5-10 giugno 1967: Israele combatte e vince la Guerra dei Sei Giorni

5-10 giugno 1967: Israele combatte e vince la Guerra dei Sei Giorni

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Guerra dei Sei Giorni

Shalom carissimi amici e lettori di Vivi Israele. Oggi parliamo della Guerra dei Sei Giorni (in ebraico: מִלְחֶמֶת שֵׁשֶׁת הַיָּמִים, Milhemet Sheshet Ha Yamim), nota anche come la Guerra di Giugno, la terza guerra arabo-israeliana, che venne combattuta tra il 5 e il 10 giugno del 1967 da Israele e dai vicini Stati confinanti di Egitto, Giordania e Siria.

Innanzitutto, va premesso che le relazioni tra Israele e i suoi vicini non tornarono del tutto alla normalità, dopo la Guerra d’Indipendenza del 1948. Nel 1956 Israele invase la penisola del Sinai, in Egitto, con l’intento di riaprire lo Stretto di Tiran che l’Egitto aveva interdetto alla spedizione israeliana dal 1950. Israele alla fine si ritirò, ma con la garanzia che lo Stretto di Tiran sarebbe rimasto aperto. Una unità d’emergenza delle Nazioni Unite venne dispiegata lungo il confine, ma non ci fu alcun accordo di smilitarizzazione.

L’antefatto

Nei mesi precedenti al giugno 1967, le tensioni si intensificarono pericolosamente. Israele ribadì la propria posizione post 1956, secondo cui la chiusura dello Stretto di Tiran alle navi israeliane, avrebbe provocato un un casus belli. A maggio il presidente egiziano Gamal Abdel Nasser annunciò che lo stretto sarebbe stato chiuso alle navi israeliane. Successivamente mobilitò le forze egiziane lungo il confine con Israele.

L’attacco a sorpresa

Il 5 giugno, Israele lanciò quella che sosteneva essere una serie di attacchi aerei preventivi contro gli aeroporti egiziani. Gli egiziani furono colti di sorpresa e quasi l’intera aviazione egiziana venne distrutta, a fronte di minime perdite da parte israeliana, la cui aviazione conquistò la supremazia. Contemporaneamente, gli israeliani lanciarono un’offensiva di terra nella Striscia di Gaza e nel Sinai, che di nuovo colse di sorpresa gli egiziani. Dopo alcune resistenze iniziali, Nasser ordinò l’evacuazione del Sinai. Le forze israeliane si precipitarono verso ovest all’inseguimento degli egiziani, infliggendo pesanti perdite e conquistando il Sinai.

La Giordania aveva stipulato un patto di difesa con l’Egitto, una settimana prima dell’inizio della guerra. L’accordo prevedeva che in caso di guerra la Giordania non avrebbe assunto un ruolo offensivo, ma avrebbe cercato di bloccare le forze israeliane per impedire loro di ottenere guadagni territoriali. Circa un’ora dopo l’attacco aereo israeliano, Il Cairo ordinò al comandante egiziano dell’esercito giordano di attaccare Israele. Nell’iniziale situazione confusa, ai giordani fu detto che l’Egitto aveva respinto gli attacchi aerei israeliani. Israele successivamente catturò e occupò la Cisgiordania (west Bank), inclusa Gerusalemme Est e le alture del Golan dalla Siria.

Cessate il fuoco

L’Egitto e la Giordania concordarono un cessate il fuoco l’8 giugno e la Siria, il 9 giugno. Un cessate il fuoco venne concordato con Israele l’11 giugno. All’indomani della guerra, ci si accorse che Israele aveva paralizzato le forze armate egiziane, siriane e giordane, avendo ucciso più di 20.000 soldati, ma perdendone meno di 1.000. Il successo israeliano fu il risultato di una strategia ben preparata; della cattiva leadership degli stati arabi e della loro scarsa strategia militare. Israele annesse la Striscia di Gaza e la penisola del Sinai dall’Egitto; la Cisgiordania (West Bank), inclusa Gerusalemme Est, dalla Giordania e le alture del Golan dalla Siria.

La posizione internazionale di Israele ebbe un balzo in avanti con la vittoria della Guerra dei Sei giorni. In seguito alla pesante sconfitta, Nasser rassegnò le proprie dimissioni ma venne successivamente reintegrato. La velocità e la facilità della vittoria di Israele portarono a un pericoloso eccesso di fiducia all’interno delle Forze di Difesa Israeliane (Idf), contribuendo ai primi successi arabi nella successiva Guerra dello Yom Kippur del 1973, anche se alla fine le forze israeliane ebbero il sopravvento.

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Mi chiamo Fabrizio Tenerelli, sono un foto-giornalista iscritto all’Albo Professionisti della Liguria. Sono redattore del Settimanale La Riviera e del relativo quotidiano online; sono anche corrispondente dell’Agenzia Ansa dalla provincia di Imperia e corrispondente de Il Giornale (di Milano). Ho diretto per sette anni un quotidiano online locale. Durante la mia ultraventennale esperienza in campo giornalistico ho avuto modo di collaborare per quotidiani nazionali, tra cui: Il Giornale di Milano, Repubblica, Il Giorno, il Messaggero, Il Mattino e via dicendo. Ho anche collaborato, a livello fotografico, con diverse testate nazionali, tra cui: Corriere della Sera, settimanale “Oggi” e via dicendo e per televisioni, tra cui Rai e Mediaset. Ho anche collaborato con radio del panorama locale (Radio 103, per la quale ho svolto per anni i notiziario, curando la redazione) e nazionale, tra cui Radio24, per la quale ho svolto alcuni collegamenti per fatti di cronaca. Nel 2014, inoltre, sono stato in Israele, come free lance in territorio di guerra, durante l’operazione “Tzuk Eitan”. Negli ultimi tempi, mi interesso anche di web marketing, web design e sviluppo di siti in Wordpress, Seo e Sem.

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