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Chanukah 2018: il 2 dicembre si accende la prima luce/ breve guida alla festività

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Chanukah

Chanukah, termine che in ebraico significa “inaugurazione” o “dedica”, chiamata anche Festa delle Luci, viene celebrata quest’anno dal tramonto di domenica 2 dicembre, fino al tramonto di lunedì 10 dicembre.

La festività commemora sia la ri-inaugurazione del Secondo Tempio di Gerusalemme (nel 164 a.e.v.), dopo la sua profanazione da parte dell’Impero Seleucide, sotto Antioco IV che il ripristino della libertà religiosa per gli ebrei, dopo un periodo di dura repressione e soprattutto il miracolo dell’olio.

Il successo della rivolta popolare condotta da Giuda Maccabeo e dai suoi fratelli, simboleggia la battaglia del popolo ebraico per la conquista della propria libertà come nazione. Chanukah non è festa nazionale in Israele. Uffici, negozi e trasporti pubblici sono operativi come d’abitudine. Le scuole, tuttavia, restano chiuse.

I retroscena storici di Chanukah

Nel 200 a.v.e., il re selucide Antioco III conquistò la Terra di Israele, inglobandola nel proprio regno. Mentre né lui, né il proprio figlio e successore, Seleuco IV, imposero la propria cultura ellenistica sugli ebrei; il suo secondo figlio Antioco IV, che salì al trono nel 175 a.e.v., istituì – con il consenso attivo e il supporto di molti ebrei – una politica di ellenizzazione forzata e attuò una linea dura contro quegli ebrei che si rifiutarono di seguire la cultura ellenistica.

Sotto il regno di Antioco IV, gli ebrei furono costretti a mangiare carne di maiale; mentre l’osservanza dello shabbat e la circoncisione potevano essere puniti con la pena di morte. nel 167 a.e.v. il Tempio venne profanato e dedicato al dio greco Zeus (Giove), diventando così il centro di una cultura idolatra.

Nel 165 a.e.v., scoppiò una rivolta popolare contro il dominio Seleucide, guidata da Mattatia, un anziano sacerdote originario della città di Modi’in (a est di Lod) e dai suoi cinque figli. Mattatia morì poco dopo, e la battaglia venne portata avanti al suo successore e terzo figlio: Giuda, conosciuto anche come Giuda Maccabeo. In seguito a una brillante guerriglia le forze armate di Giuda riuscirono a liberare Gerusalemme, nell’inverno del 164 a.e.v.. Il Tempio venne così purificato e il giorno 25 del mese ebraico di Kislev, venne di nuovo inaugurato.

A quell’epoca, secondo quanto riportato dalla tradizione rabbinica, quando gli uomini di Giuda cercarono di riaccendere la menorah del Tempio venne trovata una scorta di olio di oliva pure valido per un solo giorno. E qui avviene il miracolo di Chanukah: la assai limitata quantità di olio bruciò per gli otto giorni richiesti per ottenere una nuova fornitura. Per questo la festa di Chanukah commemora sia la liberazione di Gerusalemme, che la ri-inaugurazione del Tempio e il miracolo dell’olio. In una delle benedizioni, recitata per ciascuna sera, il popolo ebraico elogia D*o per avere compiuto i miracoli “per i nostri avi, in questi giorni e in questa stagione”.

L’Osservanza di Chanukah

L’elemento principale di questa festa consiste nell’accensione della menorah a otto braccia, detta chanukkiah, nel tardo pomeriggio, ma non prima del tramonto; o di notte. Le candele vengono accese, una per una, nelle otto sere della festività. Una candela extra, detta shamash, è tenuta a parte ed è utilizzata per accendere le altre. Nel momento in cui si accende la candela, vengono recitate delle benedizioni speciali: alla finestra o alla porta di ingresso, in modo che sia ben visibile da fuori, al fine di pubblicizzare il miracolo dell’olio. In questo periodo è anche abitudine mangiare cibo fritto nell’olio, come le frittelle di patate (latkes della tradizione ashlenazita) o i sufganiyot, simili ai più comuni krapfen ripieni di marmellata.

Il gioco di Chanukah

Tra i bambini, invece, è molto comune in questa festa l’uso di un particolare giocattolo: una trottola a quattro facce, chiamata Dreidel o Sevivon, le cui lettere (una per ciascuna faccia) sono diverse a seconda che ci si trovi in Israele o nella Diaspora, in quanto formano due acronimi diversi: “Un grande miracolo avvenne laggiù” (Diaspora) e “Un grande miracolo avvenne qui” (Israele). Per saperne di più leggi l’articolo sul dreidel.

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