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La Parashah di questa settimana dedicata a Shavuot. A cura di rav Shlomo Bekhor

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Top view image of dairy products and fruits on wooden background. Symbols of jewish holiday - Shavuot

Parashah della Settimana

Shabbat Shalom, carissimi amici e lettori di Vivi Israele. La Parashah della settimana, a cura di rav Shlomo Bekhor, è dedicata a Shavuot. Buona lettura a tutti voi.

6 Sivàn 5779 – 9 Maggio 2019
Shavuòt finisce Lunedì sera: 21.55 
Mamash Edizioni Ebraiche  |  Virtual Yeshiva

Qualche anno fa, ho letto con grande stupore una notizia apparsa sul sito Yediòt Ahronòt: in Corea del Sud il Talmùd è diventato un libro obbligatorio in tutte le case. I coreani hanno spiegato che questa decisione è legata al fatto che, secondo loro, gli ebrei possiedono un’intelligenza particolare e sperano, attraverso lo studio del Talmùd, di poter diventare anche loro dei geni.

I coreani hanno davvero scoperto uno dei nostri segreti? È questa la vera ragione per la quale numerosi Premi Nobel sono ebrei? Certamente si! Lo dice chiaramente la Torà: Poiché la Torà è la vostra intelligenza davanti ai popoli (Devarìm 4, 6).

Il momento ideale per riflettere su questo argomento è Shavu’òt, che celebriamo questa sera, ricevendo di nuovo la Torà, come se fossimo ai piedi del Monte Sinày. Come ci sono arrivati i sud coreani, questa festa è l’occasione giusta per prenderne coscienza anche noi. Talvolta i gioielli più preziosi sono in casa, sotto i nostri occhi, e noi li cerchiamo altrove: l’erba del vicino è sempre più verde!

Diventiamo anche noi Coreani e studiamo un po’ di Torà e Talmud ogni giorno! Domenica mattina il primo giorno di Shavuòt dobbiamo tutti sentire i 10 comandamenti anche i bambini. Perché i Dieci Comandamenti sono scritti al singolare? Da una parte sono indirizzati al popolo ebraico come collettività, poiché se solo un ebreo non fosse stato presente sul Monte Sinai, la Torà non sarebbe stata data.

Dall’altra, essi sono indirizzati a ogni ebreo, come individuo, indipendentemente dagli altri. Ogni singolo ebreo ricevette la Torà in modo unico, personale secondo i suoi bisogni spirituali e psicologici. Il Rebbe di Lubavitch, prima di Shavuòt, augura sempre “kabalàt ha-Torà be-simchà u be-pnimiùt”: affinché ognuno riceva la Torà con gioia e ispirazione dal più profondo si sé.

 Quando qualcosa ci influisce nella pnimiùt, la dimensione più profonda di noi stessi, essa tocca il nostro cuore. Non possiamo fare una cosa pensando ad un’altra. Ogni cosa deve essere fatta con tutto il cuore e con sincerità.Con l’augurio di ricevere la Torà “be-simchà u-be-pnimiùt”! Amèn.Ti riporto i link delle lezioni on line su virtualyeshiva.it della parashà di questa settimana. 

Shabbat Shalom e Hag Sameach
Rav Shlomo Bekhor   

49° giorno dell’Omer, 7 settimane

Malkhùt di Malkhùt- Regalità nella Regalità;
5 di Iyar – venerdì sera 7 giugno

49° giorno: questa sera abbiamo la mitzvà da Hashèm ovvero la forza di illuminare l’ultima Sefirà del conteggio dell’Omer, l’ultimo attributo del nostro cuore. Ogni Sefirà settimanale, include sette attributi, ma sei sono sfaccettature e solo uno è.

Ogni Sefirà include i sette attributi: sei sono sfaccettature, più un’altra che è l’attributo stesso nella sua essenza. Quindi il 49° giorno, non è una faccia aggiuntiva di Malkhùt, ma è l’attributo stesso nella sua essenza. Oggi, ci troviamo “nell’anima” della regalità e nobiltà, il nucleo centrale dell’autostima e di essere un leader e non un follower “una pecora”. 

