Ebraismo e stregoneria: decine di riferimenti nella Torah e nel Talmud

Ebraismo e stregoneria: decine di riferimenti nella Torah e nel Talmud

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Ebraismo e stregoneria

Shalom carissimi amici e lettori di Vivi Israele. Oggi parliamo, in modo molto breve (rispetto alla sua vastità) di un argomento particolare: la stregoneria. in molte culture del mondo, una strega o un mago vengono generalmente visti come dei nefasti praticanti di magia. Nella cultura ebraica, in contrasto con quella moderna e quella Cristiana, in particolare, che vede entrambi come soggetti demoniaci, l’atteggiamento è variato nel corso del tempo e anche in base alla geografia.

I pietisti tedeschi, ad esempio, guardavano maghi e streghe quasi come se fossero demoni. Nel 17/mo secolo Manasseh ben Israel d’Olanda espresse un punto di vista sulla stregoneria, virtualmente indistinguibile da quello dei contemporanei demonologi cristiani. 

Vediamo ora cosa ne pensa a Torah. L’atteggiamento formale della Bibbia nei confronti di maghi e streghe è duro e rigoroso, con la stregoneria considerata come un peccato capitale.

Shemot/Esodo 22:17-18

17 Non lascerai vivere colei che pratica la magia.

18 Chiunque si abbrutisce con una bestia sia messo a morte.

Vayikra/Levitico 20:27

27 Se un uomo o una donna ha uno spirito o indovina, dovranno esser messi a morte; saranno lapidati; il loro sangue ricadrà su loro”.

Nel Talmud, inoltre, abbiamo il passo di Sanhedrin 45b

Questa contrarietà dell’ebraismo alla magia sembra avere origine dalla sua associazione con l’idolatria. Sia gli uomini che le donne vengono raffigurati nelle pratiche di stregoneria e spesso le streghe vengono mostrate in una posizione di potere. In particolare, i maghi al servizio dei re di Babilonia ed Egitto e le streghe al servizio del re Manasseh. La stessa regina Gezabele è una strega

Shemot/Esodo 7:11

11 Faraone a sua volta chiamò i savi e gl’incantatori; e i magi d’Egitto fecero anch’essi lo stesso, con le loro arti occulte.

Poco si sa, al momento, sulla stregoneria di epoca biblica, anche se sembra esserci un riferimento indiretto alle pratiche tipo Voodoo, ma sul tema sembra comunque regnare il silenzio. C’è, quindi, il caso della donna di Endor – spesso identificata come strega e negromante nella letteratura ebraica post biblica – la quale compare nel primo libro di Samuele e che, tuttavia, non viene mai identificata come strega.

Altri riferimenti alla magia li abbiamo in:

Devarim/Deuteronomio 18:10-12 

10 Non si trovi in mezzo a te chi immola, facendoli passare per il fuoco, il suo figlio o la sua figlia, né chi esercita la divinazione o il sortilegio o l’augurio o la magia; 11 né chi faccia incantesimi, né chi consulti gli spiriti o gli indovini, né chi interroghi i morti, 12 perché chiunque fa queste cose è in abominio al Signore; a causa di questi abomini, il Signore tuo Dio sta per scacciare quelle nazioni davanti a te.

Fonti ebraiche offrono diverse spiegazioni sull’origine della stregoneria che secondo il Libro di Enoch, per portare un esempio, venne insegnata dagli angeli caduti alle loro mogli mortali. Ciò spiegherebbe il particolare legame tra donne e stregoneria che caratterizza la successiva letteratura giudaica. Nel testo medievale “Alef-Bet ben Sira” (Alfabeto di Ben Sirach), si parla della trasformazione di Lilith in un demone col potere dell’uso del Tetragramma.

Anche se gli ebrei vengono considerati, in linea di massima, dei  maghi straordinari ed anche qualche rabbino usa incantesimi, pozioni e rituali di guarigione, nella letteratura rabbinica la stregoneria è spesso associata alle donne.

Shemot/ Esodo 22,17

Non lascerai vivere colei che pratica la magìa.

Ciò nonostante l’esistenza di un manuale di magia medievale – dal titolo La spada magica di Mosè – è stato chiaramente scritto con l’intento che l’adepto che lo usa sia un uomo. Moti sono anche i passaggi del Talmud che legano la stregoneria con l’immagine femminile: Avot 2:7; Eruvin 64b; Yerushalmi Avodah Zarah 1:9. 

A parte alcuni esempi in cui la stregoneria viene utilizzati per scopi puramente pratici, in generale si ritiene che la magia sia sempre stata utilizzata, nella storia, per scopi nefasti anche se raramente è stato scritto in qualche testo. Ecco che gli incantesimi vengono utilizzati per procurare il malocchio, mossi da invidia e gelosia oppure per ottenere profitti personali.

Fonte: MyJewishlearning

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Mi chiamo Fabrizio Tenerelli, sono un foto-giornalista iscritto all’Albo Professionisti della Liguria. Sono redattore del Settimanale La Riviera e del relativo quotidiano online; sono anche corrispondente dell’Agenzia Ansa dalla provincia di Imperia e corrispondente de Il Giornale (di Milano). Ho diretto per sette anni un quotidiano online locale. Durante la mia ultraventennale esperienza in campo giornalistico ho avuto modo di collaborare per quotidiani nazionali, tra cui: Il Giornale di Milano, Repubblica, Il Giorno, il Messaggero, Il Mattino e via dicendo. Ho anche collaborato, a livello fotografico, con diverse testate nazionali, tra cui: Corriere della Sera, settimanale “Oggi” e via dicendo e per televisioni, tra cui Rai e Mediaset. Ho anche collaborato con radio del panorama locale (Radio 103, per la quale ho svolto per anni i notiziario, curando la redazione) e nazionale, tra cui Radio24, per la quale ho svolto alcuni collegamenti per fatti di cronaca. Nel 2014, inoltre, sono stato in Israele, come free lance in territorio di guerra, durante l’operazione “Tzuk Eitan”. Negli ultimi tempi, mi interesso anche di web marketing, web design e sviluppo di siti in Wordpress, Seo e Sem.

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