Shoah: anno 1939, ha inizio la distruzione dell’ebraismo europeo

Shoah: anno 1939, ha inizio la distruzione dell’ebraismo europeo

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Shoah

Shalom carissimi amici e lettori di Vivi Israele. Oggi riprendiamo ad analizzare la storia della Shoah, prendendo come base di partenza l’omonimo testo dello storico francese Georges Bensoussan, di cui abbiamo già avuto modo di parlare. 

La persecuzione degli ebrei in Germania da parte del nazismo, inizia già nei primi anni ’30 del secolo scorso, ma è da 1939, che si può iniziare a parlare di distruzione dell’ebraismo europeo. A partire dal mese di settembre del 1939, quando viene loro imposto il coprifuoco dalle 20 e c’è la confisca degli apparecchi radio. A novembre dello stesso anno, vengono imposte altre restrizioni negli spostamenti; mentre a dicembre gli ebrei tedeschi vengono esclusi dalle distribuzioni speciali del cibo.

Nel marzo del 1940

viene dato l’ordine di identificare gli ebrei con la lettera “J” sulle carte annonarie. E’ il settembre del 1941, quando il governo tedesco obbliga tutti gli ebrei, con età superiore ai 6 anni, a portare cucita sul lato sinistro del vestito la stella di David, dove spicca in nero (con sfondo giallo) la parola Jude. Nel contempo, e questo è l’aspetto più preoccupante, agli ebrei viene proibito di lasciare il proprio comune di residenza e nel giro di un mese l’Europa tedesca è definitivamente chiusa all’immigrazione ebraica.

La scomparsa della Polonia

Ma è a Vienna che viene sperimentato il processo di distruzione progressiva degli ebrei. La città apre la strada a una radicalizzazione violenta. Dall’autunno del 1939 i circa 105mila ebrei dell’odierna capitale austriaca vengono ammassati in alcuni quartieri della città. Senza contare il destino della Polonia, che dopo l’invasione tedesca de l primo settembre 1939 e quella Russa del 17 settembre dello stesso anno, scomparirà come Stato e sarà divisa in quattro zone: 1) una parte è annessa alla Germania, Warthegau; 2) una alla Russia; 3) una terza zona, quella di Vilna, alla Lituania 4) la quarta parte viene occupata dai tedeschi e denominata Governatorato generale. Ed è proprio in questo Governatorato, che dal 26 ottobre del 1939, vengono istituiti i lavori forzati e, dal novembre del 1939, gli ebrei vengono costretti a indossare su un braccio, una fascia bianca con una stella di David di colore blu; nel Warthegau, invece, devono indossare due stelle: una davanti e un’altra dietro l’abito.

Dall’11 dicembre del 1939 è a loro proibito qualsiasi cambiamento di domicilio, mentre dal gennaio del 1940, sono loro interdette le ferrovie. Scompaiono le piccole comunità ebraiche con meno di cinquecento persone, mentre i villaggi vengono messi a ferro e fuoco, con i beni lasciati dagli ebrei che vengono dichiarati abbandonati.

La riserva ebraica

E’ nel settembre del 1939 con lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, che la questione ebraica assume un’ampiezza eccezionale. Con l’invasione della Polonia, la Germania controlla uno dei due centri vitali dell’ebraismo europeo e mondiale. Il progetto di “riserva ebraica” (progetto Nizko): è il mese di settembre-ottobre del 1939, quando Heydrich prevede di espellere migliaia di ebrei dalle regioni germanofone, deportandoli a Nizko, nel distretto di Lublino. Il progetto, tuttavia, andrà incontro a un inevitabile fallimento, dovuto non soltanto a problemi logistici e di trasporto, ma anche a fronte delle proteste di Hans Frank, responsabile con pieni poteri nel Governatorato, contrario a realizzare una “riserva ebraica” nella sua “colonia modello”.

Frank intervenne direttamente con Hermann Göring, che, preoccupato soprattutto per i possibili danni economici provocati dai vasti trasferimenti di popolazione previsti, riuscì a bloccare il progetto. L’11 marzo 1940 Himmler fu costretto a interrompere la deportazioni e quindi il piano della “riserva ebraica” tra la Vistola e il Bug in cui concentrare tutti gli ebrei del Reich e dei territori occupati venne abbandonato. Sarà lo stesso Himmler a consegnare a Hitler un memorandum con il quale prospetta l’emigrazione di tutti gli ebrei verso l’Africa o altrove in una colonia. Eichmann aveva addirittura progettato di deportare quattro milioni e mezzo di ebrei, in quattro anni, in Madagascar e qualcuno aveva visto quest’ultimo come un piano antisionista, per impedire – come disse Franz Rademacher responsabile degli affari ebraici al ministero degli Esteri – “la formazione di un Vaticano ebraico in Palestina”.

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Mi chiamo Fabrizio Tenerelli, sono un foto-giornalista iscritto all’Albo Professionisti della Liguria. Sono redattore del Settimanale La Riviera e del relativo quotidiano online; sono anche corrispondente dell’Agenzia Ansa dalla provincia di Imperia e corrispondente de Il Giornale (di Milano). Ho diretto per sette anni un quotidiano online locale. Durante la mia ultraventennale esperienza in campo giornalistico ho avuto modo di collaborare per quotidiani nazionali, tra cui: Il Giornale di Milano, Repubblica, Il Giorno, il Messaggero, Il Mattino e via dicendo. Ho anche collaborato, a livello fotografico, con diverse testate nazionali, tra cui: Corriere della Sera, settimanale “Oggi” e via dicendo e per televisioni, tra cui Rai e Mediaset. Ho anche collaborato con radio del panorama locale (Radio 103, per la quale ho svolto per anni i notiziario, curando la redazione) e nazionale, tra cui Radio24, per la quale ho svolto alcuni collegamenti per fatti di cronaca. Nel 2014, inoltre, sono stato in Israele, come free lance in territorio di guerra, durante l’operazione “Tzuk Eitan”. Negli ultimi tempi, mi interesso anche di web marketing, web design e sviluppo di siti in Wordpress, Seo e Sem.

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