Gli abbellimenti della scrittura ebraica: alla scoperta dei tagin

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Tagin

Shalom carissimi amici e lettori di Vivi Israele. Lo sapevate cosa sono i Tagin? La parola deriva dall’aramaico taga תג, plurale tagin, תגין (in ebraico tag, תג, significa apostrofo, distintivo) e si tratta di quelle corone decorative che talvolta troviamo sulle lettere dell’alfabeto ebraico. Il taga è regolarmente composto da tre svolazzi o tratti, ognuno dei quali ricorda una piccola zayin (ז) e si chiama “ziyyun” (זיון, armatura; per esteso pugnale).

Le sette lettere צ, ג, ו, נ, ט ע, ש hanno le corone sui punti delle barre orizzontali superiori. I tagin fanno parte della Masorah (ebraico מסורה, ovvero l’insieme delle tradizioni ebraiche inerenti alla corretta lettura dei testi delle Sacre Scritture). Secondo la tradizione, esisteva un manuale – noto come Sefer haTagin – dei tagin come apparivano sulle dodici pietre che Giosuè eresse nel Giordano, e più tardi eresse a Gilgal. Su queste pietre erano incisi i libri di Mosè, con il tagin nelle lettere richieste.

I tagin e la Kabbalah

Il significato del tagin è velato dal misticismo della Kabbalah. Ogni tratto o segno è un simbolo che rivela, in connessione con le lettere e le parole, i grandi segreti e misteri dell’universo. Si ritiene che le lettere con il tagin, quando combinate, possano formare i nomi divini con cui sono stati creati il ​​cielo e la terra, e che forniscono ancora la chiave per il potere creativo e la rivelazione di eventi futuri.

Queste combinazioni, come il Tetragrammaton, erano a volte usate da studiosi senza scrupoli, specialmente tra gli esseni. Da qui, forse, l’ingiunzione di Hillel: “Colui che fa uso comune della corona (taga) della Torah si disperderà”, a cui si aggiunge “perché chi usa il Shem ha-Meforash non ha alcuna parte nel mondo a venire“; le parole di Hillel, tuttavia, possono essere interpretate in senso figurato.

Decorazione degli scribi

Una spiegazione plausibile del tagin è che siano degli svolazzi, “‘iṭṭur soferim” (decorazione degli scribi), messi ad ornamento del rotolo della Legge con una “keter Torah” (corona della Legge), al cui scopo le lettere ו, ג, ט, ע, ש, צ, ג sono state scelte perché sono le uniche che hanno le barre necessarie in cima per ricevere il tagin, ad eccezione della lettera waw, di cui la parte superiore è molto stretta e la yod, la cui testa è girata ed ha un punto sul fondo.

 Il tagin delle altre lettere era destinato probabilmente a servire come punto diacritico per distinguere tra ב e ב, ח e ח, ך e ך, ו e ו, ם e מ dovunque fosse possibile un errore. Tecnicamente, un taga è composto da tre ziyyunin o pugnali. Una linea o un tratto posto su una lettera con una cima piatta è chiamato ḳeren (corno), ma di regola gli autori non fanno attenzione a distinguere tra i termini “corno” e “pugnale”.

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Mi chiamo Fabrizio Tenerelli, sono un foto-giornalista iscritto all’Albo Professionisti della Liguria. Sono redattore del Settimanale La Riviera e del relativo quotidiano online; sono anche corrispondente dell’Agenzia Ansa dalla provincia di Imperia e corrispondente de Il Giornale (di Milano). Ho diretto per sette anni un quotidiano online locale. Durante la mia ultraventennale esperienza in campo giornalistico ho avuto modo di collaborare per quotidiani nazionali, tra cui: Il Giornale di Milano, Repubblica, Il Giorno, il Messaggero, Il Mattino e via dicendo. Ho anche collaborato, a livello fotografico, con diverse testate nazionali, tra cui: Corriere della Sera, settimanale “Oggi” e via dicendo e per televisioni, tra cui Rai e Mediaset. Ho anche collaborato con radio del panorama locale (Radio 103, per la quale ho svolto per anni i notiziario, curando la redazione) e nazionale, tra cui Radio24, per la quale ho svolto alcuni collegamenti per fatti di cronaca. Nel 2014, inoltre, sono stato in Israele, come free lance in territorio di guerra, durante l’operazione “Tzuk Eitan”. Negli ultimi tempi, mi interesso anche di web marketing, web design e sviluppo di siti in Wordpress, Seo e Sem.

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