Kriah ovvero quel fiocco nero che si indossa in segno di lutto...

Kriah ovvero quel fiocco nero che si indossa in segno di lutto è di tradizione ebraica

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Fiocco nero

Shalom, carissimi a amici e lettori di Vivi Israele, oggi vi racconto da dove deriva una “triste” usanza, che ormai spopola ovunque, specie sui social. Quanti, però, realmente conoscono il suo significato e la sua origine? Ci riferiamo al famoso nastrino nero che viene piegato su sé stesso e mostrato in segno di lutto. Ne vediamo a centinaia su internet, in occasione di qualche sciagura, attentato o semplicemente per commemorare la morte di una persona cara alla collettività. Parliamo della Kriah.

Kriah (קריעה), dal verbo likroa (לקרוע, strappare) è una parola ebraica che significa “strappo” o “lacerazione”. Si riferisce all’atto di strappare i propri vestiti o tagliare un nastro nero che viene successivamente indossato sulle proprie vesti. Questa lacerazione è una straordinaria espressione di dolore e rabbia per la perdita di una persona cara. La kriah deriva da una antica tradizione. Quando il patriarca Giacobbe credette che suo figlio Giuseppe fosse morto, si strappò le vesti (Bereshit-Genesi 37:34). 

34 Giacobbe si stracciò le vesti, si pose un cilicio attorno ai fianchi e fece lutto sul figlio per molti giorni. Anche Giobbe, in lutto per i suoi figli, si alzò e si stracciò gli abiti

Anche Giobbe, in lutto per i suoi figli, si alzò e si stracciò gli abiti (Giobbe 1:20).

20 Allora Giobbe si alzò e si stracciò le vesti, si rase il capo, cadde a terra, si prostrò 

Kriah è un rituale che viene osservato dal figlio, genitore, coniuge e fratello del defunto. Di solito avviene, prima dell’inizio del servizio funebre, quando i parenti si trovano ancora negli uffici dell’agenzia. Se viene utilizzato un nastro nero, viene fornito dal direttore dell’impresa.

Kriah viene sempre rappresentato in piedi. L’atto di stare in piedi mostra la forza in un momento di dolore. Viene fatto un taglio sul lato sinistro degli abiti per i genitori – sopra il cuore – e sul lato destro per tutti gli altri parenti. Mentre viene eseguita la lacerazione, la famiglia recita una benedizione.

Fonte My Jewish Learning

La foto in copertina è tratta da QUI

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Mi chiamo Fabrizio Tenerelli, sono un foto-giornalista iscritto all’Albo Professionisti della Liguria. Sono redattore del Settimanale La Riviera e del relativo quotidiano online; sono anche corrispondente dell’Agenzia Ansa dalla provincia di Imperia e corrispondente de Il Giornale (di Milano). Ho diretto per sette anni un quotidiano online locale. Durante la mia ultraventennale esperienza in campo giornalistico ho avuto modo di collaborare per quotidiani nazionali, tra cui: Il Giornale di Milano, Repubblica, Il Giorno, il Messaggero, Il Mattino e via dicendo. Ho anche collaborato, a livello fotografico, con diverse testate nazionali, tra cui: Corriere della Sera, settimanale “Oggi” e via dicendo e per televisioni, tra cui Rai e Mediaset. Ho anche collaborato con radio del panorama locale (Radio 103, per la quale ho svolto per anni i notiziario, curando la redazione) e nazionale, tra cui Radio24, per la quale ho svolto alcuni collegamenti per fatti di cronaca. Nel 2014, inoltre, sono stato in Israele, come free lance in territorio di guerra, durante l’operazione “Tzuk Eitan”. Negli ultimi tempi, mi interesso anche di web marketing, web design e sviluppo di siti in Wordpress, Seo e Sem.

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