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Kabbalah: agire nel mondo Lishmà ovvero senza un perché, ma solo per compiacere l’Eterno

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Agire nel mondo

Shalom carissimi amici e lettori di Vivi Israele. A volte parlando con il mio madrikh (מדריך, guida), alla domanda sul perché dovessi compiere una determinata cosa o studiare un determinato argomento, lui mi rispondeva sempre, in maniera piuttosto lapidaria: Lishmà. Non ho mai voluto approfondire più di tanto, ma alla fine ho capito cosa intendeva con il suo messaggio ovvero: “Per il bene del Creatore”, quell’intenzione altruistica dell’uomo di agire solo per dare piacere e gioia all’Eterno.

Approfondire questo concetto richiederebbe un libro, ma noi proveremo a farlo in maniera piuttosto concisa. Lishmà può anche significare: “Leshem-Heh“, dove la heh finale (la h) indica l’ultima lettera del Tetragramma di Hashem יהוה (yod he vav heh). In ebraico לשם (leshem) significa “allo scopo di“, quindi leshem-Heh può significare “allo scopo di D*o“, inteso come “per fare piacere a D*o”.  Ma שם (shem) significa “nome” e leshem può essere tradotto “verso/per il Nome”. Leshem-Heh significa, quindi: “per il Nome di Heh”, e quindi “per il Nome di D*o”. A differenza di Lo Lishmà che significa “Non per il suo Nome” e quindi “non nel Nome di D*o”.

Differenza tra Lishmà e Lo Lishmà

Ne “Gli scritti sociali di Rabash” (dove Rabash sta per Rav Baruch Shalom HaLevi Ashlag), viene spiegata molto bene questa differenziazione tra Lishma e Lo Lishma. Il primo riferimento è a Pesachim (פסחים), il terzo trattato dell’ordine Sefer Moed della Mishnah (e quindi del Talmud), nel momento in cui si sostiene: “Rabbi Yehuda disse: ‘Rav disse: ‘L’uomo deve sempre impegnarsi nella Torah e nelle Mitzvot, anche se è in Lo Lishma (non per il Suo Nome, ndr), in quanto da Lo Lishma, arriva a Lishma (per il Suo Nome, ndr)”. 

Cosa ci insegnano queste poche righe, applicate alla nostra vita ordinaria? Il fatto che spesso agiamo nel bene, ma soltanto in vista di una ricompensa o di una semplice riconoscenza e quindi agiamo Lo Lishma. Diverso è compiere un gesto altruistico e aiutare il prossimo per in nome di Hashem. 

Il Tikkunei Zohar sostiene

Felice è colui che impara la Torah lishmà” ovvero “per amore della Torah”, ma “Nel capitolo due di Berakhot è detto: ‘tutti quelli che si impegnano nella Torah Lo Lishma è meglio che non siano nati”. Sempre secondo quanto spiegato nel libro sugli “Scritti sociali di Rabash”, il riferimento è a chi studia per vantarsi e infastidire.

Secondo il Kabbalista Michael Laitman: l’avanzamento dallo stato di Lo Lishmà a quello di Lishmà può avvenire solo grazie all’influenza della Luce Circostante (Ohr Makif) e solo quando  passiamo da Lo Lishmà a Lishmà, allora iniziamo ad operare la Luce Diretta (Ohr Yashar). Mi fermo qui, per non entrare troppo nel dettaglio e rischiare di annoiarvi. Ma l’argomento va sicuramente approfondito.

In copertina “Breaking the Tikkun” di Andrei Voica

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