaakov ben Shlomo e Rachel

Shabbat Shalom, rav Shlomo Bekhor

Ti riporto i link delle lezioni on line su virtualyeshiva.it della parashà di questa settimana.

Virtual Yeshiva
se il talmid non va dal rabbi, il rabbi va dal talmid!
 500 Shiurim online divisi per argomenti.
Non perdere l’appuntamento con la parash: mistica e psicologia nella Tora
Per informazioni: www.virtualyeshiva.it
Al seguente link troverai la lezione di KI TAVO: http://www.virtualyeshiva.it/2010/08/27/ki-tavo-5770-aspetti-sconosciuti-della-vita-di-moshe/

Al seguente link potrai scaricare la lezione di KI TAVO sul tuo mobile: 

http://www.virtualyeshiva.it/files/10_08_26_kitavo5770_outreach_3ribelli_miriam_batia_reuven.mp3

Tre diverse ribellioni contro i genitori a confronto: Miriam, Batia e Reuven

Al seguente link troverai la lezione di KI TAVO in formato mp3:
http://www.virtualyeshiva.it/2008/09/18/ki-tavo-5768-bikurim-prima-regola-gratitudine/Al seguente link potrai scaricare la lezione di KI TAVO sul tuo mobile: 
http://www.virtualyeshiva.it/files/08_09_18_kitavo5768_primizie_percheprimamizva_storia18elul.mp3

Per ascoltare le altre lezioni su Ki Tavo cliccare al seguente link:
http://www.virtualyeshiva.it/2019/09/19/ki-tavo-5772-6-lezioni/

SHARE
Previous articleThe Spy: la vita della più grande spia del Mossad, Eli Cohen in una miniserie su Netflix. Trailer
Next articleL’usanza delle donne ebree di coprire i capelli è Dat Yehudit o Dat Moshe? Deriva dai rabbini o dalla Torah?
Mi chiamo Fabrizio Tenerelli, sono un foto-giornalista iscritto all’Albo Professionisti della Liguria. Sono redattore del Settimanale La Riviera e del relativo quotidiano online; sono anche corrispondente dell’Agenzia Ansa dalla provincia di Imperia e corrispondente de Il Giornale (di Milano). Ho diretto per sette anni un quotidiano online locale. Durante la mia ultraventennale esperienza in campo giornalistico ho avuto modo di collaborare per quotidiani nazionali, tra cui: Il Giornale di Milano, Repubblica, Il Giorno, il Messaggero, Il Mattino e via dicendo. Ho anche collaborato, a livello fotografico, con diverse testate nazionali, tra cui: Corriere della Sera, settimanale “Oggi” e via dicendo e per televisioni, tra cui Rai e Mediaset. Ho anche collaborato con radio del panorama locale (Radio 103, per la quale ho svolto per anni i notiziario, curando la redazione) e nazionale, tra cui Radio24, per la quale ho svolto alcuni collegamenti per fatti di cronaca. Nel 2014, inoltre, sono stato in Israele, come free lance in territorio di guerra, durante l’operazione “Tzuk Eitan”. Negli ultimi tempi, mi interesso anche di web marketing, web design e sviluppo di siti in Wordpress, Seo e Sem.

NO COMMENTS

LEAVE A REPLY