Malkhùt di Malkhùt 

significa organizzare, gestire, coordinare, dirigere, governare, comunicare e propria dignità. Ognuno possiede nella sua anima queste qualità da far risplendere. Se avessimo poca autostima, questo è il giorno ideale per colmare tale mancanza. Oggi, valutiamo se la nostra nobiltà è radicata nella nostra anima, se la fiducia in noi stessi è ben strutturata, oppure è una maschera che occulta le nostre debolezze.

Un paragone calzante è quello di un ragazzo che, per nascondere la propria insicurezza o un trauma passato verso il genere femminile, esce continuamente con tante ragazze. Purtroppo, questa persona non troverà mai la sua anima gemella, perché utilizza questo atteggiamento come un paravento, per nascondere la sua debolezza e non sentirsi inferiore, piuttosto che cercare la sua dolce metà. 

Dopo che abbiamo coltivato i primi sei sentimenti: amore e passione (khèssed), disciplina e regole (ghevurà), clemenza e compassione (tifèret), tenacia e determinazione (nètzakh), umiltà e gratitudine (hod), unità e legami profondi (yessòd), ci rimane il tocco conclusivo di malkhùt, perché senza autostima e fiducia in noi stessi tutti gli attributi rischiano di scomparire.

Una persona, può avere tutte le qualità delle sei Sefiròt, ma se manca di dignità e nobiltà, per la sua esistenza in questo mondo, rischia di finire come un clochard, come un’ombra che passa senza lasciare niente.Questo esempio estremo, ci fa comprendere le devastanti conseguenze di una carenza di Malkhùt.

Questa sefirà, a differenza di tutte le altre, non ha un contenuto proprio (amore o umiltà ad es.) che si manifesta in sentimenti o tendenze particolari: essere più o meno socievoli, disciplinati, severi ecc…

Invece le doti di Malkhùt (regalità, comunicazione, organizzazione), sono degli strumenti per agire bene e con efficacia in questo mondo: saper diffondere un’idea, gestire la propria disciplina o matrimonio…Non a caso questa sefirà è paragonata alla luna, che riflette la luce del sole. Acquisire consapevolezza di SÉ, del proprio valore e del proprio ruolo è la FASE FINALE del processo di rettificazione personale di tutto il conteggio dell’Omer.

Senza una dignità, positivamente definita, non possiamo fare o costruire niente, come avere un kit di un mobile componibile Ikea lasciato nella scatola. Quando si considera una cosa come superflua, viene buttata via. Così possiamo essere pieni di grandi sentimenti e qualità, ma se sorge un problema che nega o mette in dubbio la nostra nobiltà allora, D*o non voglia, iniziamo a bere troppo, o deprimerci, vestirci o mangiare male.

Insomma, iniziamo a negare noi stessi, fino a buttare tutto ciò che di buono abbiamo, casa, famiglia, lavoro, amici, come un clochard. Usiamo la carica che ci conferisce il 49° giorno, per bloccare ogni piccola caduta dentro di noi, prima che divenga una valanga. 

Per giungere a questo sentimento di nobiltà e dignità, in maniera concreta, dobbiamo riflettere sul perché D*o ha creato un mondo che non poteva esistere senza la mia presenza. Meditando sul valore aggiunto che ogni persona ha in questo mondo, potremo diventare un positivo “ago della bilancia” per tutto il creato. Come dice il Ràmbam: per ogni azione abbiamo il dovere di immaginare il mondo come fosse una bilancia in cui le nostre azioni, parole o pensieri (se conformi alla volontà di Hashèm) possono farla pendere dal lato positivo. 

Spesso l’autostima (nobiltà) è condizionata dal passato: ad esempio da traumi subiti. Questo può ostacolare la creazione di nuove relazioni (matrimonio, amicizie, lavoro…).

I segni prodotti da eventi negativi e traumatici, rischiano di diventare indelebili e compromettere la buona riuscita di ogni relazione sociale. Invece, i ricordi di esperienze negative, devono essere elaborati e trasformati in punti di forza, al fine di rafforzare la nostra autostima: la sovranità che c’è in ognuno di noi. Questa sera abbiamo la forza di eliminare tali blocchi interiori, staccandoci dal passato tramite la valorizzazione della nostra nobiltà. 

