Il mondo delle Sefirot e la matrice dell’Adam Qadmon: un viaggio all’origine...

Il mondo delle Sefirot e la matrice dell’Adam Qadmon: un viaggio all’origine della Creazione

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Sefirot

Shalom carissimi amici e lettori di Vivi Israele. Molti tendono ad associare la Kabbalah al classico Albero della Vita (Etz haHa’yim עץ החיים, in ebraico) con le Sefirot (סְפִירוֹת) plurale di Sefirah (סְפִירָה). Ma cosa sono e cosa rappresentano queste dieci sfere così misteriose e frutto di mille interpretazioni? Noi vi daremo una spiegazione di massima, dato che l’argomento richiederebbe una trattazione ben più ampia. Esistono, inoltre, diversi modi di interpretare le Sefirot e nella Kabbalah ci sono diverse scuole di interpretazione.

Partiamo, dunque. La radice trilittera di Sefirah è ספר la stessa de verbo “contare” לספור (lispor). Le Sefirot sono la forza creativa. Non hanno sostanza fisica, ma sono più che altro assimilabili a concetti ideali. Sono gli attributi divini, ma – come afferma Gabriella Samuel, nel suo “Kabbalah, tutti i segreti del misticismo ebraico – comprendono anche tutto ciò che c’è nel Creato.

Vengono definite come influssi divini che servono da conduttore per riversare energia nel Creato, dove rappresentano le infinite espressioni della natura e rivelano la divinità nel mondo. Nel contempo, però, sono anche mondi nascosti di puri amore e giustizia. Come avrete capito, si tratta di un concetto molto ideale, difficilmente afferrabile con la ragione. Per ogni Sefirah esiste anche un relativo attributo etico dell’essere umano (come potete leggere più sotto). 

Il comportamento (musar) spirituale ed etico favorisce l’unificazione delle Sefirot; mentre le azioni che violano la volontà di D*o (le cosiddette עברות averot, traducibili come peccati), creano caos nelle Sefirot, consolidando le forze del male. Secondo i sapienti ebrei, chi interiorizza gli attributi etici delle Sefirot, un domani potrà essere accolto nell’aldilà mistico e risiedere nel mondo delle Sefirot.

Quest’ultime vanno considerate come dei Kelim ovvero dei vasi, dei veicoli, attraverso i quali scorre e viene filtrata la luce (אור, or) divina, che viene percepita dall’esterno soltanto attraverso ciascuna di esse. Non vanno, invece, intese come entità esistenti separatamente o distinte dall’En Sof (אֵין סוֹף) – ovvero dal D*o prima della sua manifestazione – che dall’ebraico significa “infinito”, “senza fine”. Non sono neppure espressioni di D*o e non vanno in alcun modo considerate come intermediarie, quindi è inutile rivolgere loro delle preghiere. 

Ciascuna Sefirah, però, contiene l’interezza delle dieci Sefirot. Ma cosa succede ora? Il bisogno di D*o di esprimere questi contributi e di concedere l’amore divino all’umanità necessità della Creazione stessa. Da qui l’affermazione (sotto forma di chiasmo) per cui D*o ha bisogno della Creazione, quanto la Creazione ne ha di D*o. Ne deriva che “perché D*o esprima ed esperimenti gli Attributi divini – afferma la Samuel – noi creature finite, oltre a tutta la Creazione manifesta, abbiamo iniziato ad esistere”. E la Creazione si sostiene grazie al continuo rinnovamento della volontà divina רצון (ratzon, volontà). Come avrete notato, è impossibile studiare Kabbalah – non dico diventare Kabbalisti, che richiederebbe la presenza di un maestro – senza avere una minima conoscenza dell’ebraico.

Analizziamo il loro significato.

Keter (כֶּתֶר) la Corona, la Volontà Prima, il Divino Nulla

Chokhmah (חכמה): la Saggezza, l’Inizio, il Punto di Partenza, il Primo Aspetto discernibile di Dio, il Principio Maschile di Dio, il Padre Superiore che feconda la Sephirah successiva

Binah (בינה): la Comprensione, il Principio Femminile di Dio, l’Utero da cui deriva tutto il resto della Vita Divina e Terrena

Chesed (חֶסֶד) o Ghedullah: la Benevolenza, la Clemenza, la Misericordia, l’Amore

Ghevurah (גבורה) o Pahad o Din: il Potere, il Timore, la Giustizia, il Rigore, il Giudizio

Tiferet (תפארת): o Rachamin: la Bellezza, la Compassione, il Principio Armonizzante, la Gloria

Netzach (נצח): l’Eternità, la persistenza, la Vittoria, il Giusto

Hod (הוד) la Gloria, la Maestà, la Regalità, il Giusto

Yesod (יסוד): il Fondamento, il Giusto

Malkut (מלכות) o Shekhinah: il Regno, la Presenza, è l’ultima Sefirah, l’unica ricettiva

Qualcuno potrebbe dire: ma non manca un’altra Sefirah? Giusto. Si tratta di Da’at (דעת) o conoscenza, conosciuta anche come la Sefirah non manifesta, in quanto inizia ad esistere soltanto quando Chokhmah e Binah combinano le proprie energie per formare la conoscenza. Gli attributi divini delle dieci Sefirot si combinano in misura infinitamente variata, per dare origine al Creato.

La raffigurazione delle dieci Sefirot, secondo la classica matrice dell’Albero della Vita, serve ad emulare la forma del divino archetipo dell’Adam Qadmon, l’uomo primordiale. 

La foto in copertina è tratta da Redbubble

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Mi chiamo Fabrizio Tenerelli, sono un foto-giornalista iscritto all’Albo Professionisti della Liguria. Sono redattore del Settimanale La Riviera e del relativo quotidiano online; sono anche corrispondente dell’Agenzia Ansa dalla provincia di Imperia e corrispondente de Il Giornale (di Milano). Ho diretto per sette anni un quotidiano online locale. Durante la mia ultraventennale esperienza in campo giornalistico ho avuto modo di collaborare per quotidiani nazionali, tra cui: Il Giornale di Milano, Repubblica, Il Giorno, il Messaggero, Il Mattino e via dicendo. Ho anche collaborato, a livello fotografico, con diverse testate nazionali, tra cui: Corriere della Sera, settimanale “Oggi” e via dicendo e per televisioni, tra cui Rai e Mediaset. Ho anche collaborato con radio del panorama locale (Radio 103, per la quale ho svolto per anni i notiziario, curando la redazione) e nazionale, tra cui Radio24, per la quale ho svolto alcuni collegamenti per fatti di cronaca. Nel 2014, inoltre, sono stato in Israele, come free lance in territorio di guerra, durante l’operazione “Tzuk Eitan”. Negli ultimi tempi, mi interesso anche di web marketing, web design e sviluppo di siti in Wordpress, Seo e Sem.

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