Ecco chi è Ruth Handler l’imprenditrice ebrea che inventò la Barbie

Ecco chi è Ruth Handler l’imprenditrice ebrea che inventò la Barbie

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Ruth Handler, The Barbie(r) dolls mom, admires her creation at the 40th anniversary celebration at FAO Schwarz in New York Tuesday, March 9, 1999. The Barbie doll was introduced to the world 40 years ago at Toy Fair and has become the world's most popular fashion doll. Two Barbie dolls are sold every second somewhere around the world. (Wagner International photo) (Newscom TagID: fpsphotos001228.jpg) [Photo via Newscom]

Barbie

Shalom carissimi amici e lettori di Vivi Israele. Oggi vi parlo di un personaggio, che pochi di voi avranno sentito nominare Ruth Mosko Handler (1916-2002). Eppure se vi dico Barbie? Sì, proprio lei la “fashion doll” più famosa al mondo. E’ stata proprio Handler, una imprenditrice ebreo americana, l’inventore della bambola che ha conquistato generazioni di bambine.

Nata a Denver, nel Colorado, il 4 novembre del 1916 (e morta il 27 aprile del 2002, a Century City, in California), la Handler apparteneva alla prima generazione di immigrati ebrei dalla Polonia: figlia di Jacob Joseph Mosko e Ida Rubenstein. Sposò il suo fidanzatino delle superiori, Elliot Handler e i due andarono a vivere nel 1938, a Los Angeles. Gli Handler iniziano il loro primo business, nel settore delle forniture plastiche, nel garage di casa. Durante la Seconda Guerra Mondiale: Elliot e un partner, Harold “Matt” Matson, combinano i due nomi e formano una nuova compagnia, la Mattel.

All’inizio vendono cornici fotografiche in miniatura, ma a un certo punto si rendono conto che le case di bambola e i suoi accessori rendono di più. Dopo che Matson, però, decide di vendere la propria quota, Elliot e Ruth si concentrano su un nuovo segmento commerciale, quello della produzione di giocattoli. Nel 1955, i due Handler si fanno promotori di un nuovo di di vendita diretta dei prodotti ai bambini, acquistando uno spazio pubblicitario del valore di un anno sul Mickey Mouse Club television.

Durante un viaggio in Europa

Ruth acquista una bambola tedesca, Lilli, per sua sorella, Barbara. Dopo aver acquistato i diritti di lanciare sul mercato Lilli, Ruth apporta qualche piccolo ritocco e nel 1959 immette la bambola sul mercato. Sebbene Ruth credesse che fosse importante per una ragazza giocare con una bambola col seno, la critica sosteneva  che le misure irreali della bambola – corrispondenti alla taglia umana di 39”-18” e 33” (misura americana) – avrebbe potuto avere l’effetto opposto.

La Mattel ritoccò le misure, nel corso degli anni, ma le proporzioni restarono fuori dalla portata per la maggior parte delle donne. L’enorme appeal della Barbie, il suo guardaroba sempre in evoluzione e il suo entourage: a partire dal fidanzato Ken (che prende nome da Kenneth, figlio degli Handler); Midge, la migliore amica di Barbie e Allan, amico di Ken e corteggiatore di Midge, portano la Mattel, nel 1960, a diventare una società per azioni e nel 1965 entra a far parte della “Fortune 500 list”. Ruth Handler, che diventa presidente della Mattel nel 1967, viene accusata di frode.

Successivamente alla diagnosi di un cancro al seno – che la porterà a subire una mastectomia, nel 1970 – si dedicò a un nuovo business: quello delle protesi al seno che lei stesso studiò e disegnò chiamandole “Nearly Me”. Più tardi pubblicò una autobiografia, dal titolo: “Dream Doll: The Ruth Handler Story in 1995”. Morì il 27 aprile del 2002, in California, all’età di 85 anni per le complicanze di un’operazione di cancro al colon. Nel momento della sua morte, oltre un miliardo di Barbie vennero vendute in 250 nazioni.

Foto tratta da: http://www.ladyo.it/

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Mi chiamo Fabrizio Tenerelli, sono un foto-giornalista iscritto all’Albo Professionisti della Liguria. Sono redattore del Settimanale La Riviera e del relativo quotidiano online; sono anche corrispondente dell’Agenzia Ansa dalla provincia di Imperia e corrispondente de Il Giornale (di Milano). Ho diretto per sette anni un quotidiano online locale. Durante la mia ultraventennale esperienza in campo giornalistico ho avuto modo di collaborare per quotidiani nazionali, tra cui: Il Giornale di Milano, Repubblica, Il Giorno, il Messaggero, Il Mattino e via dicendo. Ho anche collaborato, a livello fotografico, con diverse testate nazionali, tra cui: Corriere della Sera, settimanale “Oggi” e via dicendo e per televisioni, tra cui Rai e Mediaset. Ho anche collaborato con radio del panorama locale (Radio 103, per la quale ho svolto per anni i notiziario, curando la redazione) e nazionale, tra cui Radio24, per la quale ho svolto alcuni collegamenti per fatti di cronaca. Nel 2014, inoltre, sono stato in Israele, come free lance in territorio di guerra, durante l’operazione “Tzuk Eitan”. Negli ultimi tempi, mi interesso anche di web marketing, web design e sviluppo di siti in Wordpress, Seo e Sem.

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