Una storia del Talmud

Una storia del Talmud può aiutarci a illuminare il sentimento di questa sera. Salomone era il Re che più di tutti accrebbe la sua gloria. Il più sapiente e ricco che ha avuto il privilegio di erigere il primo Tempio, come dimora di D*o in questa terra. La sua autostima era quasi ineguagliabile, addirittura credeva di riuscire a comandare angeli e demoni. Durante la ricerca del mitico Shamir (verme che tagliava la pietra), il Re Salomone riuscì a imprigionare uno dei demoni più importanti: Ashmedai (Asmodeo).

Un giorno, il Re gli chiese quale fosse la superiorità dei demoni sugli umani. Asmodeo, in risposta, gli chiese di prendere la sua catena e il suo anello e Salomone fu scagliato lontano dal palazzo reale. L’inganno riuscì, e il demone governò al posto di Salomone. Dove andava nessuno lo riconosceva come Re, ormai era diventato un comune cittadino e per di più aveva subito l’umiliazione di essere stato raggirato: lui il più sapiente tra i sapienti. Nonostante tutto, Salomone non si diede per vinto, continuò ad avere stima in se stesso (malkhùt), superò la ferita alla sua dignità (malkhùt) e alla fine, con tanta fatica, riuscì a riottenere il trono e scacciare il demone.

Il Re era tornato alla sua grande gloria, dopo una sofferta odissea, grazie al fatto che ha mantenuto alta la sua regalità grazie alla fiducia nelle proprie qualità (malkhùt in malkhùt).  

Riflessione

riesco a trovare, nel mio passato, la causa che mi rende insicuro? Al primo affronto o umiliazione mi deprimo? 

Esercizio

Nel lavoro ci sentiamo come dei “piccoli re”, poiché siamo bravissimi a gestire clienti e colleghi. Inaspettatamente, la ditta chiude, ci ritroviamo senza lavoro e tanti problemi. Non abbattiamoci: recuperiamo la fiducia in noi e continuiamo con dignità a cercare un “nuovo regno” dove esercitare la nostra sovranità (malkhùt in malkhùt). Come dice il proverbio: “quando si chiude una porta è per aprire un portone“.

Significati di Shavuot

Shavu’òt è una ricorrenza che viene ricordata sotto vari aspetti più o meno conosciuti: per il dono della Torà, per sottomissione di Israel (Naassè Venishmà-Faremo e Ascolteremo), per la festa delle primizie della frutta, per la nascita e la morte di David hamèlech e altri ancora.

Ce n’è un altro non meno importante: la grandezza della donna! Durante Shavu’òt infatti, leggiamo la Meghillà di Rut e ricordando la grandezza di questa donna così vicina all’ebraismo, che si convertì e dalla cui discendenza nascerà David hamélech. Ecco quindi un’occasione per soffermarci a pensare all’importanza del ruolo della donna e al carico di responsabilità che la investe, dall’accudire la casa all’educazione dei bambini, essa è il pilastro della famiglia e quindi anche della nostra discendenza.  La festa di Shavu’òt cade il 6 di Sivàn (in diaspora anche il 7), al termine del conteggio dell’‘Omer, un periodo di sette settimane, contate partendo dal primo giorno di Péssakh.

All’inizio di tale periodo, si faceva offerta al Santuario di Yerushalàyim di un òmer (unità di misura) del primo raccolto di orzo e, al termine delle sette settimane, di un ‘òmer del primo raccolto di frumento. La festa ha preso nome da queste “settimane”.

Un giorno, il Re gli chiese quale fosse la superiorità dei demoni sugli umani. Asmodeo, in risposta, gli chiese di prendere la sua catena e il suo anello e Salomone fu scagliato lontano dal palazzo reale. L’inganno riuscì, e il demone governò al posto di Salomone.Dove andava nessuno lo riconosceva come Re, ormai era diventato un comune cittadino e per di più aveva subito l’umiliazione di essere stato raggirato: lui il più sapiente tra i sapienti.

