Il Rebbe Menachem Mendel Schneerson, tra i volti più carismatici dell’ebraismo

Il Rebbe Menachem Mendel Schneerson, tra i volti più carismatici dell’ebraismo

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Il Rebbe

Shalom carissimi amici e lettori di Vivi Israele. Una delle figure più note dell’ebraismo religioso (non politico) è quella di Rabbi Menachem Mendel Schneerson (in ebraico: מנחם מנדל שניאורסון), meglio conosciuto come “Il Rebbe”, leader indiscusso del movimento Chabad-Lubavitch. Un uomo che ha avuto un grande seguito, soprattutto negli Stati Uniti. Ed è proprio a New York – al 770 di Eastern Parkway (Crown Heights, Brooklyn) – che sorge il quartier generale dei Lubavitch.

Ma chi era il Rebbe?

Rabbi Schneerson nacque il 18 aprile del 1902, a Nikolayev, nel sud dell’Ucraina. Suo padre, Rabbi Levi Yitzchock Schneerson, era un rinomato accademico; mentre la madre, Rebbitzen Chana Schneerson, era una donna aristocratica proveniente da una prestigiosa famiglia di rabbini.

Aveva due giovani fratelli: Dovber e Yisroel aryeh Leib. Quando Menachem Mendel aveva 5 anni, la sua famiglia si trasferì a Yakaterinoslav (l’odierna Dnepropetrovsk), dove il padre venne nominato rabbino capo. Dalla sua prima infanzia, Menachem Mendel cominciò a mostrare una prodigiosa intelligenza, oltre a una acutezza mentale e lasciò la scuola per prendere lezioni private. Venne considerato un prodigio della Torah e da teenager anziché trascorrere tempo in giro con gli amici, com’è d’uso a quell’età, si immerse nel complesso studio della Torah.

E’ il 1923

quando incontra il rabbino Yosef Yitzchock Schneerson – futuro primo Rebbe dei Lubavitch – che lo porterà all’interno del proprio circolo elitario, affidandogli diverse responsabilità. Cinque anni dopo, a Varsavia, sposa la seconda figlia più anziana del Rebbe, Chaya Mushka (1901-1988).

Poco dopo, la coppia si sposta a Berlino, alla cui Università Rabbi Menachem Mendel aveva già iniziato gli studi in matematica e scienze. Nel 1933, per colpa del nazismo, il giovane rabbino e la moglie lasciano Berlino per Parigi e lui proseguirà gli studi alla Università Sorbonne, dove si immerge nella preghiera e negli studi religiosi. Prestò anche servizio come segretario privato del suocero e per conto suo fece numerosi viaggi in Europa, incontrando diversi leader ebrei.

Quando i nazisti

occuparono Parigi, tuttavia, la coppia venne di nuovo messa in fuga. Il 23 giugno del 1941, Menachem e Chaya arrivarono a Londra, dove Rabbi Yosef Yitzchock Schneerson nominò suo genero a capo del braccio educativo dei Lubavitch, così come delle organizzazioni impegnate nel servizio sociale e della relativa casa editrice.  Nel 1950, viene a mancare Rabbi Yosef Yitzchock. Sebbene Menachem Mendel fosse lil naturale successore, all’inizio quest’ultimo fu piuttosto riluttante ad accettare il testimone. Un anno dopo circa assunse il titolo di Rebbe.

I successivi quarantaquattro anni di leadership del Rebbe videro crescere i Lubavitch: da un piccolo movimento quasi devastato dallOlocausto a una comunità mondiale che contava più di duecentomila membri. Il Rebbe, riconoscendo quali fossero i bisogni della corrente generazione e quali sarebbero stati i bisogni della società futura, puntò molto sulla formazione attraverso programmi di servizi sociali e aiuti umanitari al prossimo, indipendentemente dall’appartenenza religiosa. Istituì anche un corpo di emissari lubavitch, i cosiddetti “Shluchim”, inviati all’estero per creare dei centri Chabad-Lubavitch nel mondo, in grado di soddisfare i bisogni spirituali e materiali delle comunità locali. Oggi, ci sono più di 1.400 istituzioni Chabad in trentacinque Paesi e sei continenti.

Grazie alla sua intensa religiosità e alla sua esperienza secolare, con grande compassione e intuito, il Rebbe diventa presto un leader al quale gli altri leader – dalla politica, al business, alla religione – si rivolgono per un consiglio. Dal 1986 in avanti, ogni domenica ha incontrato migliaia di visitatori, distribuendo anche denaro, incoraggiando la carità. E molti hanno conservato quel dollaro ricevuto dal Rebbe, come ricordo di quella visita. Con la caduta del comunismo e la Guerra nel Golfo, il Rebbe disse che si trattava di episodi che annunciavano l’arrivo del Messiah (Moshiach). Nel 1992, all’età di novant’anni, il Rebbe venne colpito da un ictus e morì due anni dopo: il 12 giugno del 1994 (3 del mese di Tammuz dell’anno 5754). Venne sepolto vicino a suo suocero, Rabbi Yosef Yitzchok Schneersohn, al Cimitero Montefior nel Queens, New York.

Fonte: The Jewish Virtual Library

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Mi chiamo Fabrizio Tenerelli, sono un foto-giornalista iscritto all’Albo Professionisti della Liguria. Sono redattore del Settimanale La Riviera e del relativo quotidiano online; sono anche corrispondente dell’Agenzia Ansa dalla provincia di Imperia e corrispondente de Il Giornale (di Milano). Ho diretto per sette anni un quotidiano online locale. Durante la mia ultraventennale esperienza in campo giornalistico ho avuto modo di collaborare per quotidiani nazionali, tra cui: Il Giornale di Milano, Repubblica, Il Giorno, il Messaggero, Il Mattino e via dicendo. Ho anche collaborato, a livello fotografico, con diverse testate nazionali, tra cui: Corriere della Sera, settimanale “Oggi” e via dicendo e per televisioni, tra cui Rai e Mediaset. Ho anche collaborato con radio del panorama locale (Radio 103, per la quale ho svolto per anni i notiziario, curando la redazione) e nazionale, tra cui Radio24, per la quale ho svolto alcuni collegamenti per fatti di cronaca. Nel 2014, inoltre, sono stato in Israele, come free lance in territorio di guerra, durante l’operazione “Tzuk Eitan”. Negli ultimi tempi, mi interesso anche di web marketing, web design e sviluppo di siti in Wordpress, Seo e Sem.

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