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Tisha B’Av (9 di Av): ecco il giorno più nefasto nella storia dell’ebraismo

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Tisha B’Av

Shalom carissimi amici e lettori di Vivi Israele. Ci avviciniamo alla data del 9 di Av, che nell’ebraismo ha purtroppo un significato assai importante e, nel contempo, nefasto.

Tisha B’Av è un giorno di commemorazione delle molte tragedie che hanno contraddistinto il popolo ebraico e molte delle quali si sono verificate casualmente in quella giornata. Tisha B’Av, in ebraico, significa letteralmente “il nono (giorno) di Av”. Di solito cade nel mese di agosto.

Tisha B’Av commemora principalmente la distruzione del primo e del secondo Tempio di Gerusalemme, entrambi distrutti nel nono di Av (il primo dai babilonesi nel 423 a.C., il secondo dai romani nel 69 E.V.).

Sebbene questa festa abbia principalmente lo scopo di commemorare la distruzione del Tempio, è opportuno considerare le molte altre tragedie del popolo ebraico, che accaddero in quella data. Ad esempio l’annientamento della rivolta di Bar-Kokhba per mano dei romani nel 133 E.V.; l’espulsione degli ebrei dall’Inghilterra nel 1290 d.C.; l’espulsione degli ebrei dalla Spagna nel 1492; e l’inizio della prima guerra mondiale nel 1914, che per consenso storico generale portò alla seconda guerra mondiale e all’Olocausto.

Tisha B’Av è il culmine di un periodo di tre settimane di lutto in costante aumento, a partire dal digiuno del 17 di Tammuz che commemora la prima breccia delle mura di Gerusalemme, prima che il Primo Tempio fosse distrutto. Durante questo periodo di tre settimane, i matrimoni e altre feste non sono ammessi e molti ebrei si astengono dal tagliarsi i capelli. Dal primo al nono di Av, è consuetudine astenersi dal mangiare carne o dal bere vino (tranne di Shabbat) e dall’indossare abiti nuovi.

Le restrizioni su Tisha B’Av sono simili a quelle su Yom Kippur: astenersi dal mangiare e dal bere (anche l’acqua); lavare, fare il bagno, radersi o indossare cosmetici; indossare scarpe di cuoio; e impegnarsi in relazioni sessuali. Anche il lavoro nel senso ordinario della parola è limitato. Le persone malate non devono digiunare in questo giorno. Si osservano molte delle pratiche tradizionali di lutto: le persone si astengono da sorrisi, risate e conversazioni oziose e si siedono su sgabelli bassi.

Nella sinagoga viene letto il libro delle Lamentazioni e vengono recitate le preghiere di lutto. L’arca dove è custodita la Torah è drappeggiata di nero.

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Mi chiamo Fabrizio Tenerelli, sono un foto-giornalista iscritto all’Albo Professionisti della Liguria. Sono redattore del Settimanale La Riviera e del relativo quotidiano online; sono anche corrispondente dell’Agenzia Ansa dalla provincia di Imperia e corrispondente de Il Giornale (di Milano). Ho diretto per sette anni un quotidiano online locale. Durante la mia ultraventennale esperienza in campo giornalistico ho avuto modo di collaborare per quotidiani nazionali, tra cui: Il Giornale di Milano, Repubblica, Il Giorno, il Messaggero, Il Mattino e via dicendo. Ho anche collaborato, a livello fotografico, con diverse testate nazionali, tra cui: Corriere della Sera, settimanale “Oggi” e via dicendo e per televisioni, tra cui Rai e Mediaset. Ho anche collaborato con radio del panorama locale (Radio 103, per la quale ho svolto per anni i notiziario, curando la redazione) e nazionale, tra cui Radio24, per la quale ho svolto alcuni collegamenti per fatti di cronaca. Nel 2014, inoltre, sono stato in Israele, come free lance in territorio di guerra, durante l’operazione “Tzuk Eitan”. Negli ultimi tempi, mi interesso anche di web marketing, web design e sviluppo di siti in Wordpress, Seo e Sem.

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