Alla scoperta dello Yad Vashem di Gerusalemme, l’Autorità nazionale per il ricordo...

Alla scoperta dello Yad Vashem di Gerusalemme, l’Autorità nazionale per il ricordo dei martiri e degli eroi della Shoah

104
0
SHARE

Yad Vashem

Shalom carissimi amici e lettori di Vivi Israele. Oggi vi voglio parlare di un simbolo di Gerusalemme. Si tratta dello Yad Vashem, nient’altro che l’Autorità nazionale per il ricordo dei martiri e degli eroi della Shoah, istituita nel 1953 con atto della Knesset (il Parlamento israeliano) per commemorare i sei milioni di ebrei assassinati dai nazisti e dai loro collaboratori, durante gli anni 1933-1945.

L’Autorità commemora anche l’eroismo, il coraggio e la forza d’animo dei partigiani ebrei e dei combattenti nelle rivolte del ghetto, nonché le azioni dei “Giusti tra le nazioni” ovvero quei non ebrei che salvarono la vita agli ebrei.

Situato su Har Hazikaron (dall’ebraico: Collina della Memoria), una cresta nella periferia occidentale di Gerusalemme, lo Yad Vashem comprende numerosi monumenti commemorativi, un museo storico, un archivio centrale e un centro di ricerca per la documentazione dell’Olocausto.

Il compito dell’Istituto

è di perpetuare la memoria e le lezioni dell’Olocausto per le generazioni future. Ogni anno, allo Yad Vashem, si svolge una cerimonia di stato nel Giorno della Memoria per i martiri e gli eroi dell’Olocausto, che si osserva secondo il calendario ebraico il ventisettesimo giorno di Nisan, anniversario dell’inizio della rivolta del ghetto di Varsavia del 1943.

Il principale memoriale di Yad Vashem è la Sala della Memoria (Okhel Yizkor). La struttura, con pareti in cemento e un tetto basso simile a una tenda, rimane vuota, salvo una fiamma eterna. Incisi sul pavimento di basalto nero ci sono i nomi di 21 campi di sterminio nazisti, campi di concentramento e siti di uccisione nell’Europa centrale e orientale. Una cripta di fronte alla fiamma commemorativa contiene ceneri di vittime.

L’approccio alla “Hall of Remembrance”

la “Sala della Memoria” è fiancheggiato da alberi piantati in onore di uomini e donne non ebrei – “Giusti tra le nazioni” – che, a rischio della propria vita, hanno tentato di salvare gli ebrei dalla Shoah. Diversi alberi onorano membri del clero cristiano, tra cui un sacerdote francescano di Assisi; il vescovo dell’isola greca di Zante; una suora polacca in Lituania e un pastore protestante francese. Più di 20.000 persone sono state onorate con il titolo “Giusti tra le nazioni”.

Circa 1,5 milioni di bambini ebrei morirono nell’Olocausto. Sono ricordati in modo particolare nel vicino Memoriale dei bambini, una caverna sotterranea in cui le fiamme tremolanti delle candele commemorative si riflettono in un’infinità di minuscole luci nell’oscurità prevalente.

La “Valle delle Comunità” è un monumento di 2,5 acri scavato nella roccia naturale. Incisi sui massicci muri di pietra del memoriale troviamo i nomi di oltre cinquemila comunità ebraiche che sono state annientate e delle poche che hanno sofferto, ma sono sopravvissute all’ombra dell’Olocausto.

C’è, quindi, un Memoriale dei deportati: un carro bestiame originale che veniva utilizzato per trasportare migliaia di ebrei nei campi di sterminio. Arroccato sul bordo di un precipizio, di fronte alla foresta di Gerusalemme, il monumento simboleggia sia l’orrore imminente, sia la rinascita che seguì la Shoah.

Più di 30 capi di Stato e ministri di tutto il mondo hanno partecipato all’inaugurazione del nuovo Museo di storia dell’olocausto dello Yad Vashem, il 15 marzo 2005. Il nuovo museo, costruito in una decina di anni, è l’apice del piano di sviluppo pluriennale di Yad Vashem e presenta la storia della Shoah in modo informativo e pratico.

Quattro volte più grande dell’originario Museo storico, che sostituisce, il nuovo museo occupa oltre 4.200 metri quadrati, principalmente sotterranei. Presenta la storia della Shoah da una prospettiva ebraica unica, sottolineando le esperienze delle singole vittime attraverso manufatti originali, testimonianze di sopravvissuti e possedimenti personali.

Alla fine della narrazione storica

del museo si trova la “Hall of Names“, un deposito per le Pagine di Testimonianza di milioni di vittime dell’Olocausto, un memoriale dedicato a coloro che sono morti.

La collezione dell’archivio Yad Vashem, la più grande e completa sull’Olocausto nel mondo, comprende oltre 210 milioni di documenti, 500.000 fotografie, 131.000 testimonianze di sopravvissuti, 32.400 manufatti e 11.500 opere d’arte. La biblioteca contiene oltre 80.000 titoli, migliaia di periodici e un gran numero di documenti rari.

L’Istituto Internazionale per la Ricerca sull’Olocausto coordina e sostiene la ricerca a livello nazionale e internazionale, organizza conferenze e colloqui e pubblica una serie di importanti lavori sull’Olocausto, tra cui memorie e diari. Ad oggi, l’Istituto ha pubblicato 18 volumi della prevista Encyclopedia of Communities (Pinkasei Hakehilot) in 32 volumi, un compendio storico-geografico di ogni comunità ebraica distrutta dai nazisti e dai loro collaboratori.

Obiettivo principale dello Yad Vashem è l’educazione. La International School for Holocaust Studies ogni anno tiene corsi per oltre 100.000 studenti, 50.000 soldati e migliaia di educatori. I corsi per insegnanti sono offerti in sette lingue oltre all’ebraico, e la scuola invia anche il suo staff professionale all’estero per ulteriori studi sull’Olocausto.

SHARE
Previous articleIn Jerusalem the fifth World Holocaust Forum to Commemorate the 75th Anniversary of the Liberation of Auschwitz
Next articleLa parashah della settimana: Va’etkhanan, וָאֶתְחַנַּן Io supplicai. A cura di rav Shlomo Bekhor
Mi chiamo Fabrizio Tenerelli, sono un foto-giornalista iscritto all’Albo Professionisti della Liguria. Sono redattore del Settimanale La Riviera e del relativo quotidiano online; sono anche corrispondente dell’Agenzia Ansa dalla provincia di Imperia e corrispondente de Il Giornale (di Milano). Ho diretto per sette anni un quotidiano online locale. Durante la mia ultraventennale esperienza in campo giornalistico ho avuto modo di collaborare per quotidiani nazionali, tra cui: Il Giornale di Milano, Repubblica, Il Giorno, il Messaggero, Il Mattino e via dicendo. Ho anche collaborato, a livello fotografico, con diverse testate nazionali, tra cui: Corriere della Sera, settimanale “Oggi” e via dicendo e per televisioni, tra cui Rai e Mediaset. Ho anche collaborato con radio del panorama locale (Radio 103, per la quale ho svolto per anni i notiziario, curando la redazione) e nazionale, tra cui Radio24, per la quale ho svolto alcuni collegamenti per fatti di cronaca. Nel 2014, inoltre, sono stato in Israele, come free lance in territorio di guerra, durante l’operazione “Tzuk Eitan”. Negli ultimi tempi, mi interesso anche di web marketing, web design e sviluppo di siti in Wordpress, Seo e Sem.

NO COMMENTS

LEAVE A REPLY