Gli amuleti della tradizione ebraica: quali sono e come funzionano

Gli amuleti della tradizione ebraica: quali sono e come funzionano

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Photo is from: https://www.thejc.com/judaism/features/the-mystery-of-the-radlett-amulet-1.447984

Amuleti

Shalom carissimi amici e lettori di Vivi Israele. La superstizione è qualcosa che non ha confini spazio temporali. Ciascuna comunità ha le proprie credenze, così anche nell’ebraismo esistono tradizioni popolari, che si tramandano da secoli. Parliamo, in questo caso, degli amuleti. In ebraico si usano i termini: קמיע (Kamia) o קמע (Kamea).

L’amuleto viene utilizzato per svariati motivi: dal legame d’amore, alla protezione dai demoni oppure dai ladri o dai nemici; contro il malocchio o la sterilità e per attraversare i mari in sicurezza; così come per il benessere del bimbo appena nato o per la caccia e la pesca e per ottenere la saggezza.

Per quanto una persona possa, o meno, crederci: gli amuleti hanno alcuni requisiti particolari. Innanzitutto, devono essere scritti da una persona “santa” ed esperta di kabbalah; talvolta, prima di essere considerato tale, l’amuleto deve aver, ad esempio, guarito in almeno tre occasioni.

Soltanto allora lo si potrà considerare efficace. Come si usano? Solitamente vengono indossati attorno al collo o appesi ai muri delle case; vengono realizzati su fogli di pergamena, con sopra incisi segni magici o lettere dell’alfabeto ebraico che compongono i nomi di D*o o quelli degli Angeli.

Vediamo, dunque, alcuni di questi

I triangoli magici

Riducendo gradualmente le dimensioni di un’iscrizione, lo spirito malvagio viene delicatamente allontanato dalla sua vittima e la sua influenza viene quindi ridotta.

Quadrati e rettangoli

Sono suddivisi in numerose caselle, ciascuna delle quali contiene una o più lettere.  In questo modo si possono formare acrostici in cui potenti iscrizioni possono essere inserite segretamente negli amuleti per esercitare la loro influenza benefica senza la conoscenza dei non iniziati. Il numero di caselle nei quadrati può essere di 9,64 oppure arrivare a 100 e oltre. I rettangoli sono olitamente piccoli e spesso contengono dei versi nascosti tratti dalla Bibbia. Il loro uso e influenza dipendono naturalmente dal particolare versetto biblico inscritto.

Scudo di David

Detto anche (e impropriamente) Stella di David o Stella a sei punte, come amuleto d’argento è solitamente realizzato da un gruppo di produttori di amuleti di Gerusalemme. I sei punti della “Stella” (parte 1 e parte 2) spesso contengono le lettere ירושלים (yerushalaim) o מלך דוד (Re David).

La Menorah

E’ il classico candelabro a sette braccia che ritroviamo spesso in quegli amuleti shiviti (שויתי) provenienti dalla Persia, nient’altro che quelle rappresentazioni meditative di un candelabro usato in alcune comunità ebraiche per la contemplazione del nome di D*o. Negli amuleti di argento vengono usate soltanto le lettere iniziali delle parole, ma nella pergamena i versi vengono scritti per esteso. Vengono chiamati Shiviti, perché la tradizione afferma che lo scudo del re Davide aveva la forma di questi amuleti d’argento e si dirigeva con le parole “Ho posto (shiviti, ndr) il Signore sempre prima di me” (Salmo 16: 8).

La mano (hamsa)

Di frequente troviamo una mano incisa sugli amuleti di carta o di pergamena. E’ molto diffuso tra gli ebrei originari dei paesi islamici. Questa mano (יד) appesa al muro di una casa, serve per proteggere la famiglia dal malocchio. Amuleti d’argento a forma di una mano sono abbastanza comuni, di solito sono di origine nordafricana ed hanno il compito di allontanare il “malocchio“. Alcuni considerano questa come la mano di Fatima, che era la figlia di Maometto, ma gli amuleti a forma di mano sono apparsi in Nord Africa, ai tempi dei Cartaginesi e la tradizione musulmana sarebbe stata preceduta per più di mille anni. La tradizione di usare le mani sugli amuleti persiste fortemente in Marocco, Tunisia e Algeria, così come in tutto il mondo musulmano.

Oggetti rituali

Gli amuleti possono provenire anche da oggetti rituali, come pezzi di afikoman, oppure la mezuzah (che spesso le ragazze indossano attorno al collo) o i tefillin Come protezione contro il malocchio si usavano anche abiti di colore rosso o portare in tasca alcuni grani di sale. Per quanto gli amuleti venissero ampiamente utilizzati in epoca talmudica, Maimonide, ma anche altri rabbini si opposero al loro uso, considerandoli vuota superstizione.

La foto dell’amuleto in copertina proviene da: The Jewish Chronicle

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Mi chiamo Fabrizio Tenerelli, sono un foto-giornalista iscritto all’Albo Professionisti della Liguria. Sono redattore del Settimanale La Riviera e del relativo quotidiano online; sono anche corrispondente dell’Agenzia Ansa dalla provincia di Imperia e corrispondente de Il Giornale (di Milano). Ho diretto per sette anni un quotidiano online locale. Durante la mia ultraventennale esperienza in campo giornalistico ho avuto modo di collaborare per quotidiani nazionali, tra cui: Il Giornale di Milano, Repubblica, Il Giorno, il Messaggero, Il Mattino e via dicendo. Ho anche collaborato, a livello fotografico, con diverse testate nazionali, tra cui: Corriere della Sera, settimanale “Oggi” e via dicendo e per televisioni, tra cui Rai e Mediaset. Ho anche collaborato con radio del panorama locale (Radio 103, per la quale ho svolto per anni i notiziario, curando la redazione) e nazionale, tra cui Radio24, per la quale ho svolto alcuni collegamenti per fatti di cronaca. Nel 2014, inoltre, sono stato in Israele, come free lance in territorio di guerra, durante l’operazione “Tzuk Eitan”. Negli ultimi tempi, mi interesso anche di web marketing, web design e sviluppo di siti in Wordpress, Seo e Sem.

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