Nonostante tutto, Salomone non si diede per vinto, continuò ad avere stima in se stesso (malkhùt), superò la ferita alla sua dignità (malkhùt) e alla fine, con tanta fatica, riuscì a riottenere il trono e scacciare il demone. Il Re era tornato alla sua grande gloria, dopo una sofferta odissea, grazie al fatto che ha mantenuto alta la suaregalità, grazie alla fiducia nelle proprie qualità (malkhùt in malkhùt). 

Riflessione

riesco a trovare, nel mio passato, la causa che mi rende insicuro? Al primo affronto o umiliazione mi deprimo? 

Esercizio

Nel lavoro ci sentiamo come dei “piccoli re”, poiché siamo bravissimi a gestire i clienti e colleghi. Inaspettatamente, la ditta chiude, ci ritroviamo senza lavoro e tanti problemi. Non abbattiamoci: recuperiamo la fiducia in noi e continuiamo con dignità a cercare un “nuovo regno” dove esercitare la nostra sovranità (malkhùt in malkhùt). Come dice il proverbio: “Quando si chiude una porta è per aprire un portone”

Significati di Shavuot

 Shavu’òt è una ricorrenza che viene ricordata sotto vari aspetti più o meno conosciuti:per il dono della Torà, per sottomissione di Israel (Naassè Venishmà-Faremo e Ascolteremo), per la festa delle primizie della frutta, per la nascita e la morte di David hamèlech e altri ancora. Ce n’è un altro non meno importante: la grandezza della donna!

Durante Shavu’òt, infatti, leggiamo la Meghillà di Rut e ricordando la grandezza di questa donna così vicina all’ebraismo, che si convertì e dalla cui discendenza nascerà David hamélech. Ecco quindi un’occasione per soffermarci a pensare all’importanza del ruolo della donna e al carico di responsabilità che la investe, dall’accudire la casa all’educazione dei bambini, essa è il pilastro della famiglia e quindi anche della nostra discendenza.  

La festa di Shavu’òt cade il 6 di Sivàn (in diaspora anche il 7), al termine del conteggio dell’‘Omer, un periodo di sette settimane, contate partendo dal primo giorno di Péssakh.

All’inizio di tale periodo, si faceva offerta al Santuario di Yerushalàyim di un òmer (unità di misura) del primo raccolto di orzo e, al termine delle sette settimane, di un ‘òmer del primo raccolto di frumento. La festa ha preso nome da queste “settimane”.

Shavu’òt è detta anche Zmàn Mattàn Toratènuil tempo in cui ci è stata data la Torà. Il nome della festa si riferisce alle sette settimane trascorse dall’uscita dall’Egitto fino al momento del Dono della Torà sul Monte Sinày. Milioni di uomini, donne e bambini, furono testimoni della rivelazione; il Midràsh insegna che le anime di tutte le generazioni, assistettero all’evento ai piedi del monte, udendo i Dieci Comandamenti dalla voce di Dio stesso.

Il giorno in cui non è successo niente, ma è successo tutto!

Al seguente link troverai la pagina web con la lezione sulla nostra parashà: http://www.virtualyeshiva.it/2010/05/13/shavuot-5770-il-giorno-in-cui-non-e-successo-niente-ma-e-successo-tutto/

dal seguente link si può scaricare il file audio immediatamente, senza aprire la pagina web:http://www.virtualyeshiva.it/files/10_05_13_shavuot5770_primosivan_unitacompleta_donotora_unioneessenza.mp3
 Virtual Yeshiva non ha nessun finanziatore pubblico.
Virtual Yeshiva non fa pagare nessuna iscrizione al sito perché la Torà sia accessibile a tutti e sempre.

Per ascoltare le altre lezioni 22 lezioni su Shavuot http://www.virtualyeshiva.it/category/festivita/shavuot-festivita/ 9 lezioni su Meghila di Rut http://www.virtualyeshiva.it/category/rut-2/

Lot, Yehuda e Boaz: tre uomini un’anima

L’anima che ritorna in questo mondo per rettificarsi ha un evoluzione progressiva e si completa sempre di più da un ciclo all’altro. Durante la festa di Shavuot c’è la tradizione di leggere la Meghillà di Rut (Libro degli Agiografi). Come Shavuot rappresenta un momento di grande amore, tra Ha-shem e gli ebrei, nello stesso modo la meghillà di Rut; un gesto d’amore altrettanto importante. Una vicenda dai profondi significati, studiata dalla mistica ebraica.

Nel cap 1, 4 Orpà viene citata per prima, anche se ha sposato il secondogenito di Elimèlech; mentre Rut, che aveva sposato il primogenito, per seconda. Perché? Il valore numerico del nome Rut è 606. Tale numero rappresenta 606 delle 613 mitzvot ebraiche, che Rut acquisì ed accettò con la conversione all’ebraismo, in quanto lei già seguiva i 7 principi noachidi; un futuro già delineato al momento della sua nascita, dal suo nome. 

Il secondo capitolo della Meghillà enfatizza le origine moavite di Rut. Perché? Rut “va e viene dal campo di Boaz”: la Meghillà descrive Rut che, prima di raccogliere il grano, osserva la strada e il modo per tornare indietro dal campo di Boaz. Qual è il significato profondo insito nel suo comportamento? 

Rut è espressione dell’amore riflessivo verso Ha-shem e diventa anche una metafora dell’amore coniugale. Qual è la differenza tra l’amore di Pessakh/Shir hashirim e l’amore di Shavuot/Rut?7. La mistica ebraica analizza la vicenda di Rut, partendo dall’origine del popolo moavita, ovvero dalla figlia di Lot che si unì al padre dopo la distruzione di Sedom; da tale relazione proibita nacque Moav (il cui nome deriva da Av, “da mio padre”). Le anime di Lot e di sua figlia tornarono nel mondo terreno per due volte , per rettificare tale unione vietata.

La prima trasmigrazione di tali anime avvenne nei corpi di Yehudà e Tamar, che ebbero un rapporto permesso ma non del tutto kasher. Il ciclo di rettificazione, non ancora completo, porta alla seconda trasmigrazione, che avvenne nei corpi di Boaz e Rut.

La moavita Rut riesce a completare la rettificazione del comportamento della figlia di Lot la capostirpe proprio del popolo di Moav, sposando Boaz con un’unione perfettamente idonea. Qual è il collegamento tra Rut e Tamar? Qual è la relazione con Mashiakh? Che cosa rivela il nome Boaz?
Sul seguente link trovi la prima lezione di un ciclo di lezioni sulla Meghillà di Rut imperdibile:
http://www.virtualyeshiva.it/2011/05/31/shavuot-5771-meghilla-di-rut-cap-i-seconda-lezione-lot-yehuda-boaz-tre-uomini-un-anima/

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Mi chiamo Fabrizio Tenerelli, sono un foto-giornalista iscritto all’Albo Professionisti della Liguria. Sono redattore del Settimanale La Riviera e del relativo quotidiano online; sono anche corrispondente dell’Agenzia Ansa dalla provincia di Imperia e corrispondente de Il Giornale (di Milano). Ho diretto per sette anni un quotidiano online locale. Durante la mia ultraventennale esperienza in campo giornalistico ho avuto modo di collaborare per quotidiani nazionali, tra cui: Il Giornale di Milano, Repubblica, Il Giorno, il Messaggero, Il Mattino e via dicendo. Ho anche collaborato, a livello fotografico, con diverse testate nazionali, tra cui: Corriere della Sera, settimanale “Oggi” e via dicendo e per televisioni, tra cui Rai e Mediaset. Ho anche collaborato con radio del panorama locale (Radio 103, per la quale ho svolto per anni i notiziario, curando la redazione) e nazionale, tra cui Radio24, per la quale ho svolto alcuni collegamenti per fatti di cronaca. Nel 2014, inoltre, sono stato in Israele, come free lance in territorio di guerra, durante l’operazione “Tzuk Eitan”. Negli ultimi tempi, mi interesso anche di web marketing, web design e sviluppo di siti in Wordpress, Seo e Sem.

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