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La nascita di Tel Aviv: da sobborgo di Jaffa a centro urbano ebraico

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Tel Aviv

Shalom carissimi amici e lettori di Vivi Israele. Oggi parliamo della nascita di Tel Aviv (תֵּל־אָבִיב), uno dei centri pulsanti di Israele e del mondo. Quando venne fondata, l’11 aprile del 1909 (questa è la data ufficiale, anche se l’insediamento iniziale risale ad anni addietro) rappresentava il primo insediamento completamente ebreo dei tempi moderni.

In origine di chiamava Akhuzat Bayit (anche Ahuzat Bayit, il cui significato è casa colonica), dal nome dell’associazione che creò il primo insediamento della città, fondata da 60 famiglie, come quartiere situato nelle vicinanze di Jaffa. Soltanto nel 1910 verrà chiamata Tel Aviv (dall’ebraico: colina di primavera), nome che prende spunto dal passo di Ezechiele 3:15

15 Giunsi dai deportati di Tel-Avìv (si trova anche Tel Abìb, ndr), che abitano lungo il canale Chebàr, dove hanno preso dimora, e rimasi in mezzo a loro sette giorni come stordito.

e dal primo titolo del romanzo utopico “Altneuland” (Vecchia terra nuova) di Theodor Herzl, la cui prima edizione in ebraico si chiamava appunto Tel Aviv. Durante la prima guerra mondiale, la maggior parte degli ebrei venne espulsa dai turchi, da Jaffa e Tel Aviv, potendo tornare soltanto dopo la guerra, quando la Gran Bretagna ricevette il mandato per la Palestina.

L’antefatto: nel 1906, i residenti ebrei di Jaffa formarono una società chiamata Akhuzat Bayit, per istituire un quartiere al di fuori del congestionato centro, che era abitato in gran parte da arabi. Un quartiere che fosse basato su una pianificazione urbanistica di tipo scientifico. L’obiettivo di Akhuzat Bayit era quello di costruire un “centro urbano ebraico in un ambiente sano, progettato secondo le regole dell’estetica e dell’igiene moderna”. Nel 1908, con fondi prestati dal Fondo Nazionale Ebraico, il gruppo acquista 5 ettari (12 acri) di dune a nord-est di Jaffa, che vengono divisi in 60 lotti. Meir Dizengoff, in seguito primo sindaco di Tel Aviv, era un membro di Akhuzat Bayit.

La popolazione di Tel Aviv

aumentò gradualmente, in particolare quando gli ebrei vennero sollecitati a lasciare la più araba Jaffa, durante i disordini degli anni ’20 del secolo scorso. Le forze arabe a Jaffa bombardarono Tel Aviv nel 1948, prima dell’inizio della guerra vera e propria; mentre le forze ebraiche risposero catturando la città due giorni prima di dichiarare l’indipendenza. La dichiarazione ebbe luogo nella casa del primo sindaco di Tel Aviv, Meir Dizengoff.

Poiché Gerusalemme venne occupata dalla Giordania, dopo che Israele divenne uno stato indipendente nel 1948, la capitale temporanea e la sede degli uffici governativi vennero istituite a Tel Aviv. Diversi uffici governativi rimangono tuttora a Tel Aviv, sede di ambasciate straniere (gli Usa hanno, tuttavia, spostato la sede a Gerusalemme).

Neve Tzedek (נְוֵה צֶדֶק, נווה צדק)
La bellissima area di Neve Tzedek (oasi o casa di giustizia) è in realtà il primo quartiere di Tel Aviv. Fu fondato nel 1887 su un terreno appartenuto ad un attivista politico di nome Aaron Shlush. Si possono ancora vedere la sua casa e altri edifici antichi rappresentativi dell’architettura dei primi giorni dell’insediamento in Israele. In origine abitato da ebrei yemeniti e mizrahi, per anni, il quartiere prosperò con la nascita di Tel Aviv che si sviluppò attorno ad esso. Seguirono anni di abbandono e rovina, ma dai primi anni ’80 del secolo scorso, Neve Tzedek diventa uno dei quartieri più alla moda e costosi della città, con un’atmosfera caratteristica che lo rende un piccolo villaggio a sé. Da non perdere il centro Suzanne Dellal per la danza e il teatro, sede della famosa compagnia di danza BatSheva. Neve Tzedek è la casa di molti artisti le cui opere sono esposte in tutta l’area.

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Mi chiamo Fabrizio Tenerelli, sono un foto-giornalista iscritto all’Albo Professionisti della Liguria. Sono redattore del Settimanale La Riviera e del relativo quotidiano online; sono anche corrispondente dell’Agenzia Ansa dalla provincia di Imperia e corrispondente de Il Giornale (di Milano). Ho diretto per sette anni un quotidiano online locale. Durante la mia ultraventennale esperienza in campo giornalistico ho avuto modo di collaborare per quotidiani nazionali, tra cui: Il Giornale di Milano, Repubblica, Il Giorno, il Messaggero, Il Mattino e via dicendo. Ho anche collaborato, a livello fotografico, con diverse testate nazionali, tra cui: Corriere della Sera, settimanale “Oggi” e via dicendo e per televisioni, tra cui Rai e Mediaset. Ho anche collaborato con radio del panorama locale (Radio 103, per la quale ho svolto per anni i notiziario, curando la redazione) e nazionale, tra cui Radio24, per la quale ho svolto alcuni collegamenti per fatti di cronaca. Nel 2014, inoltre, sono stato in Israele, come free lance in territorio di guerra, durante l’operazione “Tzuk Eitan”. Negli ultimi tempi, mi interesso anche di web marketing, web design e sviluppo di siti in Wordpress, Seo e Sem.

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