I cani nella tradizione ebraica e biblica

I cani nella tradizione ebraica e biblica

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I cani

Shalom carissimi amici e lettori di Vivi Israele. Ogni sfumatura della nostra vita quotidiana e privata, può essere oggetto di interpretazione secondo l’ebraismo. Nelle sacre scritture, infatti, è facile trovare molti riferimenti al nostro vivere. Oggi parleremo dei cani nell’ebraismo.

I cani sono gli animali domestici più comuni in molte parti del mondo e sono amati anche da molte famiglie ebree, basti pensare che Tel Aviv è una delle città che vanta il più alto numero di cani, e non solo di Israele. Tuttavia, non è sempre stato così.

La tradizione ebraica non proibisce espressamente la custodia dei cani come animali domestici, ma fonti bibliche e rabbiniche includono numerosi riferimenti che associano i cani alla violenza e all’impurità e aggrottano le sopracciglia sulla pratica di tenerli nella propria casa.

I cani sono per la maggior parte ritratti negativamente nella Bibbia. Il libro Devarim (Deuteronomio) sembra equipararli alla prostituzione

Devarim 23:19

Non porterai nella casa del Signore tuo D*o il dono di una prostituta né il salario di un cane, qualunque voto tu abbia fatto, poiché tutti e due sono abominio per il Signore tuo D*o.

Il Libro dei Re, inoltre, include numerosi riferimenti ai cani che si nutrono di cadaveri. E nei Salmi, i cani sono descritti come animali che dilaniano gli esseri umani.

Uno dei pochi riferimenti positivi ai cani nella Bibbia è in

Bereshit (Esodo 11:7), il quale documenta che durante la decima piaga che colpì l’Egitto – la morte dei primogeniti maschi – nessun cane deve ringhiare ad alcuno degli israeliti.

7 “Ma contro tutti gli Israeliti neppure un cane punterà la lingua, né contro uomini, né contro bestie, perché sappiate che il Signore fa distinzione tra l’Egitto e Israele“.

Questo silenzio dei cani in Egitto è la ragione offerta dal Midrash per spiegare un verso successivo (Esodo 22:30) che comanda agli Israeliti di nutrire i cani con qualsiasi carne strappata dalle bestie sul campo.

L’atteggiamento negativo nei confronti dei cani persiste nel Talmud, che spesso li considera animali pericolosi. Sebbene il Talmud di Baba Kama affermi che è consentito tenere alcuni tipi di cani utili per prevenire le infestazioni di parassiti, afferma anche che i cani devono essere tenuti incatenati e che quelli che “allevano” i cani sono maledetti.

Altrove, il trattato registra un caso in cui una donna ha abortito perché un cane le ha abbaiato. Un saggio talmudico afferma che il proprietario di un cane il cui latrato è in grado di innescare un aborto fa sì che la presenza di D*o si discosti dal popolo ebraico.

Nella tradizione mistica ebraica, i cani sono simboli del demoniaco. Lo Zohar, il testo centrale del misticismo ebraico, afferma che il male nel mondo è come un cane vizioso al guinzaglio.

La Mishneh Torah (un codice del XII secolo di Maimonide) afferma che si deve tenere un cane incatenato, perché è noto che questi animali causano danni “sostanziali e frequenti”. Maimonide permise agli ebrei che vivevano al confine delle città di liberare i propri cani solo di notte, presumibilmente per ragioni di sicurezza.

Lo Shulchan Aruch (un codice legale del XVI secolo) adotta un approccio un po ‘meno restrittivo, dicendo che solo un “cane malvagio” deve essere legato in catene di ferro. Allo stesso modo, il rabbino Moshe Isserles, uno studioso polacco del XVI secolo noto anche come Rema, nel suo commento sullo Shulchan Aruch scrive che un cane che potrebbe danneggiare le persone deve essere incatenato.

Fonte My Jewish Learning

La foto di copertina è tratta da https://www.facebook.com/jewishdogshow

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Mi chiamo Fabrizio Tenerelli, sono un foto-giornalista iscritto all’Albo Professionisti della Liguria. Sono redattore del Settimanale La Riviera e del relativo quotidiano online; sono anche corrispondente dell’Agenzia Ansa dalla provincia di Imperia e corrispondente de Il Giornale (di Milano). Ho diretto per sette anni un quotidiano online locale. Durante la mia ultraventennale esperienza in campo giornalistico ho avuto modo di collaborare per quotidiani nazionali, tra cui: Il Giornale di Milano, Repubblica, Il Giorno, il Messaggero, Il Mattino e via dicendo. Ho anche collaborato, a livello fotografico, con diverse testate nazionali, tra cui: Corriere della Sera, settimanale “Oggi” e via dicendo e per televisioni, tra cui Rai e Mediaset. Ho anche collaborato con radio del panorama locale (Radio 103, per la quale ho svolto per anni i notiziario, curando la redazione) e nazionale, tra cui Radio24, per la quale ho svolto alcuni collegamenti per fatti di cronaca. Nel 2014, inoltre, sono stato in Israele, come free lance in territorio di guerra, durante l’operazione “Tzuk Eitan”. Negli ultimi tempi, mi interesso anche di web marketing, web design e sviluppo di siti in Wordpress, Seo e Sem.

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