La parashah della settimana: Va’etkhanan, וָאֶתְחַנַּן Io supplicai. A cura di rav Shlomo...

La parashah della settimana: Va’etkhanan, וָאֶתְחַנַּן Io supplicai. A cura di rav Shlomo Bekhor

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Parashah della Settimana

Shabbat Shalom carissimi amici e lettori di Vivi Israele. Eccoci al consueto appuntamento con la Parashah della Settimana – Va’etkhanan, וָאֶתְחַנַּן Io supplicai – a cura di rav Shlomo Bekhor, che ringraziamo, così come ringraziamo Torah.it per offrirci la possibilità di scaricare QUI la porzione settimanale di Torah

Parasha di Va’etkhanan – Shabbat Nakhamu
16 Menakhem Av 5779 – 16 Agosto 2019
Accensioni lumi per Milano: venerdì alle 19.45 (o secondo il proprio tempio)
Shabbat finisce alle 21.35. In memoria di Yaakov ben Rachel e Shlomo Mamash Edizioni Ebraiche  |  Virtual Yeshiva

Quando mi alzo al mattino la visione del sole pieno di luce ed energia mi rammenta la luce che ricevo dalla personalità di mio padre sempre solare e positivo e carico di energia come il sole che sorge.

Purtroppo è arrivato il momento in cui il mio “sole” è tramontato. Ma anche se non riesco più a godere della luce del sole, poiché ora è oltre il mio orizzonte, tuttavia so che è ancora lì, perché è solo tramontato e domani ritornerà a illuminare il mondo come ha sempre fatto.

Come l’oscurità della notta brilla grazie alla luce della luna che riflette quella del sole, io ho avuto la grazia di ricevere grandi insegnamenti da mio padre, la cui luce continua a brillare anche nella mia “notte” tramite me.

D’altronde questo è anche il significato di questo esilio che è paragonato alla notte, che la luce del Santuario (sole) deve continuare a brillare dentro di noi e di conseguenza nel mondo intero proprio come la luna brilla di notte. 

Come non vediamo il sole che illumina la luna quando è notte, anche io non riesco a vedere il mio Sole, ma so che è presente. Il sole può brillare nell’oscurità della notte attraverso la luna e questo è il riflesso della luce del sole che la luna riflette durante la notte, e vivendo tutti gli insegnamenti di mio padre e facendoli brillare, la sue luce riflette tramite me e continua a illuminare anche se non riesco a vedere il mio “sole”.

So che l’alba arriverà presto, anche se ancora è notte. So che domani il mio sole tornerà di nuovo a splendere come il giorno con Mashiach, quando torneranno tutte le anime nei loro corpi!Speriamo che quel giorno sia imminente quando potremo cantare e ballare di nuovo con i nostri cari, ma per ora Papi ci mancherai tanto.

Tuttavia so che continuerai a riflettere la tua luce tramite noi come la luna, anche se meno di prima, ma so anche che è solo una situazione temporanea come la notte! Questo Shabbat è lo Shabbàt della consolazione: il suo nome, Shabbàt Nakhamù, prende il nome della Haftarà che inizia con queste parole: “Consolate, consolate il mio popolo…”.

La doppia consolazione perché Hashem ci consola per il primo e il secondo Santuario che sono stati distrutti il 9 di Av. Sappiamo che la consolazione può avvenire solo con l’avvento messianico come viene appunto descritto nella Haftarà che leggiamo Shabbat dove si parla della profezia della redenzione che accadrà molto presto come dice il verso nella Haftarà: “Venigla kevod Hashem verau kol bassar yakhdav”. E la gloria di Hashem sarà rivelata in tutto il mondo…Speriamo presto di vedere la redenzione presto nei nostri giorni e che l’amore e la pace regneranno per sempre.

(dal discorso che ha fatto mio fratello Rav Avraham Bekhor)

Ti riporto i link delle lezioni on line su virtualyeshiva.it della parashà di questa settimana. Shabbat Shalom

Rav Shlomo Bekhor 
Virtual Yeshiva
se il talmid non va dal rabbi, il rabbi va dal talmid: 500 Shiurim online divisi per argomenti.

Non perdere l’appuntamento con la parashà mistica e psicologia nella Tora
Per informazioni: www.virtualyeshiva.it

Vaetkhan: Al seguente link troverai la lezione sulla nostra parashà in formato mp3:
http://www.virtualyeshiva.it/2018/07/22/vaetkhanan-5770-22-luglio-2010-12-av-5770-one-of-the-best-of-virtual-yeshiva/ 

Dal seguente link puoi scaricare direttamente sul tuo portatile la lezione di questa settimana:
http://www.virtualyeshiva.it/files/10_07_22_vaetkhanan5770_educazionefigli_shema_9av.mp3

Come educare i figli con successo

Così come nel tuo cuore c’è un solo D*o, così anche nel nostro cuore c’è un solo D*o! Un episodio riportato nel Talmud riguardante uno scambio tra Yakov e i suoi figli ci da un grande insegnamento sull’educazione.

Alcuni Punti della Lezione

1. Perché lo “Shema Israel” ordina di insegnare ai figli, proprio in mezzo alla descrizione di come si deve studiare la Torà?

2. Qual è la differenza tra veshinantam e ulmadtem, che vogliono dire entrambi insegnamento, ma nel primo brano dello Shema si usa il primo e nel secondo l’altro.

3. Perché la Torà ci comanda di insegnare solo ai nostri figli e non a tutti?

4. Perché il Maiomonide ripete due volte la stessa regola che lo studio dei bambini non si può interrompere neanche per la costruzione del Santuario?

D*o vuole l’impegno o il risultato

Al giorno d’oggi siamo tutti, chi più chi meno, dominati di lavoro quasi “drogati”. Molti ebrei sono persino convinti di non poter rispettare la mitzvà dello Shabbàt, proprio per l’incapacità psicologica di staccarsi dall’ufficio e dal cellulare il venerdì pomeriggio, in particolare d’inverno quando il sole tramonta presto.

Questo rapporto morboso con il lavoro, a lungo andare , può rivelarsi dannoso per la salute, i rapporti familiari e molti altri aspetti della vita altrettanto importanti. Prendersi una vacanza una volta la settimana per dedicare più tempo alla famiglia alla propria anima e allo studio della Torà , non è solo un banale consiglio, ma la chiave per una vita sana e equilibrata. Non a caso la Torà (il nostro dottore e manuale di vita) ci prescrive la “ricetta magica” di dedicare un giorno a nutrire la nostra anima per mantenerla in sana ed equilibrata con il corpo: due soci che sono spesso in conflitto. Nell’augurarti buone vacanze ti riporto un commento sulla parashà di questa settimana che spero renderà più piacevole la tua interruzione estiva dal lavoro. 

“Malati di lavoro: no allo stacanovismo”

 Nella parashà di questa settimana Moshè ripropone al popolo ebraico i Dieci Comandamenti che hanno ascoltato sul Monte Sinày. Moshè dice al popolo ebraico che:“Per sei giorni lavorerai e compirai tutte le tue attività, ma il settimo giorno è Shabbat per l’Eterno, il tuo Signore…” (Devarìm, 5, 13 – 14) Hashèm comandò che oltre al riposo ebraico del settimo giorno, gli ebrei dovevano anche portare a compimento tutti i loro lavori dei sei giorni precedenti.

Quello di riposare il settimo giorno è un concetto che possiamo certamente comprendere, ma non c’è una persona tra noi che senta di aver sinceramente completato il proprio lavoro quando arriva il venerdì pomeriggio. Tutti lasciamo l’ufficio con le nostre caselle di posta che straripano, con innumerevoli e-mail che necessitano ancora di ricevere una risposta e diversi progetti in arretrato, rispetto alla tabella di marcia che ci siamo imposti noi.

Abbiamo anche una lista

di cose da fare subito dopo il nostro giorno di riposo comandato. Poiché HaShèm ci ha programmati per essere sempre attivi e produttivi, allora come è possibile comprendere il comandamento di completare tutto il nostro lavoro entro la fine della settimana?La risposta potrebbe essere uno dei concetti più liberatori che sono mai stati presentati.

Quando Hashèm ci comanda di portare a compimento tutte le nostre attività, dobbiamo comprendere che cosa significa la parola “attività”. La nostra attività è il nostro impegno, l’unica cosa che possiamo controllare, ma è Hashèm (e solo Lui) che controlla il risultato di questo sforzo. Così Hashèm ci chiede, nel settimo giorno, di completare il nostro IMPEGNO, NON il RISULTATO. All’interno di questo concetto giace un messaggio cosi potente da cambiare le nostre vite: la quantità di cose che abbiamo da fare non finirà mai, quindi Hashèm ci dice che per sei giorni dobbiamo impegnarci al massimo per fare la differenza.

Solo così il nostro “lavoro” può considerarsi concluso. Il settimo giorno, Hashèm vuole che prendiamo un respiro e che smettiamo di compiere uno sforzo dopo l’altro. Quando si comprende questo concetto rivoluzionario, non ci si sentirà più sopraffatti, oppressi o stressati.

Non saremo più ossessionati dalla montagna di lavoro che ci sta costantemente dinanzi. A proposito, se uno si sente “fuori controllo” significa solo che sta trascorrendo troppo tempo assorbito dall’ansia di un risultato che non può né controllare né definire e che sta consumando la propria vita nel rancore.

Quando ci si focalizza solo sul proprio sforzo e non sul risultato, possiamo star certi di trovarci sulla strada felice di una vita equilibrata. Ricordiamoci che possiamo solo fare la nostra parte per sei giorni impiegando lo sforzo adeguato, poi sediamoci per ricordarci chi ha davvero il controllo. 

Comprendere e vivere questa realtà ci libererà dall’illusione che molti di noi chiamano “vita”, e ci permetterà di fare ingresso in quello che gli illuminati chiamano “paradiso” sia terreno che del mondo futuro. Never underestimate the need of our soul.

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Mi chiamo Fabrizio Tenerelli, sono un foto-giornalista iscritto all’Albo Professionisti della Liguria. Sono redattore del Settimanale La Riviera e del relativo quotidiano online; sono anche corrispondente dell’Agenzia Ansa dalla provincia di Imperia e corrispondente de Il Giornale (di Milano). Ho diretto per sette anni un quotidiano online locale. Durante la mia ultraventennale esperienza in campo giornalistico ho avuto modo di collaborare per quotidiani nazionali, tra cui: Il Giornale di Milano, Repubblica, Il Giorno, il Messaggero, Il Mattino e via dicendo. Ho anche collaborato, a livello fotografico, con diverse testate nazionali, tra cui: Corriere della Sera, settimanale “Oggi” e via dicendo e per televisioni, tra cui Rai e Mediaset. Ho anche collaborato con radio del panorama locale (Radio 103, per la quale ho svolto per anni i notiziario, curando la redazione) e nazionale, tra cui Radio24, per la quale ho svolto alcuni collegamenti per fatti di cronaca. Nel 2014, inoltre, sono stato in Israele, come free lance in territorio di guerra, durante l’operazione “Tzuk Eitan”. Negli ultimi tempi, mi interesso anche di web marketing, web design e sviluppo di siti in Wordpress, Seo e Sem.

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