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John von Neumann tra i più grandi matematici della storia e padre della Teoria dei Giochi

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Shalom carissimi amici e lettori. Oggi vi voglio illustrare il profilo di una delle personalità scientifiche e dei più grandi matematici di tutti i tempi. Parliamo di John von Neumann (il suo nome originario era: János Lajos Neumann), nato a Budapest, il 29 dicembre del 1903, maggiore di tre figli di un ricco banchiere ebreo, morto l’8 febbraio del 1957, a Washington. Von Neumann fu il primo a dedicare costanti attenzioni alle scienze economiche e sociali. A 12 anni conosceva già la Teoria delle Funzioni di E.Borel.

Iscrittosi alla facoltà di  matematica dell’università di Budapest, era così avanti, che anziché frequentare le lezioni, andò all’università di Zurigo per iscriversi contemporaneamente a chimica. Alla fine si laureò in entrambe le facoltà e fu libero docente a Berlino e Amburgo, prima di conquistare la cattedra di fisica matematica dell’università di Princeton (New Jersey), che manterrà per tutta la vita. Nel 1955 venne nominato membro della United States Atomic Energy Commission ed entrò a far parte anche della Cia.

Meccanica quantistica

Von Neumann fu anche cooptato nel Progetto Manhattan per la costruzione della bomba atomica. Molti i riconoscimenti che ottenne a livello mondiale per i suoi lavori scientifici. Ciascun campo con cui entrò in contatto, subì l’influsso del suo pensiero. Suoi contributi degni di nota nella matematica, vanno dall’assiomatica della teoria degli insiemi, allo spazio di Hilbert, per proseguire con la teoria degli operatori e via dicendo. Dimostrò il teorema ergodico (meccanica statistica, vale a dire il calcolo del valore medio di una qualsiasi funzione) e fondò un nuovo ramo della geometria, quella continua senza punti.

Scrisse un libro sui fondamenti matematici della meccanica quantistica, dimostrando che meccanica classica e statistica sono una cosa sola, mentre la quantistica se ne differenzia. Si interessò anche di matematica applicata, le cui ispirazioni provenivano dal mondo reale. Profondo il suo interesse per fisica, astrofisica, meteorologia ed economia. L’influsso dei calcoli numerici nella ricerca applicata, lo portò a occuparsi pure dei calcolatori elettronici ad alta velocità. Nessuno prima di lui, inoltre, si occupò così a fondo di economia e con una così ampia conoscenza della matematica e delle scienze naturali.

Le sue idee innovative si sono sviluppate nei campi dei giochi di strategia e dell’economia in espansione. Nel 1928 pubblica il suo primo saggio sui giochi, che contiene il teorema fondamentale del minimassimo, considerato tra i più importanti della matematica moderna. Von Neumann fece parte dell’Institute for Advanced Study, che aprì i battenti, a Princeton, nel 1933 e fu uno dei sei primi professori di matematica, insieme ad Albert Einstein, Hermann Weyl, Morse, Alexander e Oswald Veblen. Tenne la cattedra a Princeton fino alla morte.

Teoria dei giochi

Nel 1937 ottenne la cittadinanza statunitense. Teoria dei giochi e comportamento economico, del 1944, è all’origine di molti saggi. E per teoria dei giochi intendiamo una disciplina della matematica applicata che studia e analizza le decisioni individuali di un soggetto in situazioni di conflitto o interazione strategica con altri soggetti rivali (due o più) finalizzate al massimo guadagno di ciascun soggetto. Utilizzando modelli di comportamento economico e sociale, egli spiega la rigorosa identità tra la forma dei fenomeni economici e alcuni giochi di strategia. In quest’ultimi, al contrario di quanto accade nei giochi di azzardo, il risultato non dipende mai dalle sole variabili che sono sotto il controllo di un singolo individuo. Ma non solo. Gli interessi dei singoli talora si contrappongono, talora sono paralleli. Ecco, quindi, l’applicazione della logica matematica, della teoria degli insiemi e della teoria di gruppi.

Viene introdotta l’idea del comportamento razionale e, nella teoria dei giochi, si considera anche la collaborazione tra giocatori. La teoria dei giochi non tardò a entrare in campi come quello della ricerca operativa e della strategia militare. Negli ultimi anni della sua vita, von Neumann si occupò anche di un’altra teoria rilevante per le scienze sociali, quella degli automi. In alcuni lavori dimostrò la possibilità di costruire una macchina che si riproduce da sola, quando viene messa a confronto con le sue parti componenti e che trasferisce questa sua capacità di riproduzione anche alla nuova costruzione.

Un’intelligenza unica

Aveva una intelligenza e un intuito così eccezionali, che spesso risolveva i problemi, prima che i suoi amici o visitatori terminassero di formularli. Qualcuno aveva addirittura parlato di lui, come di una nuova fase nello sviluppo dello spirito umano. Non di meno aveva una memoria eccezionale, tanto da ricordarsi le poesie in lingue diverse e, a portata di mano, non aveva soltanto le proprie conoscenze scientifiche, ma anche i frutti del suo studio in campo storico o letterario. Morì di un tumore alle ossa che lo costrinse su una sedia a rotelle, ma non per questo gli impedì di proseguire con i propri studi.

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