Lo Yahrzeit ovvero l’anniversario di morte di un proprio caro, secondo il...

Lo Yahrzeit ovvero l’anniversario di morte di un proprio caro, secondo il calendario ebraico

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Foto tratta da: https://jewishjournal.com/blogs/293743/we-help-souls-rest/

Yahrzeit

Shalom carissimi amici e lettori di Vivi Israele. Oggi vi parlo di un termine yiddish che ha un significato molto profondo ovvero Yahrzeit (in yiddish יאָרצײַט) che si riferisce all’anniversario di morte di un proprio caro, secondo il calendario ebraico.

Quest’ultimo è diventato uno dei rituali più diffusi nell’ebraismo. La sua osservanza è un atto di pia commemorazione e sottolinea la fede nell’immortalità dell’anima. La commemorazione dello Yahrzeit si osserva principalmente per i genitori deceduti o per individui di notevole rilievo sociale, sebbene molte autorità lo estendano anche agli altri parenti stretti per i quali è ingiunto il lutto, cioè fratelli, figli e coniuge.

Il noto commentatore della Torah, Rashi, trova le prime tracce dello Yahrzeit, nel periodo degli amoraim, da un responso che menzionava un istituto in cui si parlava dell’istituzione dell’anniversario di morte in onore di un grande uomo: “e quando quel giorno arriverà, tutti gli studiosi della regione si riuniranno per visitare la sua tomba, con la gente comune e tenere lì una cerimonia“.

La prima autorità conosciuta ad impiegare la parola Yahrzeit fu Isacco di Tyrnaum, seguito da da Mordecai Jaffe. Tra i sefarditi l’osservanza degli yahrzeit è chiamata nakhalah ( נחלה). La tradizione ebraica ha stabilito norme dettagliate per l’osservanza dello Yahrzeit. Tradizionalmente, un membro della famiglia che celebra Yahrzeit, conduce il servizio nei giorni feriali e recita un Kaddish.

Se la Torah viene letta quel giorno, viene chiamato per un’aliyah (עליה, salita); altrimenti, può essere chiamato nello Shabbat che precede. In occasione di questa ricorrenza viene anche accesa, per ventiquattro ore, una candela commemorativa (נר נשמה‎, ner neshama) a testimonianza che “l’anima dell’uomo è la lampada di D*o“. Il digiuno è raccomandato come atto di devozione, ma non è comunemente osservato.

Gli unici Yahrzeit che ricorrono nel calendario nazionale ebraico sono il 7° di Adar (data tradizionale della morte di Mosè), Lag Ba’omer (data tradizionale del rabbino Shimon bar Yohai), e il 3° di Tishri (ora chiamato il digiuno di Ghedalia). In Israele sono state istituite commemorazioni annuali di figure nazionali come Theodor Herzl, Hayyim Nahman Bialik, il rabbino Abraham Isaac Kook, Ze’ev Jabotinsky ed ex presidenti.

La foto di copertina è tratta QUI

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Mi chiamo Fabrizio Tenerelli, sono un foto-giornalista iscritto all’Albo Professionisti della Liguria. Sono redattore del Settimanale La Riviera e del relativo quotidiano online; sono anche corrispondente dell’Agenzia Ansa dalla provincia di Imperia e corrispondente de Il Giornale (di Milano). Ho diretto per sette anni un quotidiano online locale. Durante la mia ultraventennale esperienza in campo giornalistico ho avuto modo di collaborare per quotidiani nazionali, tra cui: Il Giornale di Milano, Repubblica, Il Giorno, il Messaggero, Il Mattino e via dicendo. Ho anche collaborato, a livello fotografico, con diverse testate nazionali, tra cui: Corriere della Sera, settimanale “Oggi” e via dicendo e per televisioni, tra cui Rai e Mediaset. Ho anche collaborato con radio del panorama locale (Radio 103, per la quale ho svolto per anni i notiziario, curando la redazione) e nazionale, tra cui Radio24, per la quale ho svolto alcuni collegamenti per fatti di cronaca. Nel 2014, inoltre, sono stato in Israele, come free lance in territorio di guerra, durante l’operazione “Tzuk Eitan”. Negli ultimi tempi, mi interesso anche di web marketing, web design e sviluppo di siti in Wordpress, Seo e Sem.

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