Alla scoperta dell’ebraismo ricostruzionista: ecco perché si distingue dalle altre confessioni

Alla scoperta dell’ebraismo ricostruzionista: ecco perché si distingue dalle altre confessioni

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Ebraismo ricostruzionista

L’ebraismo ricostruzionista (in ebraico: יהדות רקונסטרוציוניסטית, yahadút rekonstruktsyonistit, o יהדות מתחדשת, yahadút mitkhadéshet) è un movimento politico e religioso progressista, il più piccolo e giovane dei cosiddetti “big four” ovvero le grandi quattro confessioni “Jewish”.

Abbraccia grossomodo un centinaio di sinagoghe negli Stati Uniti ed una manciata oltremare. Si tratta, inoltre, dell’unico dei maggiori movimenti ad essere nato negli States. Il movimento nasce nei primi anni del ventesimo secolo dal pensiero di Mordecai Kaplan, un rabbino ortodosso, professore al Jewish Theological Seminary del Conservative movement.

Secondo Kaplan

l’ebraismo è al di là della della legge ebraica e della ritualità, abbracciando anche la cultura, la filosofia, la memoria storica e il destino collettivo di un popolo. Kaplan, infatti, rigettò l’idea che i rituali dell’ebraismo fossero legati ai divini comandamenti, sostenendo al contrario che appartenessero all’uso. Abitudini che vennero adottate dagli ebrei nei secoli, sotto l’influenza del contesto culturale in cui gli ebrei vivevano.

Tra le affermazioni più conosciute di Kaplan, c’è quella secondo cui la tradizione ebraica deve avvenire secondo i criteri della scelta e non del veto:  “gets… a vote but not a veto” (fonte, my jewish learning). Ciò significa che la tradizione giudaica deve essere consultata per determinare come gli ebrei vivono oggi, ma i suoi precetti non devono essere assoluti. Da questo punto di vista l’ebraismo ricostruzionista è più in linea con l’ebraismo riformato, che rifiuta la natura obbligatoria della legge ebraica.

Lgbt, gay

Il movimento accetta Lgbt e rabbini provenienti da matrimoni misti; oltre a riconoscere la parità tra uomini e donne. Il rifiuto dell’halakha (legge ebraica) come obbligatoria ha aiutato il movimento a promuovere uno spirito di innovazione del quale lo stesso ne va orgoglioso, definendosi talvolta come il braccio della ricerca e dello sviluppo all’interno della comunità ebraica. Un numero di comune pratiche tra gli ebrei americani hanno visto come pionieri proprio i ricostruzionisti.

Tra queste il “bat mitzvah” ovvero il bar mitzvah per le ragazze. Si dice che Kaplan abbia tenuto il primo bat mitzvah americano, nel 1922, a favore della propria sorella più anziana, di nome Judith. Oggi, la cerimonia del bat mitzvah è comune a tutte le confessioni. Il movimento è stato anche il primo ad accettare, nel 1968, la discendenza patrilineare e a ordinare rabbini gay e lesbiche (1984). Nel 1968 il movimento diventa indipendente con la fondazione del Reconstructionist Rabbinical College a Filadelfia, Pennsylvania. Nel 2015 è stato anche il primo movimento ad accettare rabbini “intermarried” ovvero provenienti da matrimonio misto.

Ciò avvenne quando cambiò la politica della scuola rabbinica, ammettendo e ordinando anche quei candidati sposati con un/una non ebreo/a. Questo tipo di politica scatenò una serie di proteste, da parte di rabbini e congregazioni che chiesero di annientare questo movimento, che ha creato RitualWell.org, un sito molto popolare comprendente un largo elenco di poesie, meditazioni, cerimonie e altro materiale per creare dei rituali ebraici.

Fonte: My Jewish Learning

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Mi chiamo Fabrizio Tenerelli, sono un foto-giornalista iscritto all’Albo Professionisti della Liguria. Sono redattore del Settimanale La Riviera e del relativo quotidiano online; sono anche corrispondente dell’Agenzia Ansa dalla provincia di Imperia e corrispondente de Il Giornale (di Milano). Ho diretto per sette anni un quotidiano online locale. Durante la mia ultraventennale esperienza in campo giornalistico ho avuto modo di collaborare per quotidiani nazionali, tra cui: Il Giornale di Milano, Repubblica, Il Giorno, il Messaggero, Il Mattino e via dicendo. Ho anche collaborato, a livello fotografico, con diverse testate nazionali, tra cui: Corriere della Sera, settimanale “Oggi” e via dicendo e per televisioni, tra cui Rai e Mediaset. Ho anche collaborato con radio del panorama locale (Radio 103, per la quale ho svolto per anni i notiziario, curando la redazione) e nazionale, tra cui Radio24, per la quale ho svolto alcuni collegamenti per fatti di cronaca. Nel 2014, inoltre, sono stato in Israele, come free lance in territorio di guerra, durante l’operazione “Tzuk Eitan”. Negli ultimi tempi, mi interesso anche di web marketing, web design e sviluppo di siti in Wordpress, Seo e Sem.

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