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La Grotta di Machpelah o Tomba dei Patriarchi, il secondo luogo più sacro dell’ebrsaismo

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Grotta di Machpelah

Shalom carissimi amici e lettori di Vivi Israele. Oggi parliamo della Grotta di Machpelah detta anche Tomba dei Patriarchi (in ebraico: מערת המכפלה, Me’arat HaMachpela, ovvero la grotta delle tombe doppie o multiple), che sorge ad Hebron in Cisgiordania. Parliamo di un complesso architettonico costruito su una serie di grotte sotterranee, considerato il sito ebraico più antico del mondo e il secondo luogo più sacro per il popolo ebraico, dopo il Monte del Tempio a Gerusalemme.

La grotta e il campo adiacente vennero acquistati – a prezzo pieno di mercato – da Abramo, circa 3700 anni fa. Abramo, Isacco, Giacobbe, Sara, Rebecca e Lea vennero successivamente sepolti nella stessa caverna di Machpelah. Dunque, tutti i patriarchi e le matriarche del popolo ebraico, tranne Rachele, che fu sepolta vicino a Betlemme dove morì di parto.

La “doppia caverna”

venne scoperta diversi anni fa sotto l’imponente edificio, rivelando reperti risalenti al periodo israelitico (circa 30 secoli fa). La struttura fu costruita durante il Secondo Periodo del Tempio (circa duemila anni fa) da Erode, re di Giudea, fornendo un luogo per raduni e preghiere ebraiche sulle tombe dei Patriarchi.

Questo edificio straordinariamente imponente è l’unico che rimane intatto e conserva ancora la sua funzione originale dopo migliaia di anni. I conquistatori stranieri e gli invasori usarono il sito per i propri scopi, a seconda dell’orientamento religioso: i bizantini e i crociati lo trasformarono in una chiesa e i musulmani in una moschea. Circa 700 anni fa, i musulmani Mamelucchi conquistarono Hebron, dichiarando la struttura una moschea e proibirono l’ingresso agli ebrei, ai quali non fu permesso di superare il settimo gradino su una scala esterna all’edificio.

Dopo la liberazione di Hebron

nel 1967, il Rabbino Capo dell’Idf, il defunto Rabbino Generale Maggiore Shlomo Goren, fu il primo ebreo ad entrare nella Grotta di Machpelah. Da allora, gli ebrei hanno lottato per riconquistare i loro diritti di preghiera nel sito, ancora gestito dal Muslim Waqf che prese il controllo durante la conquista araba.

Molte sono le restrizioni imposte alle preghiere e alle usanze ebraiche nella Tomba dei Patriarchi, nonostante il significato, il primato e la santità del sito nel patrimonio e nella storia ebraica.Oltre 300.000 persone visitano ogni anno Ma’arat HaMachpelah. La struttura è divisa in tre sale: Ohel (ואכל, sala) Yitzhak e Ohel Ya’akov e Ohel Yitzhak.

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Mi chiamo Fabrizio Tenerelli, sono un foto-giornalista iscritto all’Albo Professionisti della Liguria. Sono redattore del Settimanale La Riviera e del relativo quotidiano online; sono anche corrispondente dell’Agenzia Ansa dalla provincia di Imperia e corrispondente de Il Giornale (di Milano). Ho diretto per sette anni un quotidiano online locale. Durante la mia ultraventennale esperienza in campo giornalistico ho avuto modo di collaborare per quotidiani nazionali, tra cui: Il Giornale di Milano, Repubblica, Il Giorno, il Messaggero, Il Mattino e via dicendo. Ho anche collaborato, a livello fotografico, con diverse testate nazionali, tra cui: Corriere della Sera, settimanale “Oggi” e via dicendo e per televisioni, tra cui Rai e Mediaset. Ho anche collaborato con radio del panorama locale (Radio 103, per la quale ho svolto per anni i notiziario, curando la redazione) e nazionale, tra cui Radio24, per la quale ho svolto alcuni collegamenti per fatti di cronaca. Nel 2014, inoltre, sono stato in Israele, come free lance in territorio di guerra, durante l’operazione “Tzuk Eitan”. Negli ultimi tempi, mi interesso anche di web marketing, web design e sviluppo di siti in Wordpress, Seo e Sem.

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