Alla scoperta del Tikkun Olam: dal suo significato storico, a quello kabbalistico...

Alla scoperta del Tikkun Olam: dal suo significato storico, a quello kabbalistico e sociale

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Foto tratta da: http://medimagery.com/kabbalah-creation-story/

Tikkun Olam

Shalom, carissimi amici e lettori di Vivi Israele. Avrete più o meno sentito parlare di “Tiqqun ‘Olam” (solitamente Tikkun Olam: תיקון עולם, dall’ebraico “correzione” o “riparazione” del mondo), specie con riferimento alla mistica ebraica a e alla missione dell’umanità. Si tratta, infatti, di una frase che ha origine nella letteratura rabbinica classica e nella cabala lurianica, un importante filone del misticismo, che ha avuto origine dal lavoro e dagli studi del kabbalista del sedicesimo secolo Isaac Luria.

Radici del termine

Nella Mishnah (il corpo degli insegnamenti rabbinici classici, codificati circa nell’anno 200 e.v.) troviamo la frase “mipnei tikkun ha-olam“, che in questo contesto potrebbe essere tradotta come “nell’interesse della politica pubblica”. Il riferimento è alla legislazione sulla politica sociale che fornisce una protezione extra a coloro che sono potenzialmente in svantaggio.T

In riferimento ai singoli atti di riparazione – nel senso kabbalistico – la frase “tikkun olam” figura in primo piano nel racconto lurianico della creazione, e nelle sue implicazioni: D*o ha contratto (Tzimtzum) il sé divino per fare spazio alla creazione. La luce divina è stata così contenuta in vasi speciali, detti kelim, alcuni dei quali si frantumarono o andarono dispersi.

Mentre la maggior parte della luce ritornò alla sua fonte divina, parte restò attaccata alle schegge spezzate. Questi frammenti costituiscono il male e sono la base per il mondo materiale; le loro scintille di luce intrappolate danno loro potere.

Secondo il racconto lurianico, il primo uomo, Adamo, fu destinato a ripristinare le scintille divine attraverso esercizi mistici, ma il suo peccato interferì in questa opera di “riparazione”. Di conseguenza, il bene e il male rimasero completamente mescolati nel mondo creato e anche le anime umane rimasero imprigionate nei frammenti.

Lo scopo della riparazione

La “riparazione”, che è necessaria, quindi, è duplice: il raduno di luce e di anime, che deve essere raggiunto dagli esseri umani attraverso l’esecuzione contemplativa di atti religiosi. L’obiettivo di tale riparazione, che può essere effettuato solo dagli umani, è quello di separare ciò che è santo dal mondo creato, privando così il mondo fisico della sua stessa esistenza e facendo sì che tutto torni in un mondo prima del “disastro” e del  peccato umano.

Ai nostri giorni

Oggigiorno, “Tikkun Olam” viene utilizzato con un’accezione più sociale per riferirsi agli atti di riparazione degli esseri umani, che non necessariamente credono o hanno famigliarità con le relazioni cosmologiche del termine. La loro enfasi è sugli atti di responsabilità sociale, non sul regno più vasto degli atti sacri; e sul fissare – non annullare – il mondo come lo conosciamo.

La frase “tikkun olam” è stata anche usata per riferirsi al lavoro di azione sociale negli anni ’50. Nei decenni successivi, molte altre organizzazioni e pensatori utilizzarono il termine riferendosi ai programmi di azione sociale; tzedakah (donazione caritatevole) e gemilut hasadim (atti di gentilezza); e progressivi approcci ebraici alle questioni sociali. Alla fine divenne re-associato con la kabbalah, e quindi per alcuni con un significato teologico più profondo.

In copertina foto tratta da QUI

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Mi chiamo Fabrizio Tenerelli, sono un foto-giornalista iscritto all’Albo Professionisti della Liguria. Sono redattore del Settimanale La Riviera e del relativo quotidiano online; sono anche corrispondente dell’Agenzia Ansa dalla provincia di Imperia e corrispondente de Il Giornale (di Milano). Ho diretto per sette anni un quotidiano online locale. Durante la mia ultraventennale esperienza in campo giornalistico ho avuto modo di collaborare per quotidiani nazionali, tra cui: Il Giornale di Milano, Repubblica, Il Giorno, il Messaggero, Il Mattino e via dicendo. Ho anche collaborato, a livello fotografico, con diverse testate nazionali, tra cui: Corriere della Sera, settimanale “Oggi” e via dicendo e per televisioni, tra cui Rai e Mediaset. Ho anche collaborato con radio del panorama locale (Radio 103, per la quale ho svolto per anni i notiziario, curando la redazione) e nazionale, tra cui Radio24, per la quale ho svolto alcuni collegamenti per fatti di cronaca. Nel 2014, inoltre, sono stato in Israele, come free lance in territorio di guerra, durante l’operazione “Tzuk Eitan”. Negli ultimi tempi, mi interesso anche di web marketing, web design e sviluppo di siti in Wordpress, Seo e Sem.

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