La conquista delle donne rabbino nelle varie correnti dell’ebraismo

La conquista delle donne rabbino nelle varie correnti dell’ebraismo

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Donne rabbino

Shalom carissimi amici di Vivi Israele. Oggi vi parlo di un argomento molto dibattuto. La donna ha sempre avuto un ruolo importantissimo nell’ebraismo. Tanto che si è ebrei in linea materna ed è un dato di fatto. Riguardo, però, il binomio donna-rabbino, è soltanto negli ultimi decenni che c’è stata una svolta decisiva e che è quasi totalmente caduto un tabù.

Fino all’haskalah, ovvero l’Illuminismo ebraico, l’idea di una donna rabbino sembrava così inverosimile. Le donne, come dicevamo, hanno sempre rivestito un ruolo molto importante nella vita ebraica, prima dei tempi moderni, ma soltanto negli ultimi decenni, abbiamo visto un crescente numero di loro uscire da scuole rabbiniche. Gran parte delle donne rabbino di oggi provengono da seminari dell’ebraismo Conservativo, Riformista o Ricostruzionista; anche se alcune donne ortodosse sono ugualmente riuscite a diventare rabbino e c’è uno sforzo in atto per incrementare il loro numero nell’ebraismo ortodosso.

La parola rabbino, letteralmente significa maestro. All’inizio, il rabbino era un ebreo osservava le mitzvòt, che conosceva la legge ebraica (la halakhah) e la tradizione e che risolveva le dispute halakhiche, istruendo la comunità nella quale viveva. Un rabbino, infatti, non deve servire la comunità  come Shaliach Tzibbur (שליח ציבור) una sorta di leader (letteralmente, messaggero) della preghiera pubblica e non ha un’autorità maggiore a quella degli altri, per dirigere il servizio.

L’illustre femminista ortodossa Blu Greenberg ritiene che il rabbino donna (la rabanit רבנית), così come la controparte maschile, non ha bisogno di servire in una congregazione o di dirigere la preghiera. ”Ci sono molti uomini – scrive – probabilmente un numero travolgente, ordinati nella comunità ortodossa, che non svolgono alcuna funzionale addizionale, rispetto ai loro colleghi laici. Perciò sia così anche per le donne”. (Greenberg, Judaism, 31).

Il ruolo della donna nel rabbinato è stato dibattuto con grande veemenza nella comunità ebraica. La prima donna rabbino (rabbinessa) a essere mai stata ordinata – secondo quanto riportato nella Jewish Virtual Library – fu: Regina Jonas di Berlino Est. Il 25 dicembre del 1935, il rabbino Max Dienemann, a capo della Associazione Rabbinica Liberale di Offenbach, ordinò Jonas per essere al servizio delle comunità ebraiche in Germania.

Negli Stati Uniti, il movimento Riformista ordinò la sua prima donna rabbino nel 1972; mentre il movimento Ricostruzionista lo fece nel 1974 e il Conservatore nel 1985. Il movimento ortodosso deve ancora ufficialmente accettare le donne nel proprio rabbinato, sebbene alcune donne ortodosse siano state nominate in alcuni seminari. Ciascun movimento, eccetto quello ortodosso, ha dunque accettato il diritto della donna di diventare rabbino, dopo lunghi periodi di riflessione e dibattito sulla propria filosofia morale.

Ebraismo riformato

Dall’inizio, il rituale dell’ebraismo riformato permette a uomini e donne di pregare assieme, una decisione che si basa si basa su presupposti uguaglianza. L’idea di inserire delle donne rabbino nel movimento, risale al tardo 1800, ma bisognerà attendere il 1922, prima che una proposta del genere venga discussa dalla Central Conference of American Rabbis (CCAR). Due gli argomenti di discussione: la posizione delle donne rabbino nell’ebraismo tradizionale e la questione se il movimento riformista dovesse seguire la tradizione.

I leader riformisti considerano una violazione dell’ebraismo tradizionale ordinare una donna rabbino, e temono che concedendo alle donne un posto nel rabbinato riformista, la corrente dominante degli ebrei, che segue l’ebraismo tradizionale, possa mettere in discussione l’autorità  del movimento. Ma non è tutto.

Il rabbinato riformista ritenne pure che ammettere delle donne possa essere di detrimento alle famiglie, in quanto la donna si troverebbe di fronte a un bivio: essere un rabbino full time oppure badare alle faccende domestiche. La Central Conference of American Rabbis optò per concedere alla donna la possibilità di essere ordinata rabbino. Il ruolo della donna cambia drasticamente nel XX secolo, con la battaglia per le pari opportunità. E’in questo periodo che nascono  il National Council of Jewish Women (NCJW) e l’Hadassah.

Ebraismo Conservatore

che si basa su idee liberali e progressiste, effettuò alcuni cambiamenti radicali nell’halakha, ma l’accesso delle donne al rabbinato rimase un elemento di grande novità, quasi un fulmine a ciel sereno per alcuni, che decisero di lasciare l’organizzazione. Nel 1973, il comitato decisionale del Jewish Theological Seminary approvò una legge che permetteva alle donne di entrare nei minyanim; ma un anno dopo la Commissione votò contro le donne rabbino e cantore. Secondo la Commissione, infatti, sarebbe stato necessario un ulteriore approfondimento. Nel dicembre del 1977, L’Assemblea Rabbinica e il Jewish Theological Seminary crearono una commissione ad hoc per studiare l’ordinazione di una donna rabbino. Nel giro di un anno, 11 membri furono d’accordo sul fatto che non c’è alcuna obiezione diretta da parte della halakhah, per ordinare una donna rabbino e maestra. Le risultanze vennero presentate all’Assemblea Rabbinica, ma la pubblicazione venne accantonata. Nella Primavera del 1983, il rettore del Jewish Theological Seminary, Gershon Cohen, annunciò di voler di nuovo portare a pubblicazione quegli atti e nell’ottobre dello stesso anno le donne furono ammesse alla scuola rabbinica. Amy Eilberg, nel 1985, è la prima donna ordinata rabbino dalla congregazione.

Ebraismo Ricostruzionista

fondato da Mordecai Kaplan, un eminente professore del JTS, ordina le donne sin dall’inizio. Nel 1968, le donne vennero accettate nel Collegio Rabbinico Ricostruzionalista. La filosofia del movimento si fonda sul fatto che uomini e donne ha uguali diritti, indipendentemente dall’halakhah. Il primo rabbino donna ad essere ordinato, nel 1977, è Sandy Eisenberg Sasso, della sinagoga Beth El Zadok, di Indianapolis, affiliata sia col movimento ricostruzionista che conservativo.

Il primo rabbino donna a essere ordinato in Italia è stata Barbara Aiello di origine statunitense.

Fonte: Jewish Virtual Library/Avi Hein

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