Un viaggio nella Jewish Music: da quella religiosa alla mizrakhit

Un viaggio nella Jewish Music: da quella religiosa alla mizrakhit

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Jewish Music

Shalom carissimi amici e lettori di Vivi Israele. Oggi affrontiamo un argomento a me molto caro, quello della musica ebraica, anche se preferirei parlare di Jewish Music. Jewish, infatti, è un termine anglo americano che pur significando ugualmente “ebraico” o “giudaico”, fa più tendenza. Sì, perché l’ebraismo negli Stati Uniti è uno stile di vita più marcato rispetto all’Italia, che coinvolge anche chi non è ebreo, a partire dal cibo kosher (che laggiù ha più o meno lo stesso valore del nostro “bio”) per proseguire con la cultura, i cui centri (uno su tutti il 92Y Center di New York) sono solitamente frequentati da ebrei e non, così come da turisti e via dicendo. Insomma, la parola giusta è tendenza, anche se per capire bene questo termine, bisogna aver vissuto, pur in minima parte, l’atmosfera dell’ebraismo newyorchese di Williamsburg, piuttosto che di Borough Park. Comunque, non divaghiamo. Chi mi segue ormai ha capito.

C’è un intero libro della Giuntina dedicato alla musica ebraica e pur sintetizzando al massimo: ci sarebbe davvero tanto da dire, ma io mi limiterò a elencare gli stili attuali più di tendenza, partendo dal fatto che la musica è sempre stata una componente essenziale del vivere ebraico, dai tempi della Bibbia e tuttora è parte integrante della vita religiosa e culturale. La musica è già presente nel momento in cui Israele rinasce come nazione – ovvero l’Esodo dall’Egitto – quando Mosé guida il suo popolo verso la Terra Promessa.

La musica era anche parte della cerimonia dei sacrifici nel Tempio e più tardi divenne parte del servizio in sinagoga e dell’osservanza religiosa privata. La Jewish Music tende a miscelare degli elementi unici ad aspetti che riflettono la cultura in cui gli ebrei hanno vissuto, composto, suonato e cantato. 

Musica religiosa ebraica

E’ inclusa la musica dei cantori ossia dei leader di preghiera che suonano o cantano la preghiera in modo professionale. Nusachebraico נוסח nusach; plurale nuschaot (נוסחות) o nusachim (נוסחים) – le melodie con cui vengono cantilenate le tradizionali preghiere, che variano a seconda del servizio religioso. C’è, quindi, una musica liturgica moderna in cui i compositori impostano brani di preghiera giudaica su musica corale o altra musica che non è necessariamente “ebraica”.

Abbiamo, poi, la cantillazione ovvero il canto liturgico di recitazione con modulazione melodica dei testi sacri in prosa, che si usa nelle letture pubbliche di Torah, haftarah (brani selezionati dai Profeti) e altri testi sacri della tradizione ebraica, così come le Ecclesiaste per la festa di Sukkot e nigunim (il plurale di niggun: in ebraico ניגון, che significa tono o melodia) una forma di canzone o melodia religiosa ebraica cantata da gruppi; una tecnica del canto, spesso con suoni ripetitivi. Molte comunità giudaiche, nel corso della storia, hanno prodotto una propria forma espressiva musicale allo scopo di distinguersi.

American Jewish Music

La musica degli ebrei nordamericani riflette il delicato equilibrio che queste comunità intendono mantenere cercando da un parte di sostenere la propria identità ebraica, dall’altra di partecipare alla più vasta cultura nordamericana. Il sorgere della North American Jewish folk music (folk music nordamericana), unisce il sound tradizionale folk music americana con testi in ebraico, spesso ispirati alle sacre scritture. Il revival della musica klezmer, negli anni recenti, riflette le radici dell’Europa orientale di gran parte degli ebrei americani e lo sforzo dei giovani musicisti di riconnettersi alla cultura e alle tradizione del passato. Sono tra l’altro di origine ebrea tra i più famosi compositori e parolieri americani. A partire da Aaron Copeland, per continuare con George Gershwin, Irving Berlin, Carole King e Bob Dylan.

The Maccabeats – Dayenu – Passover

Musica israeliana 

Malgrado la sua giovane età, lo Stato di Israele possiede alle sue spalle un ricco panorama musicale sia folk, che popolare o classico. La commistione di immigranti di diversi Paesi – che in Israele hanno portato la propria tradizione, sia da Occidente che da Oriente – ha dato vita ad un sound israeliano. Prima della nascita di Israele come Stato, il movimento sionista usava la musica folk per trasmettere negli ebrei gli ideali del movimento. L’emigrazione di diversi musicisti europei ha contribuito a creare una ricca tradizione di musica classica nata “ba-Haretz“.

Muzica Mizrakhit

In ebraico: מוזיקה מזרחית. Mizrakhit è un termine che tradotto in italiano significa orientale. Dunque, si tratta di musica mediorientale, con influenze che spaziano dalla musica turca o yemenita, a quella araba o greca, con melodie che si riconnettono alla storia degli ebrei sefarditi. Violino archi, ma anche percussioni tipiche del Medio oriente, sono tra gli strumenti più utilizzati. Spesso i testi possono essere combinati con lingue, come l’arabo, di Paesi che hanno ospitato comunità ebraiche.

Fonte My Jewish Learning

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Mi chiamo Fabrizio Tenerelli, sono un foto-giornalista iscritto all’Albo Professionisti della Liguria. Sono redattore del Settimanale La Riviera e del relativo quotidiano online; sono anche corrispondente dell’Agenzia Ansa dalla provincia di Imperia e corrispondente de Il Giornale (di Milano). Ho diretto per sette anni un quotidiano online locale. Durante la mia ultraventennale esperienza in campo giornalistico ho avuto modo di collaborare per quotidiani nazionali, tra cui: Il Giornale di Milano, Repubblica, Il Giorno, il Messaggero, Il Mattino e via dicendo. Ho anche collaborato, a livello fotografico, con diverse testate nazionali, tra cui: Corriere della Sera, settimanale “Oggi” e via dicendo e per televisioni, tra cui Rai e Mediaset. Ho anche collaborato con radio del panorama locale (Radio 103, per la quale ho svolto per anni i notiziario, curando la redazione) e nazionale, tra cui Radio24, per la quale ho svolto alcuni collegamenti per fatti di cronaca. Nel 2014, inoltre, sono stato in Israele, come free lance in territorio di guerra, durante l’operazione “Tzuk Eitan”. Negli ultimi tempi, mi interesso anche di web marketing, web design e sviluppo di siti in Wordpress, Seo e Sem